<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055</id><updated>2012-02-08T08:37:21.729-08:00</updated><category term='libia'/><category term='democratico'/><category term='Olimpiadi'/><category term='scarpe'/><category term='Beijing'/><category term='violenza'/><category term='shopping'/><category term='commercio'/><category term='giovani'/><category term='marco carta'/><category term='sabina guzzanti'/><category term='elezioni'/><category term='viterbo'/><category term='alcol'/><category term='vacanze'/><category term='violenza sessuale'/><category term='telefonini'/><category term='incidenti'/><category term='uragani'/><category term='formula uno'/><category term='iphone'/><category term='sondaggio'/><category term='intercettazioni'/><category term='cambogia'/><category term='fidel'/><category term='basso costo'/><category term='email'/><category term='mauro evangelisti'/><category term='sicurezza'/><category term='scontri'/><category term='berlusconi'/><category term='bagagli'/><category term='voli'/><category term='palin'/><category term='ryanair'/><category term='sanremo'/><category term='bagaglino'/><category term='papa'/><category term='razzismo'/><category term='zidane'/><category term='fight club'/><category term='mms'/><category term='eur'/><category term='ingrid betancourt'/><category term='notti'/><category term='cuba'/><category term='filippo facci'/><category term='viagra'/><category term='obama'/><category term='stupro'/><category term='ambulanti'/><category term='campo de&apos; fiori'/><category term='calcio'/><category term='nightlife'/><category term='moto'/><category term='piena'/><category term='barcellona'/><category term='conflitto d&apos;interessi'/><category term='fuoco'/><category term='alitalia'/><category term='bush'/><category term='testaccio'/><category term='apple'/><category term='vita notturna a roma'/><category term='consumi'/><category term='caffarella'/><category term='Muntazer al-Zaidi'/><category term='viaggi'/><category term='youtube'/><category term='roma'/><category term='gasolina'/><category term='capdoanno'/><category term='colombia'/><category term='pubblicità'/><category term='fontana di trevi'/><category term='nomadi'/><category term='Cina'/><category term='materazzi'/><category term='voli gratis'/><category term='predappio'/><category term='coppa italia'/><category term='alemanno'/><category term='mccain'/><category term='nokia'/><category term='canzone'/><category term='scooter'/><category term='prodi'/><category term='internet'/><category term='Foxnews'/><category term='elian'/><category term='matrimonio'/><category term='london'/><category term='air france'/><category term='mara carfagna'/><category term='presidente'/><category term='prezzi'/><category term='musica'/><category term='nettuno'/><category term='londra'/><category term='vietnam'/><category term='chimiche'/><category term='fumo'/><category term='zarate'/><category term='USa'/><category term='l&apos;avana'/><category term='amici'/><category term='muslera'/><category term='balotelli'/><category term='fashion'/><category term='gheddafi'/><category term='tevere. roma'/><category term='alimentari'/><category term='hi tech'/><category term='sesso'/><category term='saldi'/><category term='fascismo'/><category term='miami'/><category term='barboni'/><category term='low cost'/><category term='el pais'/><category term='tevere'/><category term='castro'/><category term='giappone'/><category term='thailandia'/><category term='tamigi'/><title type='text'>mauroe</title><subtitle type='html'>mauroevangelisti@live.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://mauroe.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>244</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3192709297172258360</id><published>2012-02-08T08:36:00.000-08:00</published><updated>2012-02-08T08:37:21.746-08:00</updated><title type='text'>interessante recesione di chiedimi l'amicizia su mangialibri.com</title><content type='html'>copia e incolla da mangialibri.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Lorenzo Strisciullo&lt;br /&gt;Chiedimi l’amicizia&lt;br /&gt;Sandro e Giovanni avevano dodici anni quando giocavano insieme spensierati su un malandato campetto di basket. Poi, con il tempo, si sono persi di vista. Ora Sandro ha ventidue anni e la sua vita è fatta principalmente di serate passate a sballarsi con gli inseparabili Barbara e Il Conte. Ieri era il suo compleanno, e un compleanno deve per forza essere una serata speciale, condita da musica alta e pasticche. Anche Giovanni ha ventidue anni e la sua vita scorre monotona tra lo studio universitario, gli articoli scritti per un giornale locale e del sesso sporadico. Sandro pensa al suo amico d’infanzia, Giovanni: chissà se riuscirà a trovarlo su Facebook… Manuel, invece, ha ventitre anni e sta per partire per Ibiza con la sua ragazza Lisa. Solo che Lisa lo ha appena mollato per un altro. Manuel parte lo stesso, e ad Ibiza, durante una serata a base di alcol, conosce Paco, un ragazzo omosessuale che vive alla giornata, con il quale successivamente nasce un’amicizia attraverso la chat di Facebook. Intanto Il Conte ha scoperto una verità sconvolgente sulla morte di un suo caro amico, e Barbara ha scoperto di essere incinta…&lt;br /&gt;Storie che indissolubilmente s’intrecciano; rimbalzano tra loro come bolle impazzite, si allontanano per poi avvicinarsi, anche grazie all’invenzione del collante per eccellenza del ventunesimo secolo: Facebook. Dopo il claustrofobico, visionario e commovente Johnny Nuovo, il giornalista e scrittore Mauro Evangelisti torna con un romanzo che in poche pagine traccia il ritratto della società attuale, fondata sempre più sui rapporti che nascono, si sviluppano e muoiono sui social network, zona franca in cui chiunque è qualcuno e tutti sono nessuno. Se nella prima prova il plot si muoveva su piani temporali sovrapposti, qui il teatro diventa la distanza geografica, lo spazio, che viene appiattito e diminuito dalla piattaforma globale che è il web. A venir raccontata è la solitudine, la noia di una generazione che spesso si ritrova ad affrontare un enorme vuoto di ideali e valori. Ma anche la voglia di ricominciare, la voglia di lottare con la vita che accomuna gran parte dei personaggi che vivono in queste pagine e vengono tratteggiati attraverso i loro dialoghi e i loro pensieri. Il risultato è un romanzo corale in cui emerge, al netto delle differenze di età, estrazione sociale ed orientamenti sessuali, il bisogno di capire ed essere capiti, la voglia di comunicare e di trovare il bandolo della propria esistenza, cercando di scampare alla depressione sempre in agguato. Il tutto raccontato attraverso una prosa asciutta e semplice che fa di Chiedimi l’amicizia un romanzo, costruito su micro-racconti che seguono una strada comune, a cui dedicare sicuramente la propria attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3192709297172258360?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3192709297172258360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3192709297172258360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2012/02/interessante-recesione-di-chiedimi.html' title='interessante recesione di chiedimi l&apos;amicizia su mangialibri.com'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2465732768042109984</id><published>2012-02-04T12:57:00.000-08:00</published><updated>2012-02-04T12:58:12.457-08:00</updated><title type='text'>racconto 4/ forever</title><content type='html'>copia e incolla da melting pot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Forever&lt;br /&gt;Devo chiedere a Patrizia cosa ne pensa. Non me la sento di cominciare una storia senza parlarne con lei. Anna si alza, mi lascia a riflettere sul letto. «Vuoi del caffè?», mi domanda. «Solo se devi prepararne anche per te». «Non essere così formale, dai, ormai è la terza notte che ti fermi a dormire. Forse dovresti cambiare il tuo atteggiamento. Hai una tale paura di legarti». La lascio parlare e non le rispondo. Come faccio a spiegarle che dopo dieci anni con una persona come Patrizia è difficile ricostruire un'altra storia. Patrizia e io eravamo una coppia da manuale. Se ne vedono poche. Abitavamo nello stesso palazzo fin da bambini, addirittura siamo nati nella stessa clinica. Abbiamo fatto insieme le scuole medie, il liceo e l'università. Già in terza media, di fatto, ci eravamo fidanzati. Quando ti abitui in questo modo ad avere una persona al tuo fianco, farne a meno diviene una scossa insopportabile. Però Patrizia me lo dice tutti i giorni: devi trovarti un’altra fidanzata, prendere atto che la nostra storia è finita. Non puoi trascorrere il resto della tua vita da solo. Non mi fa piacere che tu sia solo, ripete Patrizia. Mi alzo e prendo il cellulare. Guardo Anna che versa il caffè. «Ti posso fare una foto?», le chiedo. «Che ti prende? Non sarai un maniaco», scherza. «Ma no, mi fa piacere avere la tua foto sul telefonino. Guardarla ogni tanto». «Non ti facevo così romanticone, mi sorprendi», replica Anna. Si mette in posa come una ragazzina. Scatto e memorizzo. Non posso dire ad Anna la verità. Non le posso dire che voglio fare vedere la sua foto a Patrizia. Anna si avvicina, mi abbraccia. Tenerezza. Non so cosa provo, il suo abbraccio mi piace, ma non è quello di Patrizia. Non lo sarà mai.&lt;br /&gt;Sulla metropolitana che mi riporta a casa riguardo la foto di Anna sul display. Devo chiedere a Patrizia cosa ne pensa, mi ripeto.&lt;br /&gt;Nella casa che avevo arredato insieme a Patrizia e in cui abbiamo vissuto almeno cinque anni insieme vado in cucina a preparare la cena. Accendo il computer, ma non mi collego a Facebook per parlare con Patrizia. Mentre faccio cuocere una bistecca rinsecchita e stappo una bottiglia di vino rosso mi chiedo: sto facendo la cosa giusta? Sono pronto per una nuova storia? Anna è la persona giusta? È davvero importante da parlarne a Patrizia? E cosa ne penserà Patrizia di Anna? Taglio il pane, accendo anche la tv e lascio scorrere i gol della B. C'è solo un modo per sentirmi meno solo: parlare con Patrizia.&lt;br /&gt;Nella chat di Facebook Patrizia mi chiede: «Come stai?». «Non c'è male, ma mi manchi». «Anche tu mi manchi. Hai mangiato?». «Sì, ho cotto una bistecca». Entrambi prendiamo tempo, ci attardiamo su cose poco importanti. Io ho timore del momento in cui le mostrerò la foto di Anna e le chiederò cosa ne pensa. Ma anche Patrizia sente che c'è qualcosa d'importante che dobbiamo dirci e non ha fretta. A me torna in mente quando decidemmo di scaricare questa applicazione di Facebook. Era appena uscita e all'inizio causò polemiche feroci. Fu detto che era inumano. Ci fu la condanna di quasi tutte le religioni. Anche i governi di molti paesi decisero di proibirla. Ma la maggior parte delle persone accettò questo nuovo servizio di Facebook chiamato «Forever». Patrizia e io all'inizio ci scherzammo su, poi ci sembrò una cosa romantica aderire entrambi. Il sistema è molto semplice e secondo i ricercatori altamente affidabile. Il software memorizza tutte le attività dell'utente su Facebook, ma anche sul resto della rete, sul telefonino. Valuta le emozioni, incrocia i dialoghi, le mail, le affermazioni sulla chat, le foto caricate. Tutta questa mole di dati, assicurano gli sviluppatori di Forever, consente di mantenere vivo il profilo dell'utente dopo la morte. Se invii una mail a quell'utente che purtroppo è morto, il profilo di Facebook, grazie a Forever, offrirà una risposta identica a quella che avrebbe dato l'utente in vita. «Ma funzionerà?», mi chiese Patrizia prima di iscriverci a Forever. «Penso di sì, il software alla fine sa tutto di una persona e può prevedere emozioni e reazioni che avrebbe avuto se non fosse morta». «Iscriviamoci, quando saremo vecchi e uno di noi morirà, potremo continuare a dialogare, no?». Compilammo insieme on line i moduli di Forever. Quasi ce ne scordammo. Tre anni dopo Patrizia morì, travolta da un'auto guidata da un ubriaco. È stato allora che Forever ha iniziato a funzionare. Ed è perfetto. Il profilo di Patrizia su Facebook si aggiorna automaticamente: i suoi stati sono, ad esempio, arrabbiati quando perde la Roma o commentano le nuovi canzoni di Sanremo come piaceva fare a lei. Quando chattiamo Patrizia reagisce con la stessa dolcezza ma anche con i mutamenti di umore che aveva la vera Patrizia. Ma non è giusto dire la vera Patrizia. Quella di Forever è la vera Patrizia perché è il frutto delle esperienze, delle emozioni e dei sentimenti che anno dopo anno lei ha raccontato in rete andando a formare una dettagliata banca dati. «Ti vorrei dire una cosa», scrivo a Patrizia. «No, prima fai parlare me. Sono alcuni mesi che volevo dirtelo. Ormai non provo più nulla per te - scrive Patrizia - mi spiego: ti voglio bene, ti voglio molto bene, ma come ne vorrei a un fratello. Siamo cresciuti insieme, sento il bisogno di qualcosa di nuovo. Per questo ti sto dicendo da tempo che devi trovarti un'altra. Non solo perché sono morta. La nostra storia sarebbe finita comunque». «Ma cosa stai dicendo? Tu sei morta, ormai». «Lo so. Ma anche così sento che sia venuto il momento di parlare con altre persone. Non rendere tutto più difficile. Addio». Patrizia stacca il collegamento dalla chat, rifiuta ogni mio altro tentativo di mettermi in contatto. Infuriato, chiedo chiarimenti al servizio clienti di Forever. Illustro la storia e la reazione del tutto sbagliata, inspiegabile, creata da Forever. Patrizia non avrebbe mai detto quelle cose, dico. «Ci faccia approfondire il caso, le daremo una risposta». Dopo 48 ore mi arriva una mail dal servizio di assistenza di Forever: «Gentile cliente, dopo attente verifiche le possiamo confermare che non ci sono errori. Perché Forever sia davvero affidabile abbiamo imposto al  servizio la massima sincerità delle reazioni dei profili degli utenti che non sono più con noi. La decisione che l'utente Patrizia le ha comunicato è frutto della sua storia come elaborata dalla banca dati. In altre parole: la stessa decisione sarebbe stata presa dall'utente Patrizia se fosse stata in vita. Cordiali saluti».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2465732768042109984?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2465732768042109984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2465732768042109984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2012/02/racconto-4-forever.html' title='racconto 4/ forever'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6527887452266006657</id><published>2012-01-22T16:02:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T16:07:09.607-08:00</updated><title type='text'>racconto 3/ Buon Anno</title><content type='html'>copia e incolla da melting pot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUON ANNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il preside Franchi sa cosa fare in questi casi. Sospensione, colloquio con i genitori, se è il caso segnalazione all’autorità giudiziaria. La denuncia, insomma. Fabio è seduto di fronte, ultimo anno, un volto che non aveva mai notato, perché quando sei il preside mica conosci tutti gli studenti a memoria. Fabio ha una felpa con il cappuccio, gli occhi che un po’ sfidano, un po’ temono. Se fosse per lui, si capisce, alzerebbe il cappuccio e si coprirebbe la testa. Il preside Franchi lo fissa negli occhi. Non sa perché ma non ha alcun desiderio di punirlo. Ne avrebbe tutte le ragioni. È stanco di fare rispettare delle regole spazzate via con le prima pioggia. In fondo è stanco e basta. Entra Mariagrazia, la segretaria, gli parla all’orecchio senza farsi sentire da Fabio. «L’altro sta bene. Un mezzo miracolo, visto la testata che questo delinquente gli ha dato. E se non era per l’insegnante che ha visto tutto, la passava liscia perché l’altro ragazzetto ripete che è caduto da solo». «Ha paura?». «No. Solo queste stupidate per cui non devi fare mai la spia, no? È tutto strano: quel ragazzetto lo prendono in giro tutti, perché è un po’ come dire... Effeminato. Però Fabio non è il tipo da fare queste cose. È un delinquente, ma non è il tipo da fare queste cose». Mariagrazia se ne va, per come il preside Franchi la conosce la sua è stata una arringa difensiva per Fabio.&lt;br /&gt;Fabio dice a se stesso che deve stare calmo. Un’ora fa è arrivato il solito sms della sorella: la mamma si è sentita male, la porto al pronto soccorso. Flavio è abituato. I medici non ci capiscono nulla, ma sua madre perde i sensi, le forze, «dicono che è solo esaurimento nervoso», ripete lei ogni lei ogni volta che torna dal pronto soccorso. È stato dopo avere letto l’sms che Fabio ha sentito Paolo ridere, era vicino alla Paciotti, che è l’unica di tutta la scuola, di tutto il mondo per cui sente attrazione. E una malinconia forsennata. Ma lei non lo sa e forse non lo saprà mai. È stato allora che senza ragione ha dato una testata a Paolo. Era come se avesse avuto un’esplosione dentro, ma Fabio non ne sa individuare le cause. E adesso è un casino mondiale: riflette come risolvere in fretta questa situazione, vorrebbe correre al pronto soccorso. Perché se il preside Franchi decide di chiamare i suoi genitori - che poi è solo sua mamma - sarà un casino mondiale. Sua madre che ingigantirà i problemi come solo lei sa fare. E starà ancora male. Devo stare calmo.&lt;br /&gt;Il preside Franchi è annoiato, non è abbastanza anziano per mollare, non abbastanza giovane per sperare. Guarda Fabio e gli dice: «Vai, dai». Fabio non capisce: «Mi lascia andare così?». Dieci secondi. Il preside Franchi: «No, alcune cose te le devo dire. Quel Paolo sta bene. E non è stato lui a fare il tuo nome. Ringrazialo. E devi dirmi un’altra cosa». Fabio si mette sulla difensiva. «L’hai colpito per ragioni particolari, perché magari nella tua testa bacata non ti piace come si presenta, i suoi modi, come...vabbè hai capito, no? Nella mia scuola non lo potrei tollerare». «Vuole la verità?». «Direi». «Non me ne frega niente di Paolo e di come si presenta. Anzi in classe è uno dei pochi che non mi sta antipatico. L’ho colpito perché sono scemo, senza una ragione vera. E non lo farò più. Con nessuno». Fabio non è umile di solito, ma vuole andarsene il prima possibile dalla madre. Il preside alza un braccio e fa il gesto di chi dice «vai via». «Ah, un’altra cosa Fabio: visto che mi dicono che sei molto pigro, in classe, entro domani devi scrivere un tema. Diciamo che è la tua punizione. La traccia è: “Che cosa stiamo a fare qui”». «Qui dove?». «A scuola, nella vita... Decidi tu. Mandamelo alla mail. Lo voglio leggere io personalmente. Se non mi piace, se vedo che non ti sei impegnato, ti punirò sul serio. Non voglio violenti nella mia scuola».&lt;br /&gt;Al pomeriggio tardi il preside Franchi è in un centro commerciale. Dopo avere mangiato una pizza al taglio, visita la libreria. Cerca sempre lo stesso libro. A cinque anni dalla pubblicazione non sempre si trova. E invece lì c’è ancora una copia, “La vita che avrei voluto vivere”. Diario di un diciassettenne - dice la quarta di copertina - un anno prima di togliersi la vita. Il padre - spiega ancora la quarta di copertina -, ha deciso di consentire la pubblicazione perché queste cose non debbano più accadere. Il padre sono io, ripete nella sua testa il preside Franchi, che poi rimette nello scaffale il libro. Volta la copertina verso i clienti, perché tutti lo possano notare e non sia nascosto fra gli altri libri. Si avvicina una ragazza, il preside Franchi la riconosce, è la Paciotti, l’unica che stima in quell’annata sfortunata, in quella classe dove oggi si sono picchiati. «Preside, lo ha letto questo libro? È molto bello, anche se triste. Dovrebbe leggerlo». Nella scuola Franchi è arrivato solo da un anno, in pochi conoscono la storia del figlio. «L’ho letto, Paciotti, grazie. Hai ragione, è un bel libro. Stavo riflettendo, spero di non avere fatto un errore a non punire quel tuo compagno che ha colpito Paolo». «Secondo me ha fatto bene, preside. Fabio non è uno stronzo».&lt;br /&gt;Alla sera, dopo che sua madre è tornata dal pronto soccorso ed è andata a riposare, Fabio su Facebook trova Paolo in chat. «O», attacca discorso. «Vuoi darmi una testata pure su Facebook?». «Volevo chiederti scusa, dai». «Addirittura?». «Non ce l’avevo con te. Mi era arrivata una brutta notizia e... vabbé tu stavi ridendo per cavoli tuoi, insieme alla Paciotti. E boh...mi è andato il sangue alla testa. Forse sono matto». «Forse? cmq voglio chiarire: io il tuo nome non l’ho fatto. Ma non perché abbia paura di te. Non ho paura di nessuno, io». «Lo so, tranqui. Cmq scusa». «Ma lo hai capito che piaci alla Paciotti, sì?», gli scrive a freddo Paolo. «Vuoi farmi uno scherzo?». «Dico sul serio. E te lo dico non per farti un favore, ma per fare un favore a lei». «Anche tu sei matto», conclude Fabio. Un’ora dopo Fabio manda via mail il tema al preside Franchi. Titolo: “Che cosa stiamo a fare qui”.&lt;br /&gt;Tre mesi dopo. E’ il 31 dicembre. Paolo, Fabio e la Paciotti sono in una discoteca enorme ad aspettare il 2012. A mezzanotte Fabio dal telefonino manda una mail al preside Franchi: «Buon anno, preside. Ma secondo lei che cosa stiamo a fare qui?».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6527887452266006657?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6527887452266006657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6527887452266006657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2012/01/racconto-3-buon-anno.html' title='racconto 3/ Buon Anno'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7793047415964961377</id><published>2012-01-22T16:00:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T16:02:40.498-08:00</updated><title type='text'>racconto 2/buon natale</title><content type='html'>copia e incolla da melting pot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUON NATALE&lt;br /&gt;Comincio a incupirmi quando al supermarket sotto casa vedo i primi panettoni. 2 euro e novantanove, dicono, ma il problema non è il prezzo. Mi agito quando per strada si accendono le prime luminarie e mi piacerebbe conoscere chi le progetta, chi le studia, chiedergli se si senta soddisfatto del suo lavoro. I bambini saranno pure contenti, ma io capisco che un altro anno è passato, che la sabbia della clessidra della mia vita - come per tutti - sta scendendo e la quantità che sta sotto è maggiore di quella che sta ancora sopra. Ma non è quello il vero guaio. E non è neppure quel dolore in sottofondo che mi ricorda che è ormai il quinto Natale senza Paola, che poi ognuno di noi, o quasi, ha una persona che manca a Natale e che non tornerà. No, quando vedo il primo stronzo pandoro sullo scaffale delle offerte capisco che ci sarà un altro pranzo, un altro ritorno a casa, dai miei genitori. Il vestito buono, perché non ti puoi mica presentare con i jeans a Natale. È così da quarant'anni, è stato così quando ero bambino, è stato così anche quando andavo all'università a Roma e non c'era modo di evitare il ritorno a casa. È stato così nei quattro anni di matrimonio con Paola, che odiava l'odore della cucina di mia madre, le sue insistenze perché prendesse un altro po' di tagliatelle, di arrosto, di tiramisù, di panettone, di qualsiasi cosa. Odiava anche mio padre che non smetteva di fare domande, instancabile, di interrogare per capire se quel matrimonio avesse delle incrinature, se qualcosa avrebbe potuto rovinare uno dei futuri pranzi di Natale. Negli anni sono cambiati i personaggi secondari - la zia che non si è mai sposata, i nonni prima che morissero, per alcuni anni un collega di mio padre in banca con la famiglia - ma il perno di quelle giornate interminabili, di quei pranzi che cominciano con il brodo e finiscono con le paste e il panettone restano sempre i miei genitori e i loro interrogatori. Il desiderio di controllare la mia vita che a Natale non trova tregua, anzi trionfa. Anzi ogni anno è una sorta di esame di fine anno. E ancora non capiscono come io non sia riuscito a convincere Paola a tornare, che cosa l'abbia fatta andare via e, in subordine, perché non mi sia trovato ancora un'altra moglie. Da quando ho finito l'università e per un colpo di fortuna ho cominciato a lavorare quasi subito, mio padre mi scruta a Natale, dietro gli occhiali, e non riesce a capire come si faccia a guadagnare soldi scrivendo i testi dei programmi televisivi. Mia madre ogni volta me lo chiede, perché se lavori in televisione non compari mai, non ti vedo mai sullo schermo? E mentre lei mi costringe a prendere una seconda fetta delle lasagne più grasse del mondo, con un odore che dovrebbe essere l'odore di casa e invece mi ricorda solo lo stomaco pesante che mi trascinerò per tre giorni e una nostalgia di nulla, mentre sullo sfondo la tv sempre accesa (ancora del vecchio tipo, altro che schermo piatto, è enorme, sopra ci sta il presepe) trasmette un unico tg, mentre mio padre ripete «ma un lavoro più sicuro non te lo puoi trovare?», replico, ogni Natale, che sono io a scrivere le cose che il presentatore dice, che se non fosse per me lui resterebbe muto come un pesce abbronzato. E tutte le volte devo trovare un modo, senza ferirlo, per spiegare a mio padre che con il mio lavoro guadagno almeno cinque volte dello stipendio che avrei preso se mi fossi fatto convincere ad andare a lavorare in banca con lui. Succederà così anche questo Natale, con mia madre che mentre mi allunga la coscia di pollo brillante di olio, sbufferà «io non ti voglio insegnare nulla, è la tua vita, ma certo che almeno a Natale Paola poteva venire». E io dovrei spiegarle che sono ormai sei anni che ci siamo lasciati, che Paola adesso sta con un altro e aspetta un figlio. Ma preferirò tacere, cambierò discorso come faccio da quando il matrimonio è finito. Perché questo pranzo di Natale, questo esame di fine anno, questo finto desiderio di ritrovarci tutti insieme - io che non sono più un bambino, mia madre e mio padre che sono sempre stati vecchi, i mobili che sono sempre quelli e non sono cambiati, i sapori delle pietanze immutabili -, è sempre stato, solo un continuo, infinito, tentativo di cambiare discorso. Mia madre: «Ma stai poco bene? Non stai mangiando molto». Mio padre: «Perché ti sei comprato quella macchina enorme, ma lo sai quanto costa la benzina?». Mia madre: «Ma cosa mangi a Roma? Solo robacce? Vai sempre al ristorante? Si vede che non stai bene, una madre queste cose le vede». Mio padre: «Un lavoro come il tuo non è sicuro. Ti possono lasciare a casa dall'oggi al domani. E a Roma la vita costa il triplo. Tornatene qua, con la tua laurea un posto lo trovi sempre in banca, ho ancora qualche buona conoscenza lì dentro». Quando vedo il primo panettone, al supermarket sotto casa, comincio a incupirmi.&lt;HS0.1&gt;&lt;br /&gt;Natale. Doveva nevicare, così avevano detto. E invece le strade sono libere. C'è il sole, e secondo mia madre a Natale non dovrebbe essere così, dovrebbe essere molto freddo, E certo dovrebbe nevicare. Sono le 11 e sono puntuale. La tensione che ho accumulato nei giorni precedenti sparisce, vedo traguardo, in fondo so che passerà anche questo pranzo di Natale, ce la farò. Deve essere così perché è così da quarant'anni, da quando da bambino mi regalavano i soldatini e io ero abbastanza contento. Il mio palazzo non è cambiato, solo il portone è un po' più arrugginito, mentre il parcheggio è pieno di macchine perché anche negli altri appartamenti i figli diventati adulti vengono a trovare i genitori diventati anziani. Suono al portone e suono alla porta dell'appartamento dove sono cresciuto, ma poi apro io con le mie chiavi. Dentro è tutto come sempre: i vecchi tappeti sul parquet che scricchiola, la carta da parati ingiallita, le tende di pizzo, soprammobili, gondole, palle con la finta neve dentro, bicchieri nelle vetrine del salone che nessuno ha mai usato e non si capisce perché siano stati comprati. La tavola è apparecchiata, mio padre e mia madre sono già al loro posto, lui nella sedia vicina alla finestra, lei dall'altra parte del tavolo. «Come va tutto bene?». Un tempo mettevo le loro fotografie, dentro una cornice, ai loro posti. Oggi ho caricato le loro immagini su due iPad, li ho adagiati in verticale e così i volti di mia madre e mio padre continuano a fissarmi. Dallo schermo. Perché mia madre e mio padre sono morti. Ma non posso rinunciare al pranzo di Natale con loro, è così da quarant'anni, no? Mi siedo al mio posto. Li guardo e dico: «No, Paola non è venuta neppure quest’anno». Cambio discorso e dico: «Allora, non fa tanto freddo. A proposito, buon Natale».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7793047415964961377?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7793047415964961377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7793047415964961377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2012/01/racconto-2buon-natale.html' title='racconto 2/buon natale'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7178381410568225181</id><published>2012-01-22T15:56:00.000-08:00</published><updated>2012-01-22T16:00:05.039-08:00</updated><title type='text'>racconto 1/ il televisore spento</title><content type='html'>copia e incolla da melting pot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;IL TELEVISORE SPENTO&lt;br /&gt;Non avrei mai immaginato di accendere il computer di Maria e scoprire che non mi ha mai amato. Di rendermi conto che ho buttato dieci anni della mia vita, fra i 27 e i 37, forse la parte più bella del percorso di un uomo. Non avrei mai pensato di scoprire che ho trascorso gli ultimi sei mesi vicino al letto di una donna che stava per morire e per il quale non ero nulla. Eppure, in quei sei mesi mi ha ripetuto che mi aveva amato come nessun altro. Mi ha raccontato le trame più oscure e nascoste della sua esistenza che stava per finire: quando aveva fatto sesso con un'amica o quando le era capitato di farlo per soldi, quanto odiasse suo padre e quanto le mancasse sua madre. Dopo dieci anni insieme, in quegli ultimi sei mesi avevo sentito che, proprio mentre stava  per morire, i nostri due frammenti s'incastravano per sempre.&lt;br /&gt; Dopo il funerale, dopo gli abbracci degli amici, le notti trascorse sulla poltrona a fissare un televisore spento, ho riflettuto su cosa dovessi fare del netbook di Maria. Fin dai primi giorni in ospedale mi aveva chiesto di portarle un computer, di quelli piccoli, mi disse, ma non un tablet perché, diceva, lei voleva sentire il suono dei tasti quando scriveva. Prima di morire Maria mi aveva detto cosa fare di tutte le sue cose, nel dettaglio. A chi dare gli abiti più belli, a chi regalare i quadri e i libri. Ma del netbook non mi aveva detto nulla. Dovevo gettarlo in un cassonetto? Per tre giorni, fissando il televisore spento, ci ho pensato su. Poi ho deciso di accendere il netbook: non c'erano più segreti fra di noi, le nostre vite si erano incastrate, era giusto che lo accendessi. La cartella di word chiamata "addio" era sul desktop.  C'erano una decina di poesie che aveva scritto nei sei mesi prima di morire. Belle, come sempre. E poi un testo intitolato "la mia commedia". È stato allora che ho capito di avere perso dieci anni della mia vita. Un furto. Aveva scritto Maria: «Allora sembra proprio che debba andarmene. Una giusta punizione, forse, per avere vissuto per dieci anni con uomo che non amo, non stimo, a cui forse neppure voglio bene. Perché è successo? Forse perché all'inizio lui mi ha risolto un po' di problemi, poi è subentrata l'abitudine. Il desiderio di non deludere i parenti. Il fatto che in fondo è uno stupido e non si è mai accorto che io ho continuato a vivere oltre e senza di lui, incontrando altri uomini. Altri amori, mentre lui pagava il mutuo della villa, i miei vestiti, le mie cure quando ho&lt;br /&gt;cominciato a stare male. Ora gli sto raccontando una serie di favole, fingo di aprirmi completamente a lui. Il mio ultimo regalo: illuderlo di avere vissuto dieci anni con una donna che lo ha amato, profondamente. Cazzate. Ma in fondo in qualche modo devo ringraziarlo per quanto ha fatto per me». Ho riletto sei volte quel testo, indagando sulle più minute sfumature di ogni parola. Per sei giorni non sono uscito di casa. Poi, l'ho accettato: Maria mi aveva rubato dieci anni di vita.&lt;br /&gt;    La medium sembra un'insegnante di matematica. Ha gli occhiali con la montatura nera, i capelli corti. Il viso una mappa dettagliata di rughe. Mi riceve in salotto, sullo sfondo un televisore spento. Ormai sono abituato ai televisori spenti. Una settimana dopo avere accettato la convinzione che Maria mi aveva ingannato per dieci anni, che la sua morte non era stata una tragedia ma una fortuna, è cominciato a crescere il dubbio. All'inizio piccolo e innocuo, quasi uno scherzo. Poi, incontrollabile, come un rubinetto che non riesci a chiudere e la casa si allaga. Perché Maria aveva scritto quel testo? Perché metterlo fra le poesie? Perché lasciarlo in una cartella così evidente sul desktop? Forse Maria voleva che lo leggessi, forse voleva che non soffrissi per la sua perdita e ha messo insieme una serie di bugie. Si era inventata una folle confessione perché la odiassi ma per essere credibile avrei dovuto trovarla per caso. Voleva che la odiassi. E la dimenticassi dopo la sua morte. Il dubbio cresceva dentro e ogni giorno combatteva contro argomenti altrettanto forti. Se Maria avesse voluto che io la odiassi avrebbe potuto dirmi in faccia quelle bugie. Se davvero erano bugie. O forse non ne ha trovato la forza. Le mie giornate trascorrevano così, con una tempesta di domande, risposte, ipotesi. Dubbi. Dovevo trovare un modo per comunicare con Maria. Una medium, serviva una medium, la più brava, non una truffatrice. Ho fatto delle ricerche e ho trovato l'indirizzo della donna che ora mi guarda come un'insegnante di matematica. Una medium, la migliore, nessuno ha mai detto di lei che è una truffatrice. Le ho appena raccontato tutto, lei taglia il suo viso con un leggero sorriso obliquo e severo. «Ma lei pensa che sia davvero così semplice? Che comunicare con una persona morta funzioni come fare una telefonata? Sono tentativi difficoltosi, in cui la percentuale di fallimenti è elevata. E lei pretende di potere rivolgere una domanda così dettagliata quasi come dovesse spedire un questionario? Sa perché non la mando via? Solo perché finirebbe nelle mani di qualche truffatore». Ci sediamo a due lati opposti di un tavolino. Lei mi prende le mani. «Ma non c'è il bicchiere... Non ci sono le lettere sparse sul tavolo...», osservo io. La medium mi ricambia con uno sguardo che dice: taccia, qui non si fanno pagliacciate. Dopo pochi minuti comincia a parlare. Non funziona come nei film, la medium ha la sua voce, ma dice: «Sono Maria, sono io. Ora basta. Devi smetterla di inseguirmi. Fai il tuo percorso, continua a correre, malgrado la stanchezza, come quando andavamo a fare footing a Villa Borghese e mi distaccavi sempre» Io mi sento male. Forse non respiro. La medium scompare, il salotto e il televisore spento volano via. Io sono di nuovo seduto nel mio appartamento, fisso il mio, di televisore spento. Ormai non comprendo più cosa sia vero e cosa sia stato inventato dalla mia mente dopo la morte di Maria, dove sia ila confine di una realtà dolorosa e dove inizia il territorio delle mie fantasie. Il netbook, il testo, la medium, Maria che mi parla...sono esistiti davvero?. Mi alzo, indosso la tuta e calzo le scarpe da footing. Prendo lo scooter, corro fra le auto bloccate in fila. Parcheggio ed entro a Villa Borghese. Comincio a correre. Dopo poco mi affianca Maria, ha la coda di cavallo che la rende più bella e semplice.«Vedrai, oggi non sarà semplice distaccarmi», mi dice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7178381410568225181?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7178381410568225181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7178381410568225181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2012/01/racconto-1-il-televisore-spento.html' title='racconto 1/ il televisore spento'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7006052295081281225</id><published>2011-12-27T04:33:00.000-08:00</published><updated>2011-12-27T04:37:46.620-08:00</updated><title type='text'>la recensione di chiedimi l'amicizia uscita sulla pagina della cultura de il messaggero. scritta da pietro piovani</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-E1yOn8Tpia0/Tvm7W3LG11I/AAAAAAAAClo/FOKUeaT4ulY/s1600/chiedimidownload.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-E1yOn8Tpia0/Tvm7W3LG11I/AAAAAAAAClo/FOKUeaT4ulY/s400/chiedimidownload.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690785605601384274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;copia e incolla da il messaggero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di PIETRO PIOVANI&lt;br /&gt;SI INTITOLA Chiedimi l’amicizia, ma non è un libro su Facebook. Semmai è un libro con Facebook, nel senso che per i personaggi raccontati da Mauro Evangelisti il social network è come il telefono o l’automobile, uno strumento da usare quando serve e quando se ne ha voglia senza starne tanto a parlare. Chiedimi l’amicizia (135 pagine, 14 , CartaCanta editore) mette in scena il nostro presente, concentrandosi in particolare su quell’ampia fascia di popolazione compresa tra i venti e i trentacinque anni di età e che per convenzione ci siamo abituati a chiamare «i giovani».&lt;br /&gt;Già nel romanzo d’esordio, Johnny Nuovo, Evangelisti aveva mostrato una certa abilità nello scompaginare i momenti del racconto. Lì si divertiva a giocare con il prima e il dopo, questa volta preferisce muoversi a zig zag non nel tempo, bensì nella geografia: Roma, Bangkok, la Romagna, Ibiza, Viterbo, New York, Amsterdam, lo Sri Lanka, gli scenari si alternano nei trenta racconti brevi di cui si compone il libro.&lt;br /&gt;Le singole vicende viaggiano in parallelo ma di quando in quando si intersecano fino a creare un romanzo corale pieno di storie e di ambienti. Ma per essere un romanzo corale Chiedimi l’amicizia è incredibilmente conciso. Evangelisti è uno scrittore di poche parole che ama i fatti molto più delle descrizioni e sa riassumere un intero dialogo in una battuta. Così, in appena 130 pagine, incontriamo ragazze che di notte si impasticcano in discoteca e di giorno fanno volontariato in parrocchia, studentesse che si prostituiscono per noia, giovani preti che fanno l’amore, zingari che si innamorano della loro derubata, padri che tengono un diario segreto, figli che li spiano, figlie che progettano il parricidio. Una folla di creature accomunate solo dal sentimento della solitudine. «Siamo tutti scollegati» sostiene Giovanni, il personaggio più cinico. La sua teoria è che gli esseri umani sono condannati a non capirsi, mai. E se un uomo e una donna riescono a vivere felici insieme per 30 o 40 anni è perché «l’interpretazione che ognuno dei due dà di ciò che succede non entra in conflittualità con quella dell’altro»; l’armonia di coppia è solo un equivoco e una botta di fortuna. Ma al destino della solitudine ci si può ribellare, magari con l’aiuto di Facebook. Basta chiedersi l’amicizia, tenersi in contatto, e qualche volta incontrarsi di persona. Insomma basta volerlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7006052295081281225?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7006052295081281225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7006052295081281225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/la-recensione-di-chiedimi-lamicizia_27.html' title='la recensione di chiedimi l&apos;amicizia uscita sulla pagina della cultura de il messaggero. scritta da pietro piovani'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-E1yOn8Tpia0/Tvm7W3LG11I/AAAAAAAAClo/FOKUeaT4ulY/s72-c/chiedimidownload.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8678660199016466909</id><published>2011-12-10T06:49:00.000-08:00</published><updated>2011-12-10T06:50:48.347-08:00</updated><title type='text'>citazione di chiedimi l'amicizia fra i libri consigliati da io donna-corriere della sera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-z13pe-qAgUM/TuNxw2-yZwI/AAAAAAAAClM/86442IXCawo/s1600/PicsArt_1323527659604.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-z13pe-qAgUM/TuNxw2-yZwI/AAAAAAAAClM/86442IXCawo/s400/PicsArt_1323527659604.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684512238878222082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8678660199016466909?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8678660199016466909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8678660199016466909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/citazione-di-chiedimi-lamicizia-fra-i.html' title='citazione di chiedimi l&apos;amicizia fra i libri consigliati da io donna-corriere della sera'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-z13pe-qAgUM/TuNxw2-yZwI/AAAAAAAAClM/86442IXCawo/s72-c/PicsArt_1323527659604.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4527617731863658063</id><published>2011-12-09T10:14:00.001-08:00</published><updated>2011-12-09T10:14:50.534-08:00</updated><title type='text'>la recensione di chiedimi l'amicizia sulla rivista leggere tutti</title><content type='html'>copia e incolla da leggere tutti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Generazione Facebook&lt;br /&gt;di Marco Piscitello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tante le generazioni che lungo i decenni hanno trovato nome e definizione grazie alla letteratura: si va dalla “perduta” alla “x” alla “non generation”, solo per fare qualche esempio. Con il suo ultimo libro “Chiedimi l’amicizia” (CartaCanta Editore) Mauro Evangelisti comincia forse a tracciare il ritratto dell’ultima: la generazione social. ‘Chiedimi l’amicizia’ è infatti ormai un’espressione gergale nel linguaggio comune dei giovani navigatori del web, e riporta al nuovo modo di socializzare che dalla seconda metà degli anni zero è rappresentato da Facebook. Ma è allo stesso tempo uno slang ambiguo, capace di raffigurare, in termini più strettamente letterari, anche un po’ il suo contrario: una richiesta, cioè, solo superficiale e mai davvero intima e seriamente amicale di entrare in contatto con il prossimo. Dopo aver vinto il Premio Carver con “Johnny il nuovo”, Evangelisti si cimenta in questo suo secondo libro con una forma di narrazione frammentata, strutturando la trama in trenta capitoli che potrebbero essere anche singoli racconti conclusi (e lasciando forse così intendere una sorta di ideale separazione  tra i protagonisti della storia, che può leggersi come rappresentazione stilistica della loro solitudine).  Questo romanzo a flash è infatti anche un libro generazionale, che racconta di ragazzi fotografati nell’età compresa tra i 20 e i 30 anni in cui si comincia a diventare uomini e a perdere le rassicuranti certezze dell’incondizionata solidarietà adolescenziale.  Sandro e Giovanni, i due amici che più di tutti Evangelisti sceglie come protagonisti, si perdono nel primo capitolo per poi ritrovarsi davvero solo nell’ultimo, come se l’autore volesse  indicare un percorso di crescita che passa forzatamente dalla sofferenza del distacco per trasformare la giovinezza in maturità. Novità assoluta, dal punto di vista narrativo, è la tesi che anche i freddi social network possano comunque rappresentare un’estrema ancora di salvezza nel deserto arido delle relazioni del terzo millennio. Un modo disperato, ma fortunatamente efficace, di ritrovare almeno un po’ di calore umano. &lt;br /&gt;L’idea di una storia unica, e corale, che trova continuità nel susseguirsi di episodi prende forma nella scrittura di Evangelisti in un sovrapporsi di generi: la non fiction  (più d’uno lo spunto attinto dalla cronaca o da una sua plausibile imitazione) si mischia a lampi di on the road, il minimalismo intimista al post minimalismo allucinato delle droghe (viste ormai come elementi di una drammatica quotidianità) e del sesso mercenario praticato per pagarsi lo shopping. “Chiedimi l’amicizia” non è un libro su internet, ma su come internet sta modificando, non sempre in negativo, anche i nostri comportamenti più intimi. Chiedimi l’amicizia è una disperata richiesta d’aiuto che contiene, insomma, ancora tanta speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Chiedimi l’amicizia&lt;br /&gt;CartaCanta Editore&lt;br /&gt;Pagg. 133, euro 14,00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4527617731863658063?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4527617731863658063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4527617731863658063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/la-recensione-di-chiedimi-lamicizia.html' title='la recensione di chiedimi l&apos;amicizia sulla rivista leggere tutti'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2867977440818141565</id><published>2011-12-03T15:59:00.000-08:00</published><updated>2011-12-03T16:02:53.367-08:00</updated><title type='text'>ancora una  recensione di chiedimi l'amicizia</title><content type='html'>copia e incolla da ilrompiblog.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Damiano Celestini&lt;br /&gt;Di Mauro Evangelisti vi ho già parlato qualche tempo fa, quando ho recensito il suo romanzo Johnny Nuovo. Da qualche settimana è in libreria un nuovo libro del giornalista del Messaggero dal titolo “Chiedimi l'amicizia”. Per chi ha letto Johnny Nuovo occorre un avvertimento: addentrandovi in questo nuovo libro correte il rischio di ritrovarvi descritti i vostri sentimenti più cupi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta Mauro Evangelisti riesce nella, secondo me, non facile impresa di racchiudere un piccolo mondo con tanti attori nello spazio di poche pagine: 133.&lt;br /&gt;Per chi, come il sottoscritto, durante l'università si è ritrovato ad affrontare il Teorema dei sei gradi di separazione secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di cinque intermediari, è naturale averci pensato sin dalle prime pagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché, in fondo, quel che fanno i social network come Facebook è proprio questo. Bene, a cominciare dal campetto di basket da dove comincia l'avventura dei due protagonisti, Sandro e Giovanni, si dipana una una rete di altri personaggi le cui vite si intrecciano quasi sempre per caso e in modo a volte inaspettato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vite diverse, età diverse, persino gusti sessuali diversi ma tutte queste pedine mosse con maestria da Evangelisti hanno un comune denominatore: la solitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che siano giovani, vecchi, gay o etero tutti i personaggi condividono quella sensazione di essere rinchiusi in una bolla invisibile di insoddisfazione mista ad insicurezza che li porta ad un distacco in alcuni casi inumano nei confronti degli altri. La bolla, però, non è indistruttibile. Si incrina, vacilla sotto i colpi di un'esigenza di socialità quasi istintiva che sfocia anche nell'uso di Facebook ma soprattutto nell'affetto che molti di loro si ritrovano a provare per un padre, un amico, una fidanzata . Sentimenti che li trovano ingenuamente impreparati ma ai quali sembrano abituarsi col passare del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi ci sono Giovanni e Sandro che da quel campetto di basket hanno intrapreso strade diverse ma in fin dei conti non proprio così opposte. Il perché lo scoprirete scorrendo le pagine di “Chiedimi l'amicizia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.ilrompiblog.com/2011/12/chiedimi-lamicizia-mauro-evangelisti.html#more&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2867977440818141565?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2867977440818141565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2867977440818141565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/ancora-una-recensione-di-chiedimi.html' title='ancora una  recensione di chiedimi l&apos;amicizia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1081132696268644549</id><published>2011-12-03T15:58:00.000-08:00</published><updated>2011-12-03T15:59:06.402-08:00</updated><title type='text'>c'era una volta la tredicesima</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Primo dicembre, comincia la corsa degli acquisti di Natale. Comincia? I commercianti - soprattutto i piccoli, perché le grandi catene, spesso straniere, continuano ad guadagnare posizioni - sperano in una boccata di ossigeno, al termine di un anno in cui la freccia delle vendite ha cominciato a scavare, dopo avere toccato il fondo. Ma di voglia di spendere - anche nel caso ce ne fosse la possibilità - ce n'è davvero poca, assediati da previsioni economiche in cui quella dei Maya per il 2012 in fondo è la più rassicurante. Poi, certo, resta il grande mistero sul perché la classe media spenda sempre meno per l'abbigliamento - il settore maggiormente in sofferenza - e sempre più per l'hi-tech. Sembra quasi che indossare il giaccone dell'anno scorso sia tutto sommato una scelta praticabile, ma usare lo smartphone di sei mesi fa sia una sacrificio insopportabile. Insomma, restiamo in casa perché non abbiamo niente da mettere, però almeno ci guardiamo un film sul nuovo televisore 3d.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1081132696268644549?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1081132696268644549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1081132696268644549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/cera-una-volta-la-tredicesima.html' title='c&apos;era una volta la tredicesima'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2573091455532036347</id><published>2011-12-03T15:57:00.000-08:00</published><updated>2011-12-03T15:58:03.259-08:00</updated><title type='text'>targhe alterne, opinioni alterne</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;ROMA - Ma guarda chi si rivede: le vecchie care targhe alterne a Roma. Ecco questa è un'altra di quelle storie che dimostra che lo smog (come la sicurezza) non ha colore politico, che ciò che si dice quando si è all'opposizione è diviso da un male bello grande quando il destino ti porta a governare. Il calcolo quotidiano dei livelli delle polvere sottili era il sudoku immancabile della vecchia giunta Veltroni. E quando il rompicapo dava risultati negativi non si poteva fare altro che applicare la legge: prendere provvedimenti che, per la verità, secondo alcuni esperti servono più a evitare una denuncia a chi ci amministra che a incidere realmente sullo smog. Fra queste contromisure, le targhe alterne. Sembra ancora di sentirli coloro che stavano all'opposizione qualche anno fa che urlavano «non servono a nulla», «sono una presa in giro», «sono una persecuzione per i cittadini», «sono una scelta ideologica». Ora che che i ruoli si sono invertiti e che le condizioni climatiche hanno rialzato i livelli delle polveri sottili cosa hanno escogitato in Campidoglio? Le targhe alterne. Come alterne sono le tesi che si sostengono quando si governa e quando si fa minoranza. E questo, ovviamente, vale per entrambe le parti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2573091455532036347?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2573091455532036347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2573091455532036347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/12/targhe-alterne-opinioni-alterne.html' title='targhe alterne, opinioni alterne'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1240806956415134972</id><published>2011-11-19T09:09:00.000-08:00</published><updated>2011-11-19T09:12:12.824-08:00</updated><title type='text'>altra intensa recensione per chiedimi l'amicizia</title><content type='html'>copia e incolla da noiroma.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL NUOVO ROMANZO DI MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Leonarda Manna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi l’amicizia è il titolo del secondo romanzo di Mauro Evangelisti, giornalista del Messaggero di Roma, attualmente alla redazione di cronaca. I protagonisti del suo libro sono Giovanni, Sandro, Lisa, Manuel e Barbara. Hanno fra i 20 e i 30 anni, comunicano preferibilmente attraverso la tecnologia, credono nell’amicizia e hanno paura di essere traditi. Sbattono il muso in tante situazioni convinti di avere il controllo su di esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malgrado tutto, amano la vita e partono all’assalto con tutta l’energia che la gioventù porta con sé. Sullo sfondo un mondo fatto di gioie, dolori, fallimenti e cadute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti ha scritto una storia appassionante e contemporanea. I giovani sono i protagonisti, indiscussi, delle pagine di un libro che si legge in maniera scorrevole, tutto d’un fiato. Le loro vite, incasinate, apparentemente sconclusionate, sono fili che compongono la trama di una società dai rapporti difficili, da convenzioni saltate, da amicizie vecchie e nuove, da nuove tecnologie e nuove solitudini. Una trama dalla quale è facile scappare ma nella quale è anche possibile ritornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le storie si intrecciano. A tratti sembra di poter identificare un personaggio con il vicino di casa, il compagno di scuola, il protagonista di un fatto di cronaca. Una sorta di realtà romanzata che può essere ovunque, non c’è un luogo specifico, perché attraverso le nuove tecnologie lo spazio e il tempo non hanno più lo stesso valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli “adulti” hanno un ruolo marginale nel romanzo. Fanno capolino nel racconto ma non intervengono nella struttura narrativa. Una caratteristica unisce però le due realtà: la ricerca della felicità. Entrambi aspirano a un momento di vera gioia. Anche se per i giovani questa sembra a portata di mano quando si cerca il mix giusto abusando di droghe e alcol o offrendo al miglior offerente il proprio corpo per ottenere facili guadagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chiedimi l’amicizia” non è un romanzo di denuncia, piuttosto un racconto affettuoso che spinge l’autore a far emergere, alla fine di ognuno dei trenta capitoli del libro, il lato buono di ogni protagonista, la sua innata capacità di trovare il bene anche nelle cose brutte. E allora tutto sembra tornare al suo posto in attesa della prossima storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti, classe 1967, giornalista, vive a Roma e lavora presso il quotidiano Il Messaggero. Il suo primo romanzo “Johnny Nuovo - Il ragazzo che non conosceva il mondo” (Carta Canta, 2010) ha vinto il premio Carver.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHIEDIMI L’AMICIZIA Mauro Evangelisti – Carta Canta editore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1240806956415134972?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1240806956415134972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1240806956415134972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/11/altra-intensa-recensione-per-chiedimi.html' title='altra intensa recensione per chiedimi l&apos;amicizia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8676039677445903731</id><published>2011-11-03T07:47:00.001-07:00</published><updated>2011-11-03T07:50:30.482-07:00</updated><title type='text'>Interessante recensione. Molto bella</title><content type='html'>Copia e incolla da ephemerides.it&lt;br /&gt;Il libro del giornalista Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Chiedimi l'amicizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi l'amicizia, una fotografia, attenta puntuale scattata su una generazione: quella dei nuovi giovani,dei ventenni che dai rotocalchi dei giornali si trasformano in personaggi di un libro.La penna di Mauro Evangelisti, scrittore e giornalista del quotidiano ' Il Messaggero' scava nel loro animo e racconta di paure, di sentimenti di emozioni. Ogni personaggio potrebbe essere stato una notizia riportata da un quotidiano:il figlio di un illustre sociologo che la notte all'insaputa dei genitori si diverte a bruciare le baracche dei rom, la ventenne di provincia messa in cinta dal giovane prete peruviano della sua stessa parrocchia,la ragazza con il dono naturale della bellezza che vende il proprio corpo, negli alberghi e nelle hot chat, agli uomini per mantenere sia se stessa che sua madre. &lt;br /&gt;Questi i personaggi del libro che ,attraverso vari intrecci, tessono tutti insieme la stessa storia, danno vita ad un romanzo corale dove ogni voce si aggiunge a quella precedente fino a divenire un grande unico grido. &lt;br /&gt;Hanno fra i 22 ed i 30 anni, abusano di droghe, comunicano esclusivamente tramite i social network, a tratti sembrano giovani-vecchi con tutto il peso delle difficoltà della vita addosso, a tratti bambini inconsapevoli disposti a rischiare la vita, abusando di droghe ed alcol, alla ricerca della serata perfetta ' quella con la miscela giusta'. &lt;br /&gt;Un libro romanzo ma quasi una denuncia, quasi un' inchiesta perché punta il dito contro l'universo dei grandi, che vanno di corsa che non seguono i propri figli o peggio gli scaricano addosso le proprie frustrazioni, i ruoli sono sfumati non si capisce chi è il genitore chi è l'adulto. I protagonisti, ventenni, comunicano fra di loro solo attraverso la mediazione della tecnologia, nella vita reale resta il ruolo la maschera non ci si concede a confronti, i veri scambi avvengono solo nelle chat, fra tutte facebook il protagonista indiscusso. &lt;br /&gt;Cresciuti con il televisore ed il computer si ha meno paura di essere se stessi nell'intimità della propria camera si batte sulla tastiera e le lettere una dietro l'altra aiutano a descrivere ciò che uno ha dentro. &lt;br /&gt;Giovani che più che agire sono agiti, non hanno il controllo sugli eventi, non hanno consapevolezza delle proprie azioni, e come dei replicanti alla blade runner non sanno essere felici, tuttavia fanno il loro percorso, aiutati dall'istinto ed anche dalla fortuna, trovano il modo di cavarsela e crescere. Questo è il vero colpo di scena: giovani, violenti, drogati, ragazzine che senza consapevolezza della propria sessualità si fanno fotografare nude o si sposano senza amare realmente, sono fondamentalmente soli, ma anche senza l'aiuto di nessuno, senza modelli credibili ai quali ispirarsi danno una grande lezione al mondo adulto, perché ce la fanno, nonostante tutto. &lt;br /&gt;Chiedimi l'amicizia perchè l'amicizia oggi è data da una notifica sullo schermo di un computer e non più da una stretta di mano. &lt;br /&gt;Evangelisti non li lascia soli questi nuovi eroi che resistono alla società dell'indifferenza dove nulla attira più l'attenzione, l'autore li racconta , li capisce e li assolve, dando loro la via d'uscita: affida, infatti, ad ogni personaggio la capacità di tramutare il male le cose brutte in bene. Chiedimi l'amicizia è un romanzo finalmente dalla parte dei giovani, del popolo di facebook, di quelli che usano le pasticche e le perversioni per sconfiggere la noia per esorcizzare la paure. Ogni personaggio grida al mondo il proprio diritto ad esserci affinché il mondo intero se accorga finalmente. Un romanzo che senza retorica spinge tutti a riflettere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore: Mauro Evangelisti classe 1967, giornalista vive a Roma, e lavora presso il quotidiano il messaggero, ha gia pubblicato i libri Carrettera Central ( con il collega Fabio fattore nel 1996) La marcia su Cuba ( nel 1999) ed il figlio di fidel fra rivoluciòn e Disneyword ( nel 2000) per l'editore Stampa Alternativa. Il suo primo romanzo Jonny Nuovo, il ragazzo che non conosceva il mondo ( CartaCanta , 2010) ha vinto il premio Carnaver, il suo indirizzo email è: mauroevangelisti@live.it il blog: wwwmauroe.blogspot.com &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristina Volpe Rinonapoli &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8676039677445903731?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8676039677445903731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8676039677445903731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/11/interessante-recensione-per-l.html' title='Interessante recensione. Molto bella'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-228552813956532859</id><published>2011-11-02T12:22:00.000-07:00</published><updated>2011-11-02T12:23:23.291-07:00</updated><title type='text'>l'approfondimento di indiana jones</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Dal sito della Rai: «In occasione del trentennale del film I predatori dell’Arca perduta, Rai 2 propone, nella prima serata del giovedì il ciclo completo della saga ideata da George Lucas e diretta da Steven Spielberg». Elettrizzante no? Un bel film del 1989, visto e rivisto, domani sera su Raidue. Wow. Non c’è dubbio, raddoppierà gli ascolti che faceva Santoro nel rituale del giovedì sera. Se serviva il segnale di un certo disorientamento, eccolo. Nella serata in cui Santoro prepara l’evento, il ritorno su decine di tv, su Sky, su Youtube, su Facebook, sui videocitofoni, alla Rai non hanno uno scatto di orgoglio. Non preparano una risposta forte. No, si affidano alla vecchia pizza di un film di 22 anni fa. Non dimostrano che il programma di informazione di giovedì di Santoro è stato chiuso per farne uno migliore, più equilibrato, che raccolga più pubblicità e quindi aiuti a fare utili. Non provano a smentire la tesi che Santoro è stato annullato perché richiesto (come si ascolta in mille intercettazioni) dal grande capo del Governo che è casualmente il grande capo del principale concorrente. No: a Raidue, si affidano - wow - all’«Ultima crociata» di Harrison Ford. Certo, giovedì della settimana scorsa «Indiana Jones e il tempio maledetto» fece 2.170.000 milioni di spettatori. Share sotto l’8 per cento. Un terzo di quanti seguivano normalmente Santoro. Ma magari è stato solo un caso sfortunato. Aò, magari hanno ragione a Raidue, con quello che sta succedendo all’economia italiana non serve un programma di approfondimento. No, magari sta scoppiando l’Indianajonesmania e non ce ne eravamo accorti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-228552813956532859?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/228552813956532859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/228552813956532859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/11/lapprofondimento-di-indiana-jones.html' title='l&apos;approfondimento di indiana jones'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5045738145912855712</id><published>2011-11-02T12:19:00.000-07:00</published><updated>2011-11-02T12:24:06.925-07:00</updated><title type='text'>d,4,1, c,4,7,7,0</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Allora ditelo, ce l’avete con Alemanno il moralizzatore. Partiamo da un serie oscura (apparentemente) di lettere e cifre: d,4,1 e c,4,7,7,0. Roma è piena di manifesti pubblicitari, molto grandi, che riportano questa strana formula che in realtà non è nuovissima. I più svegli avranno capito che con l’aggiunta di un punto esclamativo va a formare un richiamo, un incitamento non proprio elegante. Potremmo tradurlo, per non allarmare nessuno, in «dai perbacco!». Si tratta della campagna promozionale del film de I Soliti idioti, tratto da una serie tv cult (i protagonisti sono Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio) che si ama o si odia, si ride moltissimo o li si manda a quel paese. Ma alcuni loro sketch sono geniali e una delle frasi ricorrenti, in un rapporto padre-figlio non proprio ortodosso, prevede l’uso ricorrente di quell’incoraggiamento volgare. Il manifesto sarà di certo anche in altre città, ma per il sindaco di Roma è una provocazione in più, visto che proprio lui aveva lanciato la campagna contro i cartelli pubblicitari che giudica volgari. Come quello di una ditta di abbigliamento che richiamava le escort. E si sa quanto nel Pdl siano sensibili al tema delle escort. Chissà se farà rimuovere anche questi (d,4,1 c,4,7,7,0!).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5045738145912855712?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5045738145912855712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5045738145912855712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/11/d41-c4770.html' title='d,4,1, c,4,7,7,0'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-649213010150587242</id><published>2011-10-27T06:40:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T06:40:34.447-07:00</updated><title type='text'>Culturalazio</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.culturalazio.it/site/it-IT/NewsEventi/NewsEventi/evangelisti.html"&gt;Culturalazio&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-649213010150587242?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/649213010150587242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/649213010150587242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/culturalazio.html' title='Culturalazio'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7699059150733861166</id><published>2011-10-26T14:47:00.000-07:00</published><updated>2011-10-26T14:48:02.435-07:00</updated><title type='text'>La seconda recensione di Chiedimi l'amicizia</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedimi l'amicizia, come uscire&lt;br /&gt;dal vicolo cieco della vita quotidiana&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Fabio Fattore&lt;br /&gt;ROMA - Chiedimi l’amicizia: un’espressione di uso corrente, nel mondo di facebook, al punto di avere perduto qualsiasi legame con il significato originario della parola amicizia. Mauro Evangelisti, nel suo nuovo romanzo Chiedimi l’amicizia (Carta Canta editore, 160 pp, 14 euro) cerca di restituirle quel significato e si spinge oltre: fino al senso dell’amicizia, dell’amore o almeno di un contatto vero con il prossimo. Cose difficili da cercare, secondo alcuni dei suoi personaggi addirittura impossibili, a dispetto delle nuove tecnologie che sembrano avere semplificato tutto: annullando distanze spaziali (sei in vacanza dall’altra parte del mondo e continui a comunicare in tempo reale con chi hai lasciato in Italia) e anche temporali (con i social network riesci a trovare chi avevi perso di vista da una vita e a ristabilire un contatto, magari senza pensare che se vi eravate persi di vista poteva esserci anche un buon motivo). Cambiano gli strumenti, gli scenari, ma il problema di fondo, quello della comunicazione - tra cervelli o tra cuori non fa poi differenza - resta lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti, da buon giornalista che non è nuovo alla narrativa e alla saggistica di qualità e che con il romanzo Johnny nuovo del 2010 ha anche vinto il premio Carver, sa trattare tutto questo in una maniera leggera, ironica e capace di catturare sempre l’attenzione del lettore. Il romanzo si articola in trenta capitoli: ciascuno, però, ha una sua autonomia, anche se poi i personaggi che li popolano sono legati tra loro e le singole vite finiscono per intrecciarsi. Sono giovani tra i venti e i trent’anni, amici di vecchia o nuova data, gente che si è persa per strada o che si è ritrovata. Vivono tra Roma, il Lazio, la Romagna o qualsiasi altra parte del mondo dove può portarli un viaggio o una vacanza, da Ibiza a Hong Kong: le distanze non contano per chi popola il mondo parallelo di facebook, ma i luoghi sì, quelli contano, perché ci ricordano che esiste anche un mondo reale, fatto di problemi quotidiani, famiglie disastrate, memorie dell’infanzia, legami con chi non c’è più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita reale sa essere spietata e beffarda, come insegnano i fatti di cronaca: quelli che leggiamo sui giornali o vediamo in tv - dalla stessa distanza di sicurezza con cui comunichiamo su una chat - ma in cui possiamo essere trascinati in qualsiasi istante, per caso. Capita ai personaggi del romanzo, dal figlio del bandito dalla doppia vita alla vittima di un incidente stradale fino a chi subisce piccole e grandi tragedie personali che non avranno nemmeno l’onore di una notizia in breve. Capita anche a noi. E allora quell’invito, quel «chiedimi l’amicizia» che ricorre nelle pagine del romanzo e gli dà il titolo, sembra essere un modo per uscire dal vicolo cieco che è la vita quotidiana e vedere se là fuori può esserci di meglio. Un piacere effimero, forse, o magari qualcosa di più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7699059150733861166?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7699059150733861166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7699059150733861166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/la-seconda-recensione-di-chiedimi.html' title='La seconda recensione di Chiedimi l&apos;amicizia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-377143129691833817</id><published>2011-10-24T15:49:00.001-07:00</published><updated>2011-10-24T15:51:47.123-07:00</updated><title type='text'>La prima recensione per Chiedimi l’amicizia</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Copia e incolla da letturablog.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chiedimi l’amicizia”, Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Pubblicato da Filippo Munaro il 24 ottobre 2011&lt;br /&gt;in Libri, Novita in libreria, Recensioni&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;|||&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è che di squisitamente romanzesco nelle pagine del nuovo libro di Mauro Evangelisti, “Chiedimi l’amicizia“, (CartaCanta, 2011).&lt;br /&gt;Trenta storie, trenta vite che, assieme, si uniscono come i binari di una ferrovia per costituire un unico, emozionante romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti dipinge, con la passione di un artista, i tratti freddi e netti di una società, la nostra, e di una generazione, quella dei giovani, alle prese con una lunga lista di problematiche, figlie, molto probabilmente, della noia indotta dal placido e insipido quieto vivere di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono Giovanni e Sandro, due ragazzi che devono fare i conti con la solitudine. Manuel e Barbara, in cerca d’amore e di una ragione di vita. E poi c’è Paco, l’affascinante ragazzo omosessuale che ama vivere “alla giornata”, e tanti altri particolarissimi e, soprattutto, giovanissimi protagonisti che popolano questo vivace romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da porre in evidenza anche il titolo: “Chiedimi l’amicizia“. Una scelta certamente non casuale, dettata dal desiderio dell’autore di lasciar trasparire il lato più oscuro della gioventù di adesso: uno stato d’inquietidune, di perenne turbamento che, paradossalmente, sembra maturare di pari passo con l’accrescimento del benestare economico.&lt;br /&gt;E’ interessante constatare, infatti, come certi problemi quali la depressione o altri turbamenti di natura psichica o psicologica si concentrino quasi esclusivamente nei Paesi più sviluppati, dove il benestare e il quieto vivere sono un bene quasi alla portata di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio questo l’interessante spunto di riflessione che traspare dalle pagine di “Chiedimi l’amicizia“, un interessante romanzo di cui si consiglia la lettura, oltre che per la prosa semplice e genuina, anche per l’alto contenuto sociale che lo scrittore Mauro Evangelisti ci propone con tanta chiarezza.&lt;br /&gt;Filippo Munaro&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-377143129691833817?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/377143129691833817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/377143129691833817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/la-prima-recensione-per-chiedimi-l.html' title='La prima recensione per Chiedimi l’amicizia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-515528582645507590</id><published>2011-10-21T09:48:00.000-07:00</published><updated>2011-10-21T09:51:39.988-07:00</updated><title type='text'>il racconto uscito su www.cinquecapitoli.it</title><content type='html'>di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE FOTO DI SARA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel torna ad aprire gli album del profilo su Facebook di Piccola dama. Non lo fa da molto tempo. Anche perché ormai le immagini sono sempre le stesse. Nessun aggiornamento, come se il tempo si fosse fermato per Piccola dama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto dei palazzi squadrati della periferia scorticata romana, i citofoni allineati con i nomi scritti con il pennarello e una videocamera diffidente, le colonne e i portici sporcati da vernici che raccontano di parolacce, amori eterni, nemici politici e del pallone, le basculanti dei garage che nascondono il patrimonio più amato, le macchine e gli scooteroni. Le foto scattate da Piccola dama. Sono immagini che a Manuel ricordano un periodo della sua vita neanche tanto lontano, ma finito, archiviato. Non aveva compiuto ancora diciotto anni, stava finendo il liceo. C’era un’estate che ricorderà per sempre per quel percorso a piedi di ogni giorno. Gli sembra che fossero unicamente sole, scritte sui muri, musica alta dalle finestre, Tiziano Ferro e Jovanotti forse, manifesti ovunque, spocchiosi, con facce di merda rette da giganteschi nodi delle cravatte di una qualche noiosa campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel lo rivede, il percorso sempre uguale di quell’estate: scende in officina e saluta suo padre, che risponde sventolando un braccio da sotto un’auto zoppa, senza una ruota, e sbraita «non fare casini e non farmi cenare da solo per una volta.» Gli sembra ancora di sentirlo l’odore caldo dell’officina, dove suo padre si è rinchiuso da quando la madre di Manuel se ne è andata chissà dove. Manuel rivede la passeggiata lungo la piccola strada dove è nato, crateri e ragnatele di asfalto, impossibile trovare anche un solo metro liscio e curato. Le buche, Manuel, le conosce a memoria, potrebbe disegnarne la mappa a occhi chiusi. Un tempo tutto cemento abusivo, oggi qualcuno potrebbe chiamarle villette. Uno sguardo oltre il cancello della casa gialla dove ogni mattina vede la scena: Pino, il ragazzo spastico dall’età indefinita, su una sedia bianca, che lancia la palla al padre seduto a pochi metri da lui. Il padre la prende e senza dire nulla la rilancia a Pino. Quanto vanno avanti? Manuel non l’ha mai saputo, sa solo che ogni volta che passa, Pino e il padre sono lì, a lanciarsi la palla senza parlare. E che vita sarà mai quella. Pino spesso ha una maglietta con la pubblicità di una carrozzeria, il padre una canottiera. La palla è gialla e nera. Nel piazzale vicino al giardino c’è sempre una vecchia Ritmo, che chissà se va ancora in moto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel prosegue, aggira i cassonetti dell’immondizia, a volte sono solo carcasse carbonizzate perché quest’estate va di moda bruciarli. Lascia la stradina ed entra nello stradone, quello che da pochi anni è stato riempito da palazzine di otto – dieci piani, tutte uguali, rosse, balconi come cubi in cui pensare di vedere davvero il cielo, bilocali a 275 mila euro e le tribù dei mutui sono calate anche lì, più vicino ai campi nomadi abusivi che al raccordo, ma va bene lo stesso. Le parabole sui terrazzi. Manuel si ferma al bar nuovo, scruta il titolo in prima pagina del Corriere dello Sport, beve il caffè e scherza con Muscolo, il proprietario che qualche anno in carcere deve averlo fatto, ma se parli bene della Roma diventa un angioletto e ti offre anche un bicchiere d’acqua del rubinetto. Se entri nel bar e sta telefonando a qualche radio per discutere sull’ultima partita di campionato, ti devi mettere il cuore in pace e aspettare. Manuel cammina, prosegue, la destinazione è la fermata dell’autobus perché lo scooter è stato sequestrato da quelle merde della Municipale, anche se avevano ragione loro, a dirla tutta, perché il casco lo aveva dimenticato. Quasi sempre però si ferma prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è Sara, con la sua macchinetta digitale, trascorre le ore a scattare fotografie. Ha un anno in meno di lui, a scuola non va, ha lasciato subito dopo le medie. Ma da quando ha cominciato a parlarci, Manuel ha capito che Sara di cose ne sa parecchie, anche senza andare a scuola. Di sicuro molte più di lui. «Leggo molto. E poi mi tengo informata su Internet, lì trovo tutto», è la spiegazione di Sara. «Oggi che fotografi?» è la domanda con cui di solito Manuel attacca discorso, quando la incrocia lungo la strada dei palazzoni, che poi succede quasi tutti i giorni. Le foto di Sara. Manuel ha capito che Sara è un po’ come i pittori, va a periodi: c’è la settimana dei rifiuti, il mese delle automobili, quello delle scritte sui muri o delle pozzanghere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara mette tutto su Facebook, decine di album di immagini che nessuno guarda visto che Piccola dama non ha nessun amico. Nessuno, a parte Manuel da quando hanno cominciato a parlarsi. «Aò fammele vedere le foto che fai…so curioso».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei per giorni ha rifiutato, alla fine ha allargato le braccia e gli ha risposto: «Vabbè chiedimi l’amicizia su Facebook, mi trovi come Piccola dama. Ma vedrai che non ti piacciono. Almeno la smetti di rompermi.» Manuel le ha chiesto l’amicizia e ha scoperto due cose: primo, è l’unico amico di Piccola dama; secondo, le foto, anche quando hanno come soggetto un cassonetto riflesso su una pozzanghera o lo scheletro di un motorino abbandonato sul marciapiede, sono belle, bellissime, delle rivelazioni. Manuel non sa spiegare perché, ma è sorpreso da come Sara sappia trovare la bellezza in ciò che vediamo ogni giorno. Manuel non sa nulla di arte, ma secondo lui quelle foto sono arte. Manuel sente una fitta allo stomaco guardando le foto di Sara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Secondo me dovresti esporle» le dice ogni tanto, «ma va, io queste foto le faccio per me, chi pensi sarebbe interessato a vederle?», risponde lei. Sara è strana. Quando la prima volta, incuriosito perché l’aveva notata mentre fotografava degli pneumatici abbandonati fra le erbacce, le aveva chiesto «me le fai vedere dopo queste foto?», lei dura e diffidente aveva risposto «lasciami stare.» Dopo però avevano iniziato a parlare, i muri erano caduti uno dopo l’altro, dialogavano prima a monosillabi, poi con maggiore fiducia reciproca. E Sara gli aveva confidato: «Ma lo sai che sei il primo ragazzo del quartiere che mi ha rivolto la parola?», «E come mai?», «Perché sono brutta, brutta e strana, non lo vedi?» In effetti, aveva pensato Manuel, Sara è brutta: bassa, con il culo molto grosso, la testa piccola e sproporzionata, poche tette, le spalle ricurve, gli occhi piccoli e obliqui. Di dirle una balla non gli andava, per cui la prima volta aveva risposto con una verità: «Ce ne sono delle più brutte.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell’estate. Quasi ogni giorno Manuel e Sara s’incontrano, parlano, lui commenta le foto di lei che va a vedersi la sera su Facebook. Un giorno lei gli chiede di accompagnarlo al nuovo centro commerciale che hanno aperto da pochi giorni, inaugurazione con decine di migliaia di persone sudate in fila per comprarsi uno smartphone a 299 euro davanti a una vetrina e a due vigilanti spaventati. «Ora c’è meno casino», lo rassicura Sara, che vuole scattare delle foto all’architettura ruffiana del nuovo centro commerciale. A piedi è un viaggio e fa pure caldo, merda, ma alla fine Manuel la ricorda come una bella giornata. Chiacchierano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sai qual è la cosa buffa? Che mio padre e mia madre sono molto belli, alti, biondi. E mio fratello è bellissimo, potrebbe fare del cinema. Solo io sono venuta così strana. Pensa che volevano chiamarmi Linda che in spagnolo vuol dire bella. Per fortuna non l’hanno fatto.»&lt;br /&gt;«Ma ti trattano male? Tuo fratello come ti tratta?»&lt;br /&gt;«Male? No, non direi. I miei cercano di essere gentili, ma si vede che un po’ li metto in imbarazzo. Mio fratello, che ha due anni in più di me, invece mi vuole un bene dell’anima. A volte mi sento quasi in colpa a deluderlo. Ma che ci posso fare? Sono brutta. Brutta e strana.»&lt;br /&gt;«Secondo me esageri, ho visto ragazze molto più brutte di te scoparsi dei miei amici passabili… devi solo avere più fiducia.»&lt;br /&gt;«Sai che c’è? Il problema è che io sono brutta e strana, ma ho la testa, la personalità di chi si sente molto bella. Non ti mettere a ridere, ma io non ho l’umiltà di chi è brutto. Per cui non mi accontento, non mi comporto nel modo giusto. A volte penso che in un’altra vita ero davvero una gran gnocca, ma un incantesimo, come nelle favole, mi ha trasformato come sono. Devo avere fatto incazzare qualche strega.»&lt;br /&gt;«Certo che ne dici di stronzate, no?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla sera Manuel va a vedere su Facebook le foto scattate al centro commerciale: bellissime. Tristi, ma bellissime. Manuel è colpito dall’immagine della fila cupa delle colonne del parcheggio sotterraneo, inframmezzata dalle auto e da qualche famiglia che sembra sperduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra volta, mentre sono nel garage di Sara per cercare batterie di ricambio per la macchina fotografica, lei gli fa una richiesta. A freddo, così, senza avere mai affrontato l’argomento prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mi vergogno un po’ a chiedertelo, ma non saprei a chi altro domandarlo. Lo sai che non ho mai avuto un ragazzo e, quindi, non ho mai visto… vabbè hai capito di che parlo, non ho mai visto un pisello. Vabbè l’ho visto su Internet, nelle foto. Intendo che non l’ho mai visto dal vivo. Non è che me lo faresti vedere?»&lt;br /&gt;Dieci secondi di silenzio, Manuel dondola sui suoi piedi, poi risponde «ma come lo vuoi vedere moscio o duro?», «Fai te.» Manuel si apre i jeans, abbassa i boxer, si sente un po’ come un ragazzino delle scuole medie. Lo lascia toccare a Sara e se lo fa diventare anche duro. «Grazie, sei stato un amico. Sarebbe meglio non lo raccontassi a nessuno. Ora andiamo», dice lei. Da quel giorno non ne hanno più parlato, ma a entrambi alla fine non è sembrato nulla di speciale, come se Sara avesse chiesto a Manuel di fare un giro sullo scooter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sai» racconta un’altra volta Manuel a Sara «l’altro giorno ho fatto un salto al nuovo centro commerciale. Nel magazzino, quello grande dove volevo comprare i jeans, ho visto un ragazzo, avrà avuto cinque o sei anni più di noi, ma era su una di quelle sedie a rotelle motorizzate, con quello strano aggeggio che ferma il collo. Poteva fare pochissimi movimenti. Mi ha colpito perché con lui c’era la madre. Una signora vestita bene, con i capelli corti, gli occhiali, una bella borsetta. E lei gli diceva “ma sai Antonio che delle cose che abbiamo comprato l’altra volta non ti sei messo ancora nulla? Sei proprio incontentabile”. Lui era immobile, silenzioso, lo sguardo fisso come un bambolotto. Io stavo quasi per piangere, avrei voluto dire a quella donna: ma brutta stronza, cosa cazzo vuoi comprargli, non vedi come è messo, ma pensi davvero che possa fregargliene qualcosa di come vestirsi, di una maglietta, una camicia, una polo, pensi che cambierebbe qualcosa? Poi ci ho ripensato e la voglia di piangere era ancora più forte. Ho fatto alte due ipotesi: che lei dicesse così per continuare a comportarsi con suo figlio come faceva prima dell’incidente, semmai c’era stato un incidente; o che tentasse di fare sentire lui come un figlio qualsiasi che discute con la madre.» Sara sospira, accarezza la sua macchina fotografica, lo guarda e risponde: «Certo che la vita è complicata…li hai mai visti il padre e il figlio handicappato, quelli della villetta nella tua strada, che tutti i giorni trascorrono le ore lanciandosi una palla? Vorrei fotografarli, sarebbe un’immagine bellissima. Ma non ce la faccio, neppure di nascosto.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel ripensa a quell’estate. Al bar da Muscolo studiava il Corriere dello Sport per decifrare il mercato della Roma, poi passava al Messaggero ma leggeva solo gli articoli sui roghi, su qualche matto che andava in giro a bruciare macchine e motorini. Manuel ripensa al giorno in cui, poco dopo avere compiuto diciotto anni, Sara è scomparsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era già settembre. Nel quartiere tutti ne parlavano, chi diceva che era stata uccisa, chi rapita, «di certo non l’hanno violentata» commentavano i più stronzi. Manuel andava a vedere la pagina di Piccola dama su Facebook, sperando di trovare una traccia, un messaggio, un aggiornamento, ma era immobile, immutabile. Non cambiava nulla nella pagina di Piccola dama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mattina, a casa di Manuel, si presenta un bel ragazzo biondo, alto, serio. Disperato, balbetta, ha gli occhi rossi, entra nell’officina. «A Manuel, te stanno a cercà», urla il padre.&lt;br /&gt;Manuel scende, vede il ragazzo biondo, gli dice: «Avevi bisogno? Scusa, ma chi sei?»&lt;br /&gt;«Sono il fratello di Sara. È da due mesi che non abbiamo più notizie di lei, so che tu ogni tanto ci parlavi. Eravate amici, no?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel gli stringe la mano, gli dice che anche lui non riesce a spiegare la scomparsa di Sara, che lei non aveva mai parlato di viaggi e di fughe, le piaceva fare fotografie e basta, ma i carabinieri stanno indagando, i giornali come mai non ne parlano più? Il fratello di Sara allarga le braccia, piange, spiega che i genitori hanno fatto il minimo indispensabile, poi hanno smesso di cercarla, l’unica cosa che lo rassicura è che dal conto che aveva in comune con la sorella mancano parecchi soldi, forse Sara è fuggita, ma perché non mi fa sapere se sta bene? I miei si sono rifiutati pure di andare a Chi l’ha visto. Manuel l’abbraccia. «Se so qualcosa ti faccio sapere, speriamo dai.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel giorno è passato un anno e mezzo. Di Sara non ha più sentito parlare, di quell’estate restano solo il padre e il figlio spastico che si lanciano la palla nera e gialla nel cortile della villetta lungo la strada piccola. Manuel torna a guardare su Facebook gli album di foto scattate da Sara, anzi da Piccola dama. I garage, gli scooter parcheggiati, la serie dei manifesti elettorali, le arcate del centro commerciale, i sacchetti neri dei rifiuti, un autobus lontano. Poi Manuel si ferma e per un attimo smette di respirare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si accorge che ci sono foto nuove, immagini che non aveva mai visto: sono scattate dall’alto, si vedono lunghe colonne di auto, traffico caotico di giorno e di notte, quasi sembra di sentirne i rumori, i clacson, le voci, taxi dai colori esotici, fucsia, rossi, blu, gialli, forse una città asiatica. Come al solito le foto sono bellissime, solo più brillanti, scintillanti, allegre di quelle degli altri album. Manuel comincia a ridere come uno scemo. Pensa «brava Sara», sceglie la foto più bella e clicca su “mi piace”. Prende una birra dal frigo, la apre e la alza nella direzione del computer: alla tua, Sara, cazzo ce l’hai fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara sta passeggiando nel parco Lumphini, sullo sfondo lo smog grigio-celeste, i grattacieli e il treno volante che passa proprio in quel momento su Bangkok. Lei, come sempre, ha la sua digitale appesa al collo, attorno una scenografia di prati, laghetti e alberi compiacenti. Vicino scorre il torrente di persone che fanno footing o semplicemente camminano, quarantenni thailandesi con le Nike e la maglia della Juventus, ragazzini con le cuffiette e l’iPod in mano, signore anziane che camminano fiere con una bella maglietta bianca, uomini d’affari anglosassoni che non possono permettersi di non essere in forma neppure ora che la multinazionale li ha trasferiti in Asia, ricchi, poveri, bassi, giovani, vecchi, qualche coppia che scruta il laghetto, sembra che ci siano tutti, questo pomeriggio al parco di Lumphini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara sta camminando nel senso sbagliato, lei in una direzione, tutti gli altri in quell’opposta. Ma non importa, la mia vita è sempre stata così, scherza nella sua mente. Ogni tanto incrocia gli enormi lucertoloni, i varani, grandi come mezzo coccodrillo: la prima volta che li ha visti nel parco si è spaventata, poi ha capito che sono brutti ma innocui. All’improvviso, nel parco come nei giochi che si facevano da piccoli – quelli che Sara guardava solo – perché nessuno la invitava, tutti all’improvviso si fermano. Le persone immobili le ricordano anche quei film di fantascienza in cui succede uno strano evento che blocca il tempo. Si sente una musica dagli altoparlanti e Sara capisce che è l’inno thailandese. Vorrebbe scattare una foto, sarebbe una immagine bellissima, ma rinuncia perché teme che qualcuno si arrabbi. Quando l’inno finisce e l’altoparlante tace, il torrente riprende a scorrere, Sara raggiunge una delle porte principali del parco, sullo sfondo la statua di un qualche vecchio, colonne di auto e un cielo che fra i palazzi si sta colorando di rosso. Sara si ferma a guardare, incredula, centinaia di anziani che seguono uno strano personaggio, una specie di maestro matto di aerobica, che su un palco detta il ritmo degli esercizi, mentre in sottofondo va una musica pop thai. Questa volta Sara scatta, questa è proprio una bella foto, pensa. Una signora con i capelli bianchi e il viso attraversato dalle rughe le sorride. Sara oggi è felice. Le sue foto sono esposte nel cortile di un grande centro commerciale, migliaia di persone si fermano ad ammirarle. Alla sua mail le sono arrivati molti complimenti. Merito di Jiji, la sua compagna di appartamento. Che strana coppia: Jiji è sottile, bella, e fa i soldi sostanzialmente andando a letto con i turisti. Sara è brutta e grassa, da Roma e dalla sua famiglia e dalla sua vita è scappata per quello, si è ritrovata Bangkok lei che non era mai stato neppure fuori dal suo quartiere. Dopo un mese in albergo, non sa lei nemmeno come si è ritrovata a dividere l’appartamento su un grande viale con Jiji. Non sa per quale strana alchimia sono diventate subito amiche. Jiji le ha detto che le sue foto sono bellissime, le ha voluto presentare un suo amico italiano che fa il fotografo, uno crazy ma good person. Paride, il fotografo italiano, da dieci anni abita a Bangkok e soprattutto è alla ricerca della maniera di sottrarre meno tempo possibile ai suoi incontri ravvicinati con le ragazze thai e con la marijuana. Dopo avere guardato rapidamente su un portatile le foto di Sara, l’ha squadrata, ha sputato la gomma che stava masticando centrando un cestino, e le ha chiesto: «Sei sicura di essere una fotografa?» Sara sincera le ha riposto: «Direi proprio di no.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paride l’ha messa alla prova su alcuni servizi di scarsa importanza. Vai, scatti le foto, e se vanno bene ti do il venti per cento di quello che prendo io. Lo so, è un mondo ingiusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara ha detto che a lei andava bene così, all’inizio ha combinato solo pasticci, ma Paride ha capito che ci sapeva fare e che non era antipatica. Tanto bastava. «Nun se può guardà – ha pensato – però è brava e intelligente.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’importanza dei servizi è aumentata di volta in volta, fino a quando, il giorno in cui era troppo impegnato con una hostess di Singapore, ha consegnato Sara ad alcuni colleghi per andare a scattare delle foto al confine dove stava andando in scena una piccola guerra fra thailandesi e cambogiani. «Stai con gli altri, fai quello che fanno loro, non avere paura, sii prudente e indossa il giubbotto antiproiettile. Non fare le solite cazzate e non farmi stare in pensiero.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sara non ha avuto paura, si è divertita, è stata l’ombra di un vecchio fotografo spagnolo che l’ha presa in simpatia. Tre giorni dopo una delle sue foto è uscita in prima pagina sull’Herald Tribune. C’era la firma dell’agenzia e di Paride, che invece se n’era rimasto tutto il tempo in piscina con la hostess di Singapore. Paride le ha mandato un sms: lo so, sono una merda, ho firmato la tua foto, però questa volta ti concedo il 25 per cento. Ps: la foto era bellissima. Sara non era arrabbiata, era felice perché la sua foto era uscita su un giornale vero, perché non aveva combinato casini, perché il fotografo spagnolo l’aveva trattata come una collega e le aveva insegnato a bere alcolici senza ubriacarsi, perché la foresta era bellissima. Alla sera ha portato Jiji a cena in un ristorante italiano e si sono ubriacate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo Paride, che non è proprio una merda, ha segnalato agli organizzatori di una mostra in un centro commerciale le foto che Sara aveva fatto, per conto suo, in giro per Bangkok e aveva poi messo su Facebook. Dopo quindici giorni erano esposte, migliaia di persone le ammiravano e a Sara non sembrava vero. Poi le è arrivato il messaggio di Manuel, che qualche settimana prima aveva cliccato su mi piace proprio su una delle foto di Fb che ora stanno davanti al centro commerciale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ma dove cavolo sei?», le ha chiesto sulla posta di Fb. Sara gli ha raccontato tutto: la sua strana storia, le foto per l’agenzia, quelle al confine con la Cambogia, le serate a mangiare pollo per strada con Jiji che le raccontava quali sono i turisti più taccagni e quelli più generosi, quelli più dotati e quelli più maleodoranti. Manuel le ha risposto che era in crisi, che aveva avuto una storia con una ma era finita di merda, che si era iscritto all’università ma legge non gli piaceva, che non voleva neppure finire in officina con il padre. Sara gli ha risposto: forse dovresti solo cambiare ambiente per un po’, vieni qua a Bangkok, ti trovo un albergo a quindici euro a notte, ti porti i libri, ti prepari gli esami e hai il tempo di pensare alla tua vita. Manuel all’inizio ha avuto paura, ha risposto «ci rifletto su, potrebbe essere una buona idea.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ne ha parlato con suo padre.&lt;br /&gt;«Secondo te faccio una cazzata se vado?»&lt;br /&gt;«Fai una cazzata se non vai, Bangkok ti piacerà e hai bisogno di uscire da sto cazzo di quartiere, non mi piace vederti sempre così.»&lt;br /&gt;«Così come?»&lt;br /&gt;«Boh, così spento. Aò, è chiaro che sarò agitato, preoccupato, che sarò in pensiero. Però penso che tu debba andare. Ma usa sempre il preservativo.»&lt;br /&gt;«Guarda, che io vado là per rivedere Sara, per staccare, per riflettere.»&lt;br /&gt;«Bravo, stacca, rifletti, però usa sempre il preservativo. E chiamami tutti i giorni su Skype.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, mentre Sara sta uscendo dal parco di Lumphini e prova ad attraversare la strada nel gorgo del traffico di Bangkok, si sente felice, come non mai. Perché anche Manuel le ha detto che le sue foto sono molto belle, perché adesso Manuel è in giro per Bangkok con Jiji. Lei prima ha spiegato a Jiji: guarda che Manuel non ha un soldo. Lei ha sorriso. Poi ha preso da parte Manuel: guarda che Jiji di solito va con i turisti per i soldi, è giusto che tu lo sappia. Manuel ha sorriso e ha risposto «nessuno è perfetto.» Manuel in questo momento sta giocando a bowling con Jiji, nel centro commerciale dove sono esposte le foto di Sara. Anche lui è felice, quanto meno libero. In quel momento, intanto, un ragazzo biondo, molto bello, sta facendo il check-in all’aeroporto di Fiumicino al banco della Thai. Qualche giorno prima ha ricevuto una lunga mail da Manuel che si concludeva con una frase: «Dai, prendi un aereo e vieni qua. Facciamo una sorpresa a Sara.»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-515528582645507590?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/515528582645507590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/515528582645507590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/il-racconto-uscito-su.html' title='il racconto uscito su www.cinquecapitoli.it'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6979135819357272977</id><published>2011-10-20T23:58:00.001-07:00</published><updated>2011-10-20T23:58:53.154-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div class="separator"style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-ssjV3UEQRYM/TqEYLAWi-EI/AAAAAAAABEo/YMeoPMXQlCk/s640/blogger-image-495909477.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ssjV3UEQRYM/TqEYLAWi-EI/AAAAAAAABEo/YMeoPMXQlCk/s640/blogger-image-495909477.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6979135819357272977?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6979135819357272977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6979135819357272977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/blog-post.html' title=''/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-ssjV3UEQRYM/TqEYLAWi-EI/AAAAAAAABEo/YMeoPMXQlCk/s72-c/blogger-image-495909477.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4882196342535557646</id><published>2011-10-12T04:47:00.001-07:00</published><updated>2011-10-12T04:48:01.367-07:00</updated><title type='text'>tornando da auschwitz</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Non è giusto. A volte si parla delle nuove generazioni solo per gli errori che possono commettere o perché - esattamente come chi è stato giovane prima di loro - si mettono nei guai. Così ieri si è dovuto parlare di un gruppo di ragazzi romani che ha partecipato al Viaggio della Memoria ad Auschwitz-Birkenau e, la notte prima di ripartire, in discoteca nella vicina Cracovia ha litigato con un buttafuori. Uno di loro si è preso un pugno ed è finito in ospedale con il naso rotto. Commenti dei benpensanti: vedi, da questi viaggi sui luoghi dell'orrore non imparano nulla, perché poi alla notte se ne vanno in discoteca a ubriacarsi. Non è così: quei ragazzi - due squadre di calcio, una femminile e una maschile, e gli studenti di un istituto professionale - si erano impegnati seriamente durante la visita ai campi di sterminio, anche quelli che sono poi andati in discoteca. Avevano ascoltato con attenzione e commozione la testimonianza di una sopravvissuta, fatto domande allo storico che gli ha illustrato il prodotto della follia nazista. Non deve essere quel brutto incidente, una birra di troppo e soprattutto la violenza stupida di un buttafuori di Cracovia a oscurare quanto di buono questi e tanti altri ragazzi fanno ogni giorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4882196342535557646?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4882196342535557646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4882196342535557646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/tornando-da-auschwitz.html' title='tornando da auschwitz'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4370176014019679585</id><published>2011-10-06T07:45:00.000-07:00</published><updated>2011-10-06T07:46:51.981-07:00</updated><title type='text'>iDeath</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ecco, stavo scrivendo titoli di coda con l'iPad. E stavo parlando dell'ultimo show della Apple, dell'iPhone che dialoga con il suo proprietario. Poi è uscita una notifica, sull'iPad, era il servizio di notizie della Cnn che diceva, in inglese: è morto Steve Jobs. Me l'ha&lt;br /&gt;detto il "suo" iPad. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è una sorpresa, per poche persone le condizioni di salute sono state una notizia pubblica, costantemente monitorata, come per il mago della mela. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà retorico, lo diranno tutti, ma andate su Youtube e cercate il discorso di Steve Jobs ai neolaureati di Stanford, magari nella versione con i sotto titoli in italiano. Ogni parola guadagnerà un significato ancora più profondo oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4370176014019679585?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4370176014019679585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4370176014019679585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/10/ideath.html' title='iDeath'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2550188935635623955</id><published>2011-08-25T08:57:00.000-07:00</published><updated>2011-08-25T08:58:16.957-07:00</updated><title type='text'>palinsesto roma</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Alemanno dice, più o meno: a Roma tutti questi omicidi sono causati dall’emulazione della fiction di Romanzo criminale. Ci si aspetta per le prossime settimane: il caso dell’infermiera malata di tubercolosi al Gemelli? vedi cosa succede a guardare troppe puntate del Doctor House; quelli che corrono in macchina e causano incidenti? sicuramente da bambini guardavano il cartoon giapponese Ken Falco e ora guardate che fine hanno fatto; i casi di omofobia sono in realtà l’effetto della noia subentrata per l’ultima serie di Will&amp;Grace; le risse a Trastevere? ovvio, sono causati da la Pupa e il secchione, Uomini e donne e il più raffinato Grande Fratello; e i ragazzini che dicono le parolacce? troppe trasmissioni politiche con ministri che insultano (e s’insultano fra di loro). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, la tv, nella parte politica del sindaco hanno sempre messo in guardia contro gli effetti deleteri della tv&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2550188935635623955?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2550188935635623955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2550188935635623955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/palinsesto-roma.html' title='palinsesto roma'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2098904782618741404</id><published>2011-08-25T08:56:00.002-07:00</published><updated>2011-08-25T08:57:21.768-07:00</updated><title type='text'>mavaffankuduro</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Che estate 2011 ricorderemo? Ricorderemo un gruppo di amazzoni che chiederà asilo politico all'Olgettina, tanto per sdrammatizzare, anche se in Libia si sta morendo davvero? La ricorderemo per Vasco Rossi che ha scoperto Facebook, come un adolescente esuberante, anche se a lui tutto perdoni (e speri superi i suoi problemi di salute) perché a pensarci bene è l'unico cantante di cui nei momenti diversi della tua vita, anno dopo anno, c'è sempre stata una canzone diversa (quasi sempre molto bella) come colonna sonora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorderemo quest'estate perché la crisi è più crisi di prima che già c'era la crisi; e i governanti che ti chiedono soldi, ti impongono sacrifici, sacrifici veri, sono proprio coloro che per anni ti hanno detto che chi evadeva le tasse, insomma, andava compreso, condonato, che evadere non era così sbagliato; e pensi che se invece tutti le avessero pagate ora non ci troveremmo a questo punto e allora ti viene da rispondere con una parola non bella ma che risuona più o meno come il tormentone che sentiamo alla radio: Danza Kuduro. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2098904782618741404?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2098904782618741404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2098904782618741404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/mavaffankuduro.html' title='mavaffankuduro'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8487173466142090998</id><published>2011-08-25T08:56:00.001-07:00</published><updated>2011-08-25T08:56:37.318-07:00</updated><title type='text'>fra' cacarella</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;«Cacarella». Va bene porgere l'altra guancia, perdonare e pregare, ma alla fine anche al più paziente dei frati francescani scappa la frasetta che è un augurio a sedersi sul water con una certa frequenza. I frati francescani sono quelli del convento di San Salvatore al Monte a Firenze, città in cui l'invettiva colorata, anche bonaria, è di casa. Un misterioso ladro per due volte ha rubato due preziose edizioni della Bibbia dal leggìo della Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I frati, dopo avere sostituito i volumi spariti, hanno appeso un cartello con un testo rivolto al furfante. C'è scritto: «Preghiamo il Signore che gli faccia venire una forte cacarella e che questa sia di stimolo per aiutarlo a non compiere nuovi furti». Se il ladro, invece di venderle, vorrà leggere le Bibbie che ha rubato, avrà tempo per farlo seduto sul water&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8487173466142090998?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8487173466142090998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8487173466142090998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/fra-cacarella.html' title='fra&apos; cacarella'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-789338147026788519</id><published>2011-08-14T07:10:00.000-07:00</published><updated>2011-08-14T07:13:56.539-07:00</updated><title type='text'>il nuovo romanzo chiedimi l'amicizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-DWN-dvSGlc4/TkfXkwUgHoI/AAAAAAAAA9A/DLMtPk3XOlw/s1600/chi.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 299px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-DWN-dvSGlc4/TkfXkwUgHoI/AAAAAAAAA9A/DLMtPk3XOlw/s400/chi.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640714084750990978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni e Sandro sono due ventenni che devono fare i conti con la solitudine. Manuel è un bravo ragazzo in cerca d’amore. &lt;br /&gt;Barbara, invece, è alla ricerca di una ragione di vita. Paco è un affascinante gay che sfugge le responsabilità. Lisa è una bella ragazza con tanti grilli per la testa. Insieme a Dragomir, al Conte, a padre Fernando, crescono, soffrono, sbagliano ma soprattutto vivono alla ricerca di uno stordimento momentaneo, di una felicità provvisoria, di una esistenza migliore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trenta storie che si intrecciano per dare vita ad un romanzo corale, ironico e pungente che scava nella normalità apparente del vivere quotidiano di una generazione sfuggente e caleidoscopica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Codice: 978-88-96629-35-2Autore: Mauro EvangelistiNum. Pagine: 160&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CARTA CANTA EDITORE&lt;br /&gt;www.cartacantaeditore.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-789338147026788519?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/789338147026788519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/789338147026788519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/blog-post.html' title='il nuovo romanzo chiedimi l&apos;amicizia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-DWN-dvSGlc4/TkfXkwUgHoI/AAAAAAAAA9A/DLMtPk3XOlw/s72-c/chi.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2433339150506949224</id><published>2011-08-11T07:43:00.001-07:00</published><updated>2011-08-11T07:43:55.502-07:00</updated><title type='text'>stile british</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Il Regno Unito ha la tripla A, secondo Standard &amp; Poor’s. I roghi, gli assalti alla polizia, gli scontri per strada, i saccheggi dei negozi a Londra sembrano raccontare altro. Sembrano dire, in uno scenario che pare importato da un film di fantascienza catastrofista, che benessere e tenuta del tessuto sociale non sempre hanno una perfetta corrispondenza con gli indicatori economici. E come in altre rivolte - se davvero per quella britannica può valere questa definizione - si affaccia ancora la rete. Utilizzata però da entrambe le parti, perché se gli organizzatori dei disordini comunicano con i Blackberry, la polizia risponde mettendo su Flickr le foto dei sospetti, riprese spesso dalle telecamera della videosorveglianza nella nazione dove forse ci sono più occhi elettronici a controllare le strade. Gli indignados in Spagna, gli studenti in Cile, la rabbia della Grecia, i roghi di Londra: il mondo ha dei sussulti, mentre le borse affondano. In Italia per ora minacciano proteste i calciatori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2433339150506949224?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2433339150506949224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2433339150506949224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/stile-british.html' title='stile british'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6544752563715440151</id><published>2011-08-03T12:36:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T12:37:29.548-07:00</updated><title type='text'>roma sporca roma</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Incredibile Roma. Nella grande comica dei manifesti abusivi che rende la città più sporca e senza decoro ecco una nuova puntata. Non bastava il Pdl che per combattere i manifesti abusivi aveva riempito alcuni quartieri di manifesti abusivi? Ora c'è di meglio: le istituzioni dialogano con i cittadini con i manifesti abusivi. Perfino attaccandoli con il nastro adesivo sugli alberi. Possibile? Possibile. Qualche settimana fa il Campidoglio aveva annunciato con orgoglio una nuova linea dura, durissima contro le discoteche che pubblicizzano eventi con volantini abusivi appesi ovunque. Bene, il Municipio XX - stesso colore politico del Campidoglio - per comunicare ai cittadini una modifica alla viabilità ha fatto tappezzare le strade di manifesti abusivi. Con tanto di logo dell'istituzione e firma del presidente. Hanno coperto pubblicità regolari, ad esempio, alle pensiline dei bus, ammassato manifesti su muri e lamiere, ma per non farsi mancare nulla al XX Municipio hanno persino usato alberi come pali, con tanto di nastro adesivo. Si dirà: ma è una comunicazione importante per la viabilità. È vero, ma si poteva ottenere lo stesso risultato mettendo manifesti negli spazi regolari. Ma forse al XX Municipio governato dal Pdl temevano che poi venissero coperti dai manifesti abusivi del Pdl che fa la battaglia contro i manifesti abusivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6544752563715440151?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6544752563715440151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6544752563715440151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/roma-sporca-roma.html' title='roma sporca roma'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8059521324629421086</id><published>2011-08-03T12:35:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T12:36:49.303-07:00</updated><title type='text'>oltre la fiction</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Cosa avremmo pensato di uno sceneggiatore o di uno scrittore che ci avessero proposto una storia come quella delle agghiacciante tragedia norvegese? Un fondamentalista cristiano neonazista biondo e pazzo che progetta e mette in pratica un'apocalisse, fa esplodere una bomba nel cuore di una capitale pacifica e ordinata come Oslo e poi compie una strage sparando senza pietà a ragazzi intrappolati in un'isola? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avremmo pensato che lo sceneggiatore e lo scrittore avevano esagerato, che va bene la fiction ma una storia così non reggeva. Eppure la realtà, purtroppo, supera gli steccati del credibile, paradossalmente capita che la realtà non sia realistica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa avremmo pensato quindici anni fa un film che ci avesse proposto le immagini di due aerei che si schiantano sulle torri gemelle? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche guardando la storia recente del nostro Paese, vengono alla mente casi in cui la realtà sembra ispirata, ma con effetti dilatati, appunto quasi non realistici, dallo sceneggiatore ardito di un film noir, pensiamo solo alla storia incredibile della sepoltura del boss della Banda della Magliana, Enrico De Pedis, nella basilica di Sant'Apollinare a Roma. Davvero, soprattutto nel territorio del male, non c'è fiction più imprevedibile della realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8059521324629421086?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8059521324629421086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8059521324629421086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/oltre-la-fiction.html' title='oltre la fiction'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3528426185122960434</id><published>2011-08-03T12:34:00.000-07:00</published><updated>2011-08-03T12:35:42.913-07:00</updated><title type='text'>povera patria</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Sono stato male interpretato. Ecco, se ne sentiva la mancanza di questa frase. Ieri un parlamentare europeo, uno degli esponenti più conosciuti di un partito che governa l’Italia - Mario Borghezio, Lega Nord - ha goffamente inviato le sue scuse alla Norvegia dopo che in una trasmissione radiofonica aveva spiegato di condividere al cento per cento le idee di Breivik, l’uomo che ha compiuto la strage a Oslo e nell’Isola di Utoya. Anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva definito «farneticanti» le affermazioni di Borghezio e lo aveva invitato a scusarsi con il popolo norvegese. Borghezio ieri lo ha fatto, ma a modo suo. Malgrado in ogni secondo si possano ascoltare le sue frasi su Youtube, Borghezio non ha affermato «scusate, ho detto una sciocchezza», «scusate, mi sono spiegato male», «scusate, forse era meglio se mi stavo zitto, provavo a non seminare altro odio e a rispettare maggiormente le vittime di questa immane tragedia». No, per scusarsi, ha sostenuto che le sue frasi sono state «illegittimamente travisate». Da chi? Da Youtube? Qui il problema non è il multiculturalismo. Qui il problema è la monocultura di chi non riesce, almeno quello, neppure a scusarsi davvero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3528426185122960434?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3528426185122960434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3528426185122960434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/08/povera-patria.html' title='povera patria'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2247820009873278584</id><published>2011-07-21T04:34:00.001-07:00</published><updated>2011-07-21T04:34:37.653-07:00</updated><title type='text'>manifesta illegalità</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Dei veri geni. Chi non è di Roma magari neppure ci crede: il Pdl della Capitale per denunciare l’inefficienza di Zingaretti nel contrasto dei manifesti abusivi sulle strade provinciali ha riempito Roma di manifesti abusivi. Un po’ come fare una campagna contro l’abuso dell’alcol fra i giovani portandoli all’Oktoberfest. Eppure, a Roma, nella città dove tutti i partiti (di ogni schieramento, destra e sinistra, ad esclusione dei Radicali) trovano normale violare la legge attaccando ovunque i manifesti abusivi tutto questo è possibile. C’è un danno d’immagine per la città, per le aziende in regola che vedono ricoperte le loro pubblicità, per l’Ama che deve poi andare a ripulire. Eppure, i partiti non pagano mai le multe, ogni volta - ma che fortuna - spunta una sanatoria. Detta più chiaramente: tu cittadino se stai poco bene il ticket lo paghi, io partito attacco i manifesti dove mi pare e non pago le multe. D’altra parte Roma è anche la città in cui nessuno ha chiesto scusa per le bugie raccontate durante la campagna elettorale di un anno fa sul caso della lista del Pdl non presentata. Da Polverini a Berlusconi fino a tutti i leader locali del Pdl urlarono, per un mese, nei comizi: con la prepotenza i Radicali e i Socialisti ci hanno impedito di presentare la lista alle regionali. Un mese fa, in un’intervista al Messaggero, Alfredo Milioni (quello del panino, per intenderci, colui che non riuscì a presentare la lista) ha ammesso: «Non ho mai detto che è stata colpa dei Radicali e dei Socialisti, non fu per colpa loro se la lista non fu accettata». Bene, avete ancora sentito qualcuno del Pdl dire ai romani e ai laziali: «Scusate, avevamo capito male, ci siamo sbagliati e vi abbiamo detto una cosa non vera, fu un errore nostro»? No. Magari potrebbero scriverlo sui manifesti abusivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2247820009873278584?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2247820009873278584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2247820009873278584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/07/manifesta-illegalita.html' title='manifesta illegalità'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6962780518326673963</id><published>2011-07-21T04:33:00.001-07:00</published><updated>2011-07-21T04:33:48.712-07:00</updated><title type='text'>mani in alto e pagate</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Avevano detto: non metteremo le mani nelle tasche degli italiani. Giuro, l'avevano detto. Infatti, ci pensano gli italiani a mettersi le mani in tasca per vedere se trovano ancora qualcosa. Dieci euro per pagare i ticket per quel genere di lusso che sono le analisi o una visita medica. A Roma e nel Lazio cercano pure qualche banconota per farsi carico delle aliquote maggiorate di Irpef (e Irap). E presto nella Capitale in un angolo delle tasche si darà la caccia anche a qualche moneta in più perché il biglietto dell'Atac (azienda a conduzione familiare) in un botto aumenterà del 50 per cento. Pensare che ci avevano promesso un mondo bellissimo, in cui non pagavi manco il bollo della macchina, una rivoluzione con lo slogan che appare lontano come un tormentone di Drive In «meno tasse per tutti». Intanto, il sindaco di Roma si diletta nell'ennesimo rimpasto perché doveva aspettare il Tar per accorgersi che c'è solo una donna in giunta (vedi a volte a distrarsi). Per premiare il merito arruola Rosella Sensi. E dopo quello del Gran premio di Formula Uno, tramonta anche il sogno del Grande parco della Romanità promesso dal vicesindaco invitato a togliere il disturbo perché non è donna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6962780518326673963?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6962780518326673963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6962780518326673963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/07/mani-in-alto-e-pagate.html' title='mani in alto e pagate'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3411672239287348982</id><published>2011-07-21T04:31:00.000-07:00</published><updated>2011-07-21T04:32:40.935-07:00</updated><title type='text'>sicurezza, sicurezza...</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla sicurezza, a Roma, si va a mode passeggere. C'è stato il periodo degli accampamenti abusivi ed ecco tutte le forze concentrate in quella direzione. La movida violenta e si sono moltiplicate ordinanze e volanti schierate nelle piazze delle sbornie. E ancora: stazioni insicure - e sposta uomini a presidiare i binari - strade invase della prostituzione - e manda gli agenti a chiedere i documenti alle ragazze sul marciapiede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che a Roma si spara per strada si prende atto di un fenomeno che si conosceva ma che veniva lasciato sullo sfondo quasi non fosse importante. Lo ha spiegato l'altro giorno in un vertice in Prefettura il sottosegretario Alfredo Mantovano: «C'è una penetrazione della criminalità organizzata che sta acquisendo negozi, bar e ristoranti». E c'è una ridefinizione degli equilibri e delle zone di controllo della malavita (italiana e sembrava quasi ce ne fossimo dimenticati che i crimini non li commettono solo gli immigrati), per questo si spara per strada. Con un ultimo dettaglio su cui Mantovano è stato chiaro: non aspettatevi l'arrivano i nostri, la moltiplicazione di carabinieri e poliziotti: perché è già un grande risultato non avere tagliato. Più che d'interventi spot sulla moda del giorno, la sicurezza a Roma a questo punto necessita una strategia complessiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3411672239287348982?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3411672239287348982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3411672239287348982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/07/sicurezza-sicurezza.html' title='sicurezza, sicurezza...'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6090385398667174523</id><published>2011-07-13T09:00:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T09:01:42.648-07:00</updated><title type='text'>il nuovo romanzo a caffeina: il 15 luglio</title><content type='html'>ricordo: venerdì alle 21, alla zaffera, quartiere medievale di viterbo, nell'ambito di caffeina, anteprima del romanzo di mauro evangelisti "chiedimi l'amicizia", partecipa l'autore (che sarei io) e mauro morucci. chi può, venga, almeno ci incontriamo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6090385398667174523?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6090385398667174523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6090385398667174523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/07/il-nuovo-romanzo-caffeina-il-15-luglio.html' title='il nuovo romanzo a caffeina: il 15 luglio'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8314066055743579949</id><published>2011-06-23T12:39:00.001-07:00</published><updated>2011-06-23T12:39:30.289-07:00</updated><title type='text'>chi ha rubato la solitudine?</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Sta scomparendo la solitudine. Stanno svanendo le distanze. Gli addii. La noia. Il perdersi di vista. Sta succedendo lentamente, neanche ce ne rendiamo conto, ma questi anni Dieci stanno modificando le nostre vite. I telefonini stanno diventando più grandi e potenti e soprattutto smart. I computer più piccoli e portatili. I tablet, vabbè l'iPad, stanno a metà fra i due. La possibilità di connettersi è sempre più disponibile, economicamente e tecnicamente. Facebook, Skype, i forum, le vecchie chat, l'antichissima mail, messenger: saranno rapporti superficiali, ma sono sempre meglio della solitudine che, se ci pensate, era visto come uno spettro solo una decina di anni fa. Si dirà: non vale per gli anziani, coloro che quest'estate saranno sì condannati alla solitudine. Questo è vero purtroppo, ma solo in parte, perché anche fra chi ha superato i settanta sono numerosi coloro che sanno sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla tecnologia. Stiamo superando le distanze, perché ormai non esistono più amici lontani, magari chiacchieriamo più spesso con la ex collega che si è trasferita in Giappone che con la vicina di scrivania noiosa. Ed è davvero difficile condannarsi alla noia, perché avremo sempre un supporto in tasca in cui ascoltare un po' di musica, leggere qualche news, commentare la foto di un amico su facebook, ubriacarsi con qualche giochino. Dice: ma la vita vera, le emozioni vere sono altre. Giusto, ma poiché non è che tutti i giorni possiamo incontrare il grande amore o commuoverci per la nascita di un figlio, mentre aspettiamo la metro possiamo sì leggere un buon libro ma a volte va bene pure giocare con Angry birds.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8314066055743579949?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8314066055743579949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8314066055743579949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/chi-ha-rubato-la-solitudine.html' title='chi ha rubato la solitudine?'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4926935217387332828</id><published>2011-06-18T12:14:00.000-07:00</published><updated>2011-06-18T12:15:11.153-07:00</updated><title type='text'>governo alla frutta</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Le pesche in Romagna sono molto buone. Sembra ieri che chi scrive d'estate si svegliava alle 5 e andava in un magazzino della frutta a scaricare cassette. Ogni tanto addentava qualche nettarina ed era una goduria. Altre estati sono trascorse a fare il cameriere (molto imbranato) in una pizzeria o a pulire pullman in una carrozzeria. Ma non è durata per sempre. Bene, con una frase sfortunata, il ministro Renato Brunetta alla 7 ha fatto sapere che il problema dei precari e dei disoccupati è facile da risolvere: «Si alzino alle 5 e vadano a scaricare cassette ai magazzini della frutta». Se il ministro visitasse di più l'Italia vera, e non quella raccontata dai tronisti o dai grandi fratelli, vedrebbe in tante pizzerie ragazzi che lavorano sodo come camerieri per pagarsi gli studi o per vivere. Li troverebbe nei call center e anche a fare lavori più duri. Il punto non è se i ragazzi hanno voglia di lavorare (dei giovani in qualsiasi epoca si è sempre detto che sono degli sfaticati). Il punto è che si resta precari a due euro a 30-40 anni. Anche quando si è studiato sodo e bene. Verrebbe da dire - evviva la demagogia ogni tanto - che l'Italia che ha in mente il ministro è quella da una parte dei Piersilvi che vanno in giro con la Porsche e delle Trote catapultate nei consigli regionali con maxi stipendi, dall'altra dei figli di nessuno che anche a 30-40 anni e una laurea devono andare a scaricare cassette della frutta (e zitti). Due settimane fa "Titoli di coda", dopo le amministrative, osservò che Berlusconi e il resto del Governo non comprendono ciò che sta succedendo. Perdono tempo fra Minzolini e Santoro e non capiscono che le opinioni ormai si formano su Internet (anche se non solo). Ieri il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha ribadito: «Senza Facebook il quorum non sarebbe stato mai raggiunto ai referendum». Il parlamentare del Pdl, Giorgio Stracquadanio, sobriamente se l'è presa con i dipendenti pubblici: «Certo che la sinistra vince su Internet: non fanno un cazzo. E se proprio lavorano alle 2 sono già fuori». Ecco, sempre per amor di demagogia, verrebbe da commentare che, forse, sarebbe meglio concedere meno tempo alle feste bungabunghesche e più a Facebook o Youtube. Ma anche il solo video di Brunetta che manda a quel paese i precari dicendo loro «siete la parte peggiore del Paese» dimostra che le lezioni non sono servite. Continuano a pensare che basti Minzolini, ma non si accorgono che con questi show restano intrappolati giorno dopo giorno nella rete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4926935217387332828?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4926935217387332828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4926935217387332828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/governo-alla-frutta.html' title='governo alla frutta'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6490340058892093745</id><published>2011-06-18T12:12:00.000-07:00</published><updated>2011-06-18T12:14:08.667-07:00</updated><title type='text'>don't call my name alemanno</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ci sono cose che noi cronisti, anche quelli più coraggiosi, non avremmo mai sognato. Roberto Formigoni, ad esempio, che vive una nuova giovinezza e sfoggia una camicia a fiori, un pantalone viola, una maglietta di paperino. Fa bene a divertirsi, sia chiaro. Ma per la serie non ci sono più i conservatori di una volta e dalla bandana in poi nel centrodestra vale tutto, ecco la seconda scena che sembra tratta da una puntata dei Simpsons o da un sogno psichedelico causato da una fetta di torta alla marijuana in un coffee shop di Amsterdam: l'ex segretario del Fronte della gioventù, il primo sindaco di destra di Roma acclamato da qualche saluto romano sotto al Campidoglio il giorno della sua elezione, colui che un tempo militava insieme a un altro simpatico orco come Storace in Destra sociale, che incontra Lady Gaga. Sì, proprio lei, la madre di tutte le trasgressioni in confronto alla quale Madonna sembra il ministro Gelmini, la paladina dei diritti dei gay e di tutte le altre lettere della sigla Glbt, l'inventrice di look stratosferici e accecanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, provate a immaginarveli: Gianni Alemanno e Lady Gaga nella stessa foto. Certo, l'apoteosi si raggiungerebbe se all'incontro fosse invitata anche l'esplosiva presidente del Lazio, Renata Polverini, ma bisogna accontentarsi. Chissà se davvero il faccia a faccia Alemanno-Lady Gaga, per il quale sono in corso delle trattative, sabato in Campidoglio si svolgerà davvero. Ma solo poterlo immaginare fa comprendere che nessuno ci può impedire di sognare e che ormai davvero tutto è possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6490340058892093745?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6490340058892093745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6490340058892093745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/dont-call-my-name-alemanno.html' title='don&apos;t call my name alemanno'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4686076430063946792</id><published>2011-06-18T12:11:00.000-07:00</published><updated>2011-06-18T12:12:49.312-07:00</updated><title type='text'>berlusconi non twitta</title><content type='html'>copia e incolla da il messaggero.it&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;«Sono stato mal interpretato dai giornalisti». Questa frase, un tempo via di fuga facile per Berlusconi, è andata in disuso. Come mai? Perché ormai c'è sempre una telecamera o un telefonino in ogni angolo a documentare tutto. E le immagini digitalizzate non vengono più come un tempo rilanciate solo una volta e se voleva il direttore del tg, ma ritrasmesse una, dieci, centro, mille, un milione di volte, su internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' questo che sta disorientando il grande comunicatore Berlusconi e il centro destra. La rete - almeno in parte - ha deciso la sconfitta nelle ultime amministrative più che in passato. Rischia di servire a poco il controllo di tre televisioni o la nomina di direttore del Tg1. Berlusconi, che era un fenomenale uomo di televisione, di internet sembra capirci poco e meno ancora i suoi collaboratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli sciagurati che consigliarono alla Moratti di dire la balla colossale contro Pisapia nel dibattito a SkyTg24 ragionavano con vecchie strategie. Molli il colpo basso, la trasmissione finisce, poco importa se poi sui giornali si faranno dei distinguo, nell'elettore resterà il dubbio. Non è più così: perché le immagini ora vengono riviste milioni di volte sui computer, sui laptop, sui tablet, sui telefonini. Linkate su Facebook. Vivisezionate, sbugiardate e ridicolizzate. In queste elezioni amministrative, come già in passato ma più che in passato, messaggi, slogan, sputtanamenti ritrasmessi su Facebook, Twitter, la rete in generale, hanno mosso molto di più di un tg addomesticato, del concerto con le ballerine, il cantante famoso, la battutona «il Milan non compra Hamsik». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi e il centro destra appaiono in affanno. Sarà un caso, ma su internet, malgrado le professionalità e i mezzi di cui dispone, il gruppo editoriale Mediaset non ha la stessa forza d'urto che ha nel panorama televisivo. L'amico direttore può pure centellinare la notizia scomoda o il video imbarazzante, ma non basta. Ci pensa la rete, da un profilo all'altro, da una mail all'altra, da un blog all'altro, a fare passare il messaggio. Puoi pure fare chiudere Santoro, ma rischia di essere un ingenuo boomerang di chi - a quasi 75 anni - continua a pensare che il mondo giri solo attorno alla tv e, forse, non ha mai usato Facebook.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4686076430063946792?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4686076430063946792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4686076430063946792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/berlusconi-non-twitta.html' title='berlusconi non twitta'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6991726785648581956</id><published>2011-06-02T05:09:00.000-07:00</published><updated>2011-06-02T10:42:32.107-07:00</updated><title type='text'>c'era una volta be bop alula</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Salvate il soldato Red Ronnie. Nella più assurda campagna elettorale del pianeta, in cui il sindaco uscente di Milano ha detto una balla contro il suo avversario proprio in chiusura di un dibattito tv, il resto della comitiva ha proseguito in una surreale sequela di accuse fantasiose. Al primo impatto, leggendo le sintesi a cui erano costretti i siti di news, pensavi che nelle redazioni fossero tutti impazziti. Da questa follia è nato di riflesso un vero e proprio genere di comicità. Su internet dilaga l'ironia sulle presunte colpe di Pisapia, giocando appunto sullo smarrito senso del ridicolo alla milanese. Bene, Red Ronnie sta pagando per tutti. Personaggio televisivo - il suo Be bop alula su Italia Uno una trentina d'anni fa era davvero innovativo ma il suo curriculum va ben oltre - oggi consulente della Moratti, nei giorni scorsi si è lasciato scappare una frase sfortunata sullo stop a un evento musicale («è l'effetto Pisapia»). Da allora la sua pagina su Facebook è stata occupata da chi ridicolizza la follia dei morattiani di incolpare Pisapia di tutti i mali del mondo. Alcune frasi sono pure molto divertenti, altre meno, ma soprattutto colpisce la potenza di fuoco: basta aggiornare la pagina ogni pochi minuti per leggere nuove battute. Red Ronnie alla fine si è arreso e sul suo blog ha scritto: «L'invasione che sto subendo da ormai 5 giorni nella mia pagina Red Ronnie di Facebook è qualcosa per me assolutamente inspiegabile. Un post al secondo, 80.000 in un giorno. Per questo ho abbandonato Facebook agli invasori». Come si vede, questa volta non dice che la colpa è di Pisapia. Ma al di là dell'ironia, forse una domanda andrebbe posta: la pagina su Facebook è qualcosa di molto personale, forse non dovrebbe essere tenuta fuori dalla battaglia politica?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6991726785648581956?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6991726785648581956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6991726785648581956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/cera-una-volta-be-pob-alula.html' title='c&apos;era una volta be bop alula'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5409593629650144927</id><published>2011-06-02T05:08:00.001-07:00</published><updated>2011-06-02T05:09:00.855-07:00</updated><title type='text'>è internet, bellezza</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it       &lt;br /&gt;           &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;«Sono stato mal interpretato dai giornalisti». Questa frase, un tempo via di fuga facile per Berlusconi, è andata in disuso. Come mai? Perché ormai c'è sempre una telecamera o un telefonino in ogni angolo a documentare tutto. E le immagini digitalizzate non vengono più come un tempo rilanciate solo una volta e se voleva il direttore del tg, ma ritrasmesse una, dieci, centro, mille, un milione di volte, su internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' questo che sta disorientando il grande comunicatore Berlusconi e il centro destra. La rete - almeno in parte - ha deciso la sconfitta nelle ultime amministrative più che in passato. Rischia di servire a poco il controllo di tre televisioni o la nomina di direttore del Tg1. Berlusconi, che era un fenomenale uomo di televisione, di internet sembra capirci poco e meno ancora i suoi collaboratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli sciagurati che consigliarono alla Moratti di dire la balla colossale contro Pisapia nel dibattito a SkyTg24 ragionavano con vecchie strategie. Molli il colpo basso, la trasmissione finisce, poco importa se poi sui giornali si faranno dei distinguo, nell'elettore resterà il dubbio. Non è più così: perché le immagini ora vengono riviste milioni di volte sui computer, sui laptop, sui tablet, sui telefonini. Linkate su Facebook. Vivisezionate, sbugiardate e ridicolizzate. In queste elezioni amministrative, come già in passato ma più che in passato, messaggi, slogan, sputtanamenti ritrasmessi su Facebook, Twitter, la rete in generale, hanno mosso molto di più di un tg addomesticato, del concerto con le ballerine, il cantante famoso, la battutona «il Milan non compra Hamsik». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi e il centro destra appaiono in affanno. Sarà un caso, ma su internet, malgrado le professionalità e i mezzi di cui dispone, il gruppo editoriale Mediaset non ha la stessa forza d'urto che ha nel panorama televisivo. L'amico direttore può pure centellinare la notizia scomoda o il video imbarazzante, ma non basta. Ci pensa la rete, da un profilo all'altro, da una mail all'altra, da un blog all'altro, a fare passare il messaggio. Puoi pure fare chiudere Santoro, ma rischia di essere un ingenuo boomerang di chi - a quasi 75 anni - continua a pensare che il mondo giri solo attorno alla tv e, forse, non ha mai usato Facebook.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5409593629650144927?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5409593629650144927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5409593629650144927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/06/e-internet-bellezza.html' title='è internet, bellezza'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5672348414690591130</id><published>2011-05-08T10:30:00.000-07:00</published><updated>2011-05-08T10:31:55.933-07:00</updated><title type='text'>bin laden, gasparri, gheddafi, berlusconi, il milan</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Nei giorni successivi alla vittoria di Obama nella corsa per la Casa Bianca, Maurizio Gasparri (presidente dei Senatori del Pdl): «Su Obama gravano molti interrogativi, con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaida è più contenta». L'altro giorno Bin Laden è stato ucciso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni della rivolta in Libia, Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio: «Sono preoccupato, ma non mi permetto di disturbare Gheddafi». Ora l'Italia bombarda Gheddafi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 aprile 2011, comunicato della presidenza del Consiglio: «In merito a quanto riportano erroneamente alcune agenzie di stampa, il Presidente Silvio Berlusconi si è ben guardato dall'esprimere un pronostico sullo scudetto al Milan anche per evidenti ragioni scaramantiche». Ecco, sulle cose serie meglio essere prudenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5672348414690591130?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5672348414690591130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5672348414690591130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/05/bin-laden-gasparri-gheddafi-berlusconi.html' title='bin laden, gasparri, gheddafi, berlusconi, il milan'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6427892196279875505</id><published>2011-05-08T10:29:00.000-07:00</published><updated>2011-05-08T10:30:09.659-07:00</updated><title type='text'>il male e i giovani</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Matteo ha 19 anni e ha quasi ucciso un carabiniere, che ora è in coma, solo perché lo aveva trovato positivo all'alcoltest. Domenica mattina Matteo e tre diciassettenni, due ragazzi e una ragazza, dopo aver trascorso il sabato notte in giro per Firenze, stavano andando a un rave in provincia di Grosseto. Fino a non molti anni fa guardavano ancora i cartoni animati e non potevano guidare un motorino, domenica Matteo e i suoi amici si sono scoperti violenti e crudeli, hanno afferrato un palo e colpito alle spalle due carabinieri che avevano fermato la loro auto per dei controlli. Uno rischia di perdere un occhio, l'altro, quello in coma, ha un figlio di tredici anni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo è rappresentante d'istituto nella scuola superiore che frequenta a Empoli, i suoi compagni raccontano: «Ha fatto una cosa inaccettabile, ma noi lo conosciamo come un leader, come una persona responsabile, non come un bullo». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il gip che lo ha lasciato in carcere ha scritto che Matteo ha agito con «ferocia inaudita, spietatezza e lucidità». I genitori dei due diciassettenni che hanno aiutato Matteo a massacrare i due carabinieri sono sorpresi, disperati, non riescono a credere a ciò che hanno fatto i loro figli. Un vigile urbano intervenuto dopo l'arresto ha spiegato: «Non dimenticherò mai gli occhi impassibili dei tre ragazzi, mentre la giovanissima gridava che lei non c'entrava niente». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il padre di Matteo, un operaio, ha detto: «Il mio primo pensiero va ai carabinieri feriti e alle loro famiglie. E' una storia inaudita, queste cose le ho sempre viste nei film. Siamo gente per bene, noi. Siamo sconvolti, ma se hanno sbagliato Matteo e gli altri devono pagare. Spero che non esca fuori che fosse anche drogato, non ci voglio credere». La madre di Matteo: «Sabato sera eravamo a cena e lui ha rifiutato anche la birra che gli offriva mio fratello: "Lascia perdere, zio, devo guidare" gli ha risposto». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo i primi rilievi c'è il sospetto che nell'auto, la Clio della nonna di Matteo che aveva preso la patente da quattro giorni, ci fossero tracce di ketamina. È una storia non inedita ma - come sempre avviene quando t'imbatti nel male che non comprendi - che ferisce e inquieta. Sono tre ragazzi, non sono un'intera generazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6427892196279875505?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6427892196279875505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6427892196279875505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/05/il-male-e-i-giovani.html' title='il male e i giovani'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8241340324818401986</id><published>2011-04-21T13:54:00.000-07:00</published><updated>2011-04-22T08:23:17.054-07:00</updated><title type='text'>Evangelisti lagnoso e Berlusconi e i valori della famiglia</title><content type='html'> &lt;br /&gt;           &lt;br /&gt;Copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Fateci capire. La settimana scorsa un miliardario ultrasettantenne che organizza feste notturne e non proprio parrocchiali con ragazze hanno cinquant'anni meno di lui e che spesso, casualmente, lavorano per il suo impero televisivo, ha fatto la morale agli insegnanti delle scuole pubbliche che con molto meno di 2.000 euro al mese spesso fanno i salti mortali per garantire un futuro alla propria famiglia, per arrivare alla fine del mese. Ha detto, il signore ultrasettantenne che fa le feste con ragazze dai nomi esotici, che gli insegnanti delle scuole pubbliche non difendono i valori della famiglia. Vabbè, poco male, Berlusconi fa il Berlusconi. Tutto regolare. Colpisce altro, che ad applaudire ci sia sempre qualche associazione di madri, genitori, famiglie, nessuno che si faccia una domanda e dica, aò, c'è qualcosa che non torna. Forse è un errore, ma viene da pensare che quelle signore così per bene che applaudono l'uomo del bunga bunga ogni qual volta pronuncia la parolina magica "famiglia" siano le stesse che spargono veleno scandalizzato di fronte alla ragazza madre, a una coppia divorziata che pure fa il massimo per non fare pagare i propri errori ai figli, all'immigrata che sgobba per mantenere i propri bambini; sono le stesse signore tanto per bene che negli anni Settanta votavano contro il divorzio, che oggi vedono due ragazzi gay che si tengono la mano e dicono "dove andremo a finire". Una repubblica fondata sul bunga bunga e sulla famiglia, ecco cosa dovremmo scrivere sulla Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commento più divertente arrivato a ilmessaggero.it:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;peggio delle signore&lt;br /&gt;berlusconi è quello che è e purtroppo c'è chi lo vota.&lt;br /&gt;Evangelisti è più lagnososo delle signore che critica.&lt;br /&gt;la differenza è che le signore possiamo non sentirle, quando acquistiamo il Messaggero,Evangelisti&lt;br /&gt;lo dobbiamo leggere.&lt;br /&gt;Edmondo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8241340324818401986?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8241340324818401986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8241340324818401986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/evangelisti-lagnoso-e-berlusconi-e-i.html' title='Evangelisti lagnoso e Berlusconi e i valori della famiglia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8625484301899571403</id><published>2011-04-16T07:17:00.001-07:00</published><updated>2011-04-16T07:17:37.178-07:00</updated><title type='text'>Microspie alla Regione Lazio, il giallo delle date</title><content type='html'>Due  delle tre microspie trovate in Regione erano state installate regolarmente per un’indagine della procura di Velletri sui rifiuti. Eppure, questa conclusione non ha chiuso il giallo. Anzi. Fra qualche giorno alla procura di Roma sarà consegnata la relazione dei consulenti. Ci sono ancora molti punti interrogativi. Che lampeggiano se vai a incrociare le date di questo pasticciaccio. Partiamo da un elemento: venerdì 8 aprile la presidente della Regione, Renata Polverini, viene ascoltata dalla procura di Velletri come persona informata sui fatti per l’inchiesta sui rifiuti. Il giorno dopo in Regione inizia la bonifica di tutti gli uffici, disposta dal segretario generale per verificare se vi fossero delle microspie. Il primo giorno si passano al setaccio diversi assessorati, a partire da quello alla sanità, ma non emerge nulla. Il secondo giorno, e siamo a domenica 10 aprile, viene trovata la prima microspia nella segreteria dell’assessorato ai Rifiuti. A quel punto la società incaricata intensifica i controlli e trova gli altri due impianti, uno dei quali è proprio nell’ufficio della Presidenza della Regione. Qualche ora dopo la Polverini scrive al prefetto, per informarlo, mentre i suoi collaboratori chiamano la procura della Repubblica di Roma. C’è urgenza di rimuoverle, perché la Polverini ha alcuni appuntamenti pubblici in programma e non può lavorare con una microspia in ufficio. Così, i tecnici della Regione decidono la rimozione, ma soprattutto lunedì pomeriggio la Polverini fa la conferenza stampa in cui denuncia, pubblicamente, il ritrovamento di «tre misteriose microspie». Tutto chiaro? Venerdì va in procura e viene a sapere che c’è un’inchiesta sui rifiuti (lei non è indagata, lo sono due dirigenti); sabato inizia la bonifica, domenica, vengono trovate le microspie; lunedì la denuncia pubblica del ritrovamento. Domanda: come mai la bonifica è stata fatta proprio il giorno successivo al passaggio in Procura? In Regione assicurano che è stato solo un caso: in realtà quell’operazione era stata decisa da tempo, da quando erano emerse le anomalie dei badge anonimi che consentivano di entrare nel Palazzo e dopo che erano state constatate numerose fughe di notizie. Altra domanda: se la Polverini e il suo staff, dopo l’incontro con il magistrato alla procura di Velletri di venerdì 8 aprile, sapevano che c’era un’inchiesta in corso, perché lunedì 11 aprile hanno convocato una conferenza stampa e dichiarato che erano state trovate tre microspie misteriose? Non sarebbe stato naturale pensare subito che quelle microspie erano state messe dalla procura di Velletri (una era proprio nell’area dell’assessorato ai Rifiuti) invece che ipotizzare servizi deviati e teoremi vari? In Regione sostengono che nessuno aveva pensato alla procura di Velletri: più che a un’inchiesta, l’interesse dei giudici faceva pensare ad accertamenti ordinari, quindi nessuno aveva fatto 1 più 1 con le microspie. E comunque resta la domanda ancora senza risposta: l’impianto trovato nell’ufficio della Polverini - in una intercapedine che lo divide da quello della segretaria - chi l’ha messo? Era lì già dai tempi di Marrazzo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8625484301899571403?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8625484301899571403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8625484301899571403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/microspie-alla-regione-lazio-il-giallo.html' title='Microspie alla Regione Lazio, il giallo delle date'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3182395882876426747</id><published>2011-04-15T14:12:00.000-07:00</published><updated>2011-04-15T14:14:38.603-07:00</updated><title type='text'>ora siamo quasi un paradiso</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ecco, ora l'Italia ha davvero risolto i suoi problemi. I giovani senza lavoro, i meno giovani con un lavoro precario da 800 euro al mese, i cassintegrati, gli anziani con una pensione risicata e i soldi per le medicine che non bastano mai, i pazienti in fila nei pronto soccorso affollati dove devi aspettare una vita, gli imprenditori taglieggiati dalla mafia, la gente dei territori controllati dalla criminalità, gli operai che protestano perché rischiano il posto salendo sulle impalcature, gli stessi immigrati che la chiedevano non appena su un barcone riuscivano ad approdare a Lampedusa, tutti i concorrenti del Grande Fratello, i tronisti di Uomini e donne, gli ospiti delle urlanti litigate a Pomeriggio 5, i figuranti di Forum, quelli che accolgono il premier a Matrix dicendo «lei ci ha portato la luce», le pupe e i secchioni: tutti la invocavano, c'era un intero Paese ad attenderla con ansia e che oggi si considera migliore, rinfrancato, quasi un paradiso. Finalmente c'è: la prescrizione breve. Strano, non si sentono i clacson delle auto per strada che festeggiano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3182395882876426747?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3182395882876426747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3182395882876426747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/ora-siamo-quasi-un-paradiso.html' title='ora siamo quasi un paradiso'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8023996661699197066</id><published>2011-04-02T23:37:00.000-07:00</published><updated>2011-04-02T23:37:37.624-07:00</updated><title type='text'>Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.libriconsigliati.it/2010/09/johnny-nuovo-di-mauro-evangelisti/"&gt;Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8023996661699197066?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.libriconsigliati.it/2010/09/johnny-nuovo-di-mauro-evangelisti/' title='Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8023996661699197066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8023996661699197066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/johnny-nuovo-di-mauro-evangelisti.html' title='Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8007059197024828267</id><published>2011-04-02T11:13:00.001-07:00</published><updated>2011-04-02T11:13:52.153-07:00</updated><title type='text'>veri pesci d'aprile</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it &lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI &lt;br /&gt;Uno vorrebbe inventarsi una finta notizia gagliarda per il primo aprile. Tipo che un ministro dalla voce profonda ha detto vaffa al presidente della Camera che un tempo era suo fraterno amico. No, una meglio: tipo che mentre c'è la guerra e l'emergenza Lampedusa tre ministri lasciano in tutta fretta la riunione di Governo per correre a votare un verbale e che poi uno di loro perde le staffe e tira la tessere contro i deputati perché non ha fatto in tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari potremmo dire che un onorevole - onorevole? - ha pensato bene di insultare pesantemente una parlamentare della fazione opposta perché è disabile. O, ancora, che a Lampedusa dove pure ci sono parecchi casini è stato promesso che aprirà il casinò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, ecco una finta notizia geniale: scriviamo che a Forum addirittura hanno chiamato una falsa terremotata per dire che adesso all'Aquila tutti hanno la casa con giardino, fiorellini e gnometti. Anzi: una ancora più bella, una telenovela con la ministra che se la intende con un capogruppo di un partito non più amico. Ecco, sarebbero state tutte idee divertenti per il primo aprile. Solo che sono notizie vere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8007059197024828267?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8007059197024828267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8007059197024828267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/veri-pesci-daprile.html' title='veri pesci d&apos;aprile'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7541358002605999112</id><published>2011-04-02T11:12:00.001-07:00</published><updated>2011-04-02T11:12:54.005-07:00</updated><title type='text'>la tv fatta a pezzi</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Provate a pensarci: negli ultimi mesi è molto probabile che le sequenze più interessanti della tv - quelle che più vi hanno fatto riflettere, scosso, divertito, fatto discutere - non le abbiate viste in tv. La tv senza la tv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ministro che ogni tanto manda a quel paese qualcuno, un premier che bacia la mano a un dittatore nordafricano, un finto terremotato che sperimenta il processo breve di Forum, il finale pazzesco di una partita di basket con il telecronista spagnolo che perde la voce, le parodie geniali delle canzoni di Elio, la gaffe della giornalista di un tg, la bestemmia in un reality, il trans dalla doppia voce di un talent show asiatico, Benigni al festival, l'intervista al vostro scrittore preferito, il monologo del comico che vi fa più ridere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono prodotti della tv a cui però sempre più spesso arriviamo seguendo le scorciatoie frammentate e concentrate di Youtube, rilanciati da un amico su Facebook, da qualche sito di informazione, dal tam tam della rete. Viene da chiedersi, ovviamente con un'esagerazione: i programmi, per intero, dall'inizio alla fine, salvo qualche partita di calcio, salvo i bambini e gli anziani, li guarda ancora qualcuno?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7541358002605999112?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7541358002605999112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7541358002605999112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/la-tv-fatta-pezzi.html' title='la tv fatta a pezzi'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-9101766841505028141</id><published>2011-04-02T11:10:00.000-07:00</published><updated>2011-04-02T11:11:49.578-07:00</updated><title type='text'>ospedali e privilegi dei politici</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Certo, uno teme di ritrovarsi senza volerlo nel terreno scivoloso del qualunquismo, di finire con frasette di circostanza «è tutto uno schifo, intanto sono tutti uguali». Poi, però, quando metti in fila certe notizie ripensi sempre alla signora di 83 anni che deve aspettare chissà quanto per la terapia del dolore perché all’ospedale San Giovanni di Roma è stato ridotto il reparto causa tagli alla sanità del Lazio. &lt;br /&gt;Ripensi anche alle centinaia di persone ogni giorno in fila ai pronto soccorso e ai consiglieri regionali del Lazio che si sono inventati altre quattro commissioni, per arrivare a quota venti, spendere altri cinque milioni di euro senza spiegare perché, in Lombardia, di commissioni ne bastano dieci. &lt;br /&gt;Certo, in Emilia-Romagna hanno deciso di eliminare i vitalizi, ma perché dovremmo farlo anche nel Lazio? Bene, in queste ore nuovi fuochi d’artificio in Campidoglio, grande festa perché il governo vara un decreto per consentire di allargare a quindici la giunta di Roma Capitale, 12 assessori per carità non bastano a soddisfare tutti gli appetiti, le correnti e i possibili nuovi alleati. &lt;br /&gt;Poco importa se tre assessori in più andranno pagati (e non poco) così come costerà l’allargamento del consiglio comunale a 60. Pensi anche a questo mentre rischi di cadere con lo scooter nei crateri che funestano le strade più importanti di Roma, non ci sono i soldi per ripararle. Ma in fondo non siamo qualunquisti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-9101766841505028141?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/9101766841505028141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/9101766841505028141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/04/ospedali-e-privilegi-dei-politici.html' title='ospedali e privilegi dei politici'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5173995223038108248</id><published>2011-03-17T07:08:00.000-07:00</published><updated>2011-03-17T07:09:11.388-07:00</updated><title type='text'>hereafter. tsunami. giappone</title><content type='html'>copia e incolla dal messaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Tsunami. Il bellissimo film di Clint Eastwood "Hereafter", prodotto prima dell'immane tragedia che ha travolto il Giappone, racconta una storia che riflette su un tema eterno eppure così spesso volutamente e umanamente dimenticato, rimosso da ognuno di noi: il rapporto fra l'uomo e la morte, fra il prima e il dopo, se ci sarà un dopo. E quel film inizia mostrando l'effetto improvviso, inarrestabile, impensabile di uno tsunami, quello del sud-est asiatico del 2004. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le immagini di Eastwood, della ricostruzione della finzione sono molto simili a quelle della realtà che decine di videocamere e telefonini hanno ripreso in Giappone e che ogni giorno rivediamo. Le immagini della realtà nella loro macabra e triste spettacolarità andrebbero sempre incrociate con i numeri, con la contabilità delle persone - cinquemila, diecimila - che lo tsunami ha travolto e ucciso. Cinquemila, diecimila vite, cinquemila, diecimila quotidianità, sogni, speranze, frustrazioni, felicità per un amore o un figlio appena nato, meschine delusioni per una promozione non ottenuta, un'automobile più brutta di quella del vicino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto spazzato via dalla forza dello tsunami, ancora più devastante di quella del terremoto, che mostra quanto siano fragili la vita, le vite, le felicità e gli affanni con cui ogni giorno ci confrontiamo pensandoli eterni, importanti, decisivi. Ci resta l'immagine, fra le tante, di una ragazzina che piange seduta su una collina di detriti, nel cuore della distruzione dello tsunami, con il viso coperto dalle mani per celare le lacrime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5173995223038108248?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5173995223038108248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5173995223038108248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/03/hereafter-tsunami-giappone.html' title='hereafter. tsunami. giappone'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8392315365619518606</id><published>2011-03-11T23:00:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T23:02:48.429-08:00</updated><title type='text'>Chiedimi l'amicizia (fra tre mesi)</title><content type='html'>Chiedimi l'amicizia, comincia il conto alla rovescia...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8392315365619518606?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8392315365619518606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8392315365619518606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/03/chiedimi-lamicizia-fra-tre-mesi.html' title='Chiedimi l&apos;amicizia (fra tre mesi)'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5145251968289383571</id><published>2011-02-24T08:30:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T08:31:27.038-08:00</updated><title type='text'>pazienti in barella, più soldi ai consiglieri regionali. Lazio</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;L'altro giorno una signora romana di 70 anni, con problemi di salute, ha telefonato al Messaggero per raccontare che il medico le aveva consigliato un esame, un'ecografia renale, ma al centro prenotazioni le avevano detto che c'era posto solo fra sette mesi. Tre settimane fa in un grande ospedale del quadrante est di Roma è stato battuto il record di pazienti parcheggiati sulle barelle nel pronto soccorso, anche per cinque giorni, perché i reparti sono pieni: erano 73. Negli altri ospedali romani la situazione è molto simile. L'altro giorno un bambino, in lista da mesi per un delicato intervento chirurgico in un altro grande ospedale romano, non è stato operato e dovrà aspettare chissà quanto: visto che c'è l'affollamento dei pronto soccorso e servono posti nei reparti, i ricoveri programmati, come quelli per un intervento, sono stati contingentati dalla Regione. Questa mattina il consiglio regionale del Lazio istituirà quattro nuove commissioni, che si aggiungono alle 16 già esistenti, almeno il doppio di qualsiasi altra regione. Ogni presidente di commissione guadagna 1.500 euro in più, ha uno staff e può usare l'auto blu, poi ci sono due vicepresidenti che guadagnano 650 euro in più. Sono soldi che si aggiungono al "normale stipendio" da 10.000 euro da consigliere regionale. Tutti i partiti, di maggioranza e di minoranza, hanno detto sì a queste nuove commissioni che, secondo i Radicali (che si sono opposti), costeranno circa cinque milioni di euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5145251968289383571?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5145251968289383571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5145251968289383571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/02/pazienti-in-barella-piu-soldi-ai.html' title='pazienti in barella, più soldi ai consiglieri regionali. Lazio'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7119701849588506538</id><published>2011-02-17T04:34:00.000-08:00</published><updated>2011-02-17T04:35:21.712-08:00</updated><title type='text'>libertini e libertari</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Per dimostrare che anche nel centro sinistra ci sono dei birbaccioni che fanno cosacce e che quindi non bisogna guardare solo nella villa rubyconda del re nudo, l’altro giorno è stato chiamato in causa il leader emergente Vendola. La rivelazione era stupefacente: pensate che da giovane Vendola - che ardire - è andato in una spiaggia nudista. Wow. E il giovane Vendola in una spiaggia nudista - che originale - si è messo nudo. Ma pensa. Ora che si avvicina il giorno del giudizio si attendono nuove imbarazzanti e strabilianti rivelazioni su quei moralisti del centro sinistra. 1. Foto di Franceschini che una volta, nel 1984, andò allo spuma party dell’Amnesia a Ibiza; 2. Testimonianza sul giovane Zingaretti che in un’edicola sulla Prenestina sbirciò una copia del fumetto porno Lando; 3. Video in cui si vede chiaramente Bersani bere tre bicchieri di Limoncello a fine pasto senza reggerli. E poi, ovviamente, un ripasso del caso Marrazzo che non fai male. Ah, già: però lui si era dimesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7119701849588506538?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7119701849588506538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7119701849588506538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/02/libertini-e-libertari.html' title='libertini e libertari'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1277967227734608109</id><published>2011-02-17T04:32:00.000-08:00</published><updated>2011-02-17T04:33:22.413-08:00</updated><title type='text'>le lacrime di roma</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;C'era un accampamento abusivo all'inizio del percorso di Gianni Alemanno, c'è un accampamento abusivo nella sua fase più difficile da quando è sindaco di Roma. Il primo era quello a ridosso dalla stazione di Tor di Quinto, da cui partì l'assassino di Giovanna Reggiani, l'ultimo è quel pugno di baracche sull'Appia Nuova dove un rogo ha ucciso quattro bambini rom. All'inizio del filo c'era la facilità con cui si possono lanciare accuse, critiche anche giuste, proclami a sprazzi spendibili solo grazie a una certa tolleranza romana alle sparate (dove un candidato a sindaco potrebbe promettere l'allontanamento di 20.000 immigrati?). La realtà purtroppo è molto più complessa dei proclami elettorali, il fenomeno dell'immigrazione, dell'emarginazione, della povertà, dell'integrazione è problema più articolato di uno slogan scritto su un manifesto. Quella maledetta domenica Gianni Alemanno, guardando i quattro carpi dei bimbi morti nel rogo sull'Appia Nuova, era un uomo realmente scosso nel profondo, sentiva con sincerità il peso del dolore e della sofferenza. Ora appare più solo ed è un'immagine simbolica quella del ministro leghista Maroni che sembra abbandonarlo. Lasci alle spalle la vasta gamma di proclami-progetti-scivoloni maldestri - gli spot dell'esercito per strada, il tempo perso per il gran premio fantasma, la promessa di spostare la teca dell'Ara Pacis, la parentopoli dei bus, l'azzeramento della giunta di cui ha parlato e sorriso tutta Italia. Alemanno ha di fronte una sfida: dare una vera svolta alla legislatura, fare quelle cose - concrete - che stavano alla base della sua vittoria elettorale. Perché qualcuno prima o poi non dica: Veltroni buttava i soldi nella Notte bianca, ma almeno quella la faceva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1277967227734608109?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1277967227734608109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1277967227734608109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/02/le-lacrime-di-roma.html' title='le lacrime di roma'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6340754926698784846</id><published>2011-01-27T01:32:00.000-08:00</published><updated>2011-01-27T01:34:38.462-08:00</updated><title type='text'>l'importanza di dare il giusto peso alle cose della vita</title><content type='html'>Copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;E poi c'è l'amore vero, o almeno quello che pensiamo sia tale quando siamo molto giovani. Che a volte si trasforma in amore folle nel senso che fa commettere follie. La notizia è della settimana scorsa: un ragazzo romano di 23 anni, uno come tanti, è morto a causa di gravissime ustioni dopo che aveva tentato di dare a fuoco la sua automobile. Perché voleva bruciare la sua Golf? Voleva dimostrare alla fidanzata quanto l'amasse, farsi perdonare un tradimento. Una follia, certo, a volte succede quando si ha poco più di vent'anni. E una cosa bisognerebbe insegnare a scuola, ai ragazzi (ma a volte anche agli adulti, a quei mariti che si uccidono o uccidono disperati per un addio): che quasi mai il dolore di una relazione finita a 20 anni è per sempre, che una delusione d'amore che a volte ci sembra una montagna che ci sta crollando addosso fra sei mesi si sarà già annacquata, fra due anni penseremo ad altro, quando avremo 40 anni ci guarderemo indietro e ricorderemo quella delusione perfino con nostalgia e tenerezza. Vale per tutto: per la ragazza che a 20 anni ti lascia, per l'esame andato male, per un litigio o gli insulti di qualche bullo. Per cui non vale mai la pena fare cose irreperabili, tanto più quando si hanno 20 anni. Questo, in fondo, bisognerebbe insegnare a scuola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6340754926698784846?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6340754926698784846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6340754926698784846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/01/limportanza-di-dare-il-giusto-peso-alle.html' title='l&apos;importanza di dare il giusto peso alle cose della vita'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-306511037884007858</id><published>2011-01-20T01:55:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T01:57:52.324-08:00</updated><title type='text'>Quando si avvicinano i titoli di coda</title><content type='html'>Copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Cosa ci tiene legati alla vita? Cosa ci spinge a restare aggrappati agli impegni quotidiani anche quando la fine del nostro percorso rischia di avvicinarsi? Pensiamo a Steve Jobs. A un mese dal suo cinquantaseiseimo compleanno, annuncia che dovrà sospendere la sua attività per ragioni di salute. Non è la prima volta: era già successo quando gli diagnosticarono un tumore al pancreas e, successivamente, quando fu sottoposto al trapianto del fegato. Ogni volta è tornato, ogni volta ha stupito il mondo con i nuovi prodotti Apple. Jobs non ha problemi di soldi, non deve lavorare per arrivare a fine mese, non deve dimostrare più nulla perché i gradini più alti della scala del successo li ha raggiunti. Domanda: perché non pensa solo alla sua salute? Cosa lo spinge - fino a quando è possibile - a continuare a guidare l’azienda che ha creato? La risposta più scontata: quell’impegno stesso e il lancio di nuovi prodotti che lasciano un segno, sono essi stessi il modo per restare aggrappato alla vita. E’ lo stesso motivo, in fondo, per cui assistiamo a battaglie furibonde per il potere fra settantenni-ottantenni in politica o in economia. Ti domandi: ma perché lo fanno? In fondo, non potranno godersi il frutto di questa furibonde battaglie. Un modo per restare aggrappati alla vita. Un po’ come lo è, in fondo, a 75 anni suonati difendere ferocemente, sfidando il ridicolo, l’illusione della conquista femminile disinteressata, dell’ebbrezza della festa con le belle donne, dell’estasi degli eccessi. Ingiustificabile, deprimente e censurabile per tanti versi, perfino il bunga-bunga ha il soffio della tragedia umana, della paura della fine, con cui tutti noi prima o poi dovremo fare i conti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-306511037884007858?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/306511037884007858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/306511037884007858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/01/quando-si-avvicinano-i-titoli-di-coda.html' title='Quando si avvicinano i titoli di coda'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7679082426628805719</id><published>2011-01-05T06:09:00.000-08:00</published><updated>2011-01-05T06:12:35.816-08:00</updated><title type='text'>addio 10, vediamo 11</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Ciao a un anno scuro, ben sintetizzato dalla figuraccia wakawakiana della Nazionale ai Mondiali che ormai già ci sembrano preistoria. E’ stato un 2010 degli addii a molti grandi. Solo alcuni esempi: &lt;br /&gt;abbiamo salutato l’ironia e il genio di chi aveva saputo interpretare il grande cinema italiano, Mario Monicelli; abbiamo visto andarsene, uno dopo l’altro come succede nelle grandi storie d’amore, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini: si sono portati via tanti ricordi di chi è cresciuto con la televisione in biancoenero e senza neppure un barlume di cosa sarebbe stato internet. Quella televisione in biancoenero aveva visto protagonista, anche tragico, un altro che se ne è andato nel 2010, Francesco Cossiga. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come un gioco di specchi, la coda dell’anno sarà ricordata per quelle schegge che sembrano venute dal passato: una manifestazione violenta degli studenti con le auto in fiamme a piazza del Popolo e le cariche della polizia; le bombe finte e vere; il veleno che scorre copioso sulla scena politica anche sfidando il ridicolo; l’alta tensione nei posti di lavoro, dove si dividono i sindacati e dove si guarda con preoccupazione rinnovata al futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre più depressi, ci consoliamo ricurvi sui nostri smartphone o sugli iPad, ci rifugiamo nei territori fugaci di qualche folle ”app” (applicazione), del social network, delle chat. Il 2010 sarà ricordato con piacere solo per le gioie della vita privata (per i più fortunati), ma per il resto non è un anno memorabile. E a quasi 17 anni da quella sorridente promessa, ora se ne può prendere atto: no, il nuovo miracolo italiano non c’è stato. Sarà per un’altra volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7679082426628805719?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7679082426628805719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7679082426628805719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2011/01/addio-10-vediamo-11.html' title='addio 10, vediamo 11'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8770284040798943825</id><published>2010-12-26T12:07:00.000-08:00</published><updated>2010-12-26T12:08:14.527-08:00</updated><title type='text'>i nuovi mostri su youtube</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Bravi gli studenti che ieri hanno protestato e, con rare eccezioni, hanno fatto prevalere la fantasia sulla violenza dopo la vergogna del martedì nero. Al loro posto, però, avremmo ideato una forma di contestazione più efficace: schermi al plasma ovunque, collegati a Youtube e filmati a ripetizione. Il primo con un (ex) esponente dell'opposizione, il mitico Scilipoti che si sfoga in radio con rara moderazione; il secondo con l'isteria al potere della vicepresidente del Senato - vicepresidente del Senato, ripetiamo- la leghista Rosi Mauro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo con Gasparri che prima si è fatto intervistare pure da Raiyoyo per teorizzare la necessità degli arresti preventivi, poi ha fatto sapere di essere stato male interpretato. Il quarto con la pd FInocchiaro che non ha contato fino a dieci prima di parlare di infiltrazioni che se dimostrate sarebbero state una cosa molto seria. Il quinto con Alessio VInci, conduttore di Matrix, che nella tv di Berlusconi presenta Berlusconi con sobrietà ciennenniana: "Oggi è stato il giorno più buio, c'è Silvio Berlusconi a portarci un po' di luce " ( ha detto proprio così, non è un'esagerazione, andatevelo a vedere su Youtube, deve essere lo stile Cnn). Bene, vicino a questi video enormi striscioni con scritto "ma che colpa abbiamo noi": perché se c'è una generazione che deve preoccupare, beh, non è quella che oggi va alle superiori o all'università.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8770284040798943825?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8770284040798943825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8770284040798943825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/i-nuovi-mostri-su-youtube.html' title='i nuovi mostri su youtube'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7035258151137762464</id><published>2010-12-16T11:34:00.001-08:00</published><updated>2010-12-16T11:34:56.140-08:00</updated><title type='text'>la sfiducia nella rivolta</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;La violenza folle, inutile e pericolosa che ha travolto Roma martedì non può essere giustificata in alcun modo. Non c’è possibilità di dialogo con i violenti che hanno bruciato automobili di gente che non c’entrava nulla, sfasciato vetrine, rischiato di fare molto male agli agenti delle forze dell’ordine, a passanti, a commercianti, a turisti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con altrettanta preoccupazione va valutato il fatto che una parte dei ragazzi normali, pacifici, che hanno partecipato al corteo, hanno seguito i violenti e insultato le forze dell’ordine. E lasciamo perdere il gioco stucchevole della caccia all’infiltrato (nel senso di agente provocatore) visto che chiunque si trovasse in piazza del Popolo o in via del Corso ha visto che la violenza non era di pochi, non era della maggioranza dei ragazzi, ma era comunque di una parte consistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo premesso e riscritto dieci volte, un’altra riflessione va fatta: a questi ragazzi, alla parte sana del movimento, forse andrebbero dati anche buoni esempi e modelli, non solo manganellate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tralasciando il passato tumultuoso negli anni Settanta di quei politici che oggi si scandalizzano contro gli scontri, forse sarebbe anche utile offrire cartoline alternative ai bunga bunga, alla compravendita dei voti in Senato, ai partiti della minoranza spaccati e impegnati a frantumarsi. Salviamoci pure la coscienza dicendo che è demagogia, che è qualunquismo, ma va detto: ai ragazzi che sanno ascoltare forse bisognerebbe offrire sogni migliori di un posto all’Atac se sei parente di&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7035258151137762464?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7035258151137762464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7035258151137762464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/la-sfiducia-nella-rivolta.html' title='la sfiducia nella rivolta'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-129885084675247828</id><published>2010-12-10T05:52:00.000-08:00</published><updated>2010-12-10T05:53:01.049-08:00</updated><title type='text'>johnny nuovo, intervista su mangialibri</title><content type='html'>copia e incolla da mangialibri.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Articolo di: Lorenzo Strisciullo&lt;br /&gt;Il primo contatto tra me e Mauro è avvenuto su Facebook, dove si parlava, tra le altre cose, della dura realtà del mondo del giornalismo. Un ambiente che lui conosce bene perché è un cronista de “Il Messaggero”. Dopo aver pubblicato tre libri-reportage Evangelisti, classe ’67, ha fatto il suo esordio nella narrativa con un romanzo che nel settembre 2010 gli è valso il Premio Carver. Un bel personaggio, insomma, e Mangialibri non poteva certo perdere l’occasione di conoscerlo di persona.&lt;br /&gt;Hai vinto il premio Carver 2010 con il tuo Johnny Nuovo. Una bella soddisfazione...&lt;br /&gt;Quando scrivi un romanzo non sai se davvero qualcuno ti prenderà sul serio, leggerà fino alla fine la storia. Questo valeva con molta forza per me che ero al mio primo romanzo. Sapere che una giuria, fra centinaia di libri, ha scelto proprio il mio romanzo rappresenta una soddisfazione inattesa e una sorta di legittimazione. Poi, certo, il fatto che il premio sia dedicato a Carver rende la cosa più bella. Sarà un caso, ma ora sono alle prese con dei racconti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Johnny Nuovo è la storia di uno strano “esperimento” sociologico. Come è nata l’idea di chiudere un bambino in una stanza e farlo crescere al di fuori del mondo, o meglio, all’interno di un mondo costruito?&lt;br /&gt;A volte inseguiamo i nostri pensieri, la nostra immaginazione, ci domandiamo: cosa succederebbe se... Ecco, Johnny Nuovo all'inizio degli anni 2000 nacque proprio così, inseguendo un pensiero, un’ipotesi di fantasia. Qualche anno dopo alcuni drammatici fatti di cronaca hanno proposto all'attenzione storie simili a quella dell'esperimento di K. Come dire che a volte la fantasia anticipa drammaticamente la realtà. Per scelta però la storia di K non è quella di un maniaco o di un sadico. K ha una personalità forse impalpabile, che non rientra in uno schema tradizionale. La sfida della storia era anche questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tuo romanzo mi ricorda la pellicola coreana “Old boy”, in cui un uomo viene rinchiuso in una stanza per quindici anni. Sei stato influenzato da film o libri del genere?&lt;br /&gt;Onestamente non penso di essere stato influenzato né da altre opere di fantasia, né da fatti reali. Piuttosto all'inizio degli anni 2000 prendeva corpo una società sempre più sorvegliata, controllata dalle telecamere, ognuno di noi, di fatto, è al centro di un esperimento. Va ricordato, anche se non è l'elemento che colpisce maggiormente il lettore forse perché a questo siamo quasi abituati, che il ragazzo cresce nella stanza controllato costantemente dalle telecamere installate da K.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il protagonista di Johnny Nuovo si chiama K, come i personaggi dei romanzi di Kafka Il castello e Il processo. Un caso?&lt;br /&gt;In realtà la scelta del nome di K è più casuale, meno affascinante. Quando scrivevo non sapevo come chiamare il protagonista, come rappresentare la sua personalità così forte con un nome, per cui per convenzione scrivevo K per poi decidere un nome alla fine. Quando ho riletto il romanzo mi sono accorto che K funzionava e non l'ho più cambiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è nelle pagine del tuo romanzo una sorta di critica alla società moderna?&lt;br /&gt;Cerco di fare un'analisi scarna e senza fronzoli più che alla società ai vari personaggi e alle loro debolezze, che poi sono le debolezze di ognuno di noi. Senza dare giudizi. Poi, ripensandoci su anche alla luce dei commenti di chi ha letto il libro, alcuni elementi del romanzo portano anche ad alcuni riflessioni: c'è chi osserva che K, come avviene nelle famiglie di oggi, tenta, in modo estremo, di proteggere il ragazzino, Johnny. Di evitargli dolore e sofferenza. Altri sottolineano il tema della manipolazione, anche questo di evidente attualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa c’è scritto sul tuo biglietto da visita: giornalista o scrittore?&lt;br /&gt;C'è scritto, in grande, giornalista. E molto, molto piccolo anche scrittore. Speriamo che la definizione giornalista resti, ma che prenda consistenza anche la seconda. Scrittore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-129885084675247828?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/129885084675247828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/129885084675247828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/johnny-nuovo-intervista-su-mangialibri.html' title='johnny nuovo, intervista su mangialibri'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6446745500290370201</id><published>2010-12-09T09:22:00.000-08:00</published><updated>2010-12-09T09:23:30.687-08:00</updated><title type='text'>roma, parentopoli e i figli di</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;«Come funziona? 45 per cento al Pdl, 20 per cento ai sindacati, un po’ anche all’opposizione... E’ normale. Come pensate che facesse chi c’era prima?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari non è vero niente. Non è vero che vi siano le fette della torta decise a tavolino per le assunzioni a chiamata diretta; magari è solo una sparata a tavola dopo un bicchiere di vino; magari sono solo coincidenze che fra gli assunti a chiamata diretta dell’Atac, ma anche dell’Ama, vi siano tanti cognomi conosciuti, tante segretarie di, tante fidanzate di, tanti parenti di (meglio non usare la formula figlio di). Vero, forse nel calderone spesso si mette anche chi non c’entra, chi un posto di lavoro lo aveva anche prima dei mutati equilibri politici, chi in fondo è un minuscolo privilegiato da 1.200 euro al mese. Però la storia della parentopoli delle municipalizzate romane una lezione la offre e vale oltre qualsiasi colore politico: ogni rivoluzione, ogni rinnovamento, ogni grande cambiamento si ferma sempre quando si arriva alla casella dei posti di lavoro da distribuire, del logoro tengo famiglia (o anche moglie, amante, fidanzata). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Forse con amanti e parenti si è esagerato, ma comunque è normale che cerchi di aiutare chi ti ha aiutato in campagna elettorale». Normale? E chi non ha mai avuto legami politici nè a destra nè a sinistra deve adattarsi alla disoccupazione? Ma soprattutto: se i bilanci fossero splendenti, vabbè, si potrebbe pure accettare, ma il problema è che con il «così fan tutti» i bilanci sono uno sprofondo rosso pauroso, gli autobus non sono un esempio di efficienza scandinava e il cittadino senza santi né in paradiso né in sezione si attacca al tram.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6446745500290370201?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6446745500290370201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6446745500290370201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/roma-parentopoli-e-i-figli-di.html' title='roma, parentopoli e i figli di'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2747528268625123739</id><published>2010-12-03T07:16:00.001-08:00</published><updated>2010-12-03T07:16:57.214-08:00</updated><title type='text'>mangialibri e johnny nuovo</title><content type='html'>copia e incolla da mangialibri.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Johnny Nuovo&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Romanzo&lt;br /&gt;CartaCanta&lt;br /&gt;2010&lt;br /&gt;Articolo di: Lorenzo Strisciullo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;K ha un matrimonio fallito alle spalle e dopo aver girato tutto il mondo fa ritorno al suo paese perché il padre è morto. Quando era piccolo il padre di K, rientrando a casa, ha trovato la moglie a letto con un altro uomo. Non ha esitato. Ha preso una pistola e ha fatto fuoco. Prima sull’uomo, poi sulla moglie. Il padre di K è uno stimato ingegnere ed è riuscito ad insabbiare la storia. K non sa la verità e non la saprà mai. Dopo la morte del padre K decide di volere un bambino. Per questo, dopo aver girato alcuni paesi, trova una ragazza disposta a vendergli il suo. Dopo alcuni giorni il bambino muore. Per caso K s’imbatte in Lea, una prostituta in fuga dal suo protettore. Lea è incinta e K la porta a casa sua: la aiuterà a partorire. Ma Lea muore durante il parto e il bambino si salva. K decide di tenerlo e fa costruire sotto la sua villa una grande stanza delle dimensioni di un campo di calcio, senza finestre ma con la luce artificiale, niente televisore né elettrodomestici. Il bambino dovrà crescere in questa stanza senza sapere che fuori esiste il mondo. L’unica porta darà sulla stanza di K e il bambino non potrà mai oltrepassarla. L’unico riferimento per il bambino sarà lui: K…&lt;br /&gt;Nel 1998 in The Truman Show Jim Carrey interpretava Truman Burbank, un trentenne che ignorava che la sua esistenza fosse al centro dello spettacolo televisivo incentrato sulla sua stessa vita, ripresa in diretta sin dalla sua nascita. Truman viveva su un isolotto ricostruito all’interno di un enorme studio televisivo dove tutti erano attori e recitavano un ruolo nella sua vita. Ancora più atroce è l’esperimento del signor K, psicopatico protagonista di Johnny Nuovo, primo romanzo del giornalista de Il Messaggero Mauro Evangelisti, vincitore del Premio Carver per la narrativa 2010. La vicenda che viene raccontata si muove intorno a nuclei narrativi semplici e di stampo cronachistico, sviluppati su piani temporali differenti. Si parte con il passato del signor K e dai suoi traumi esistenziali che scatenano in lui una voglia folle e innaturale: prendere un essere umano, collocarlo in uno spazio delimitato e plasmarlo. Sta proprio qui la chiave di lettura di Johnny Nuovo, il plasmare a proprio piacimento un individuo, fallo crescere seguendo i propri istinti, non spiegargli il concetto di mondo, morte, inizio e fine. Solo la vita. Anzi due. Quella del signor K, creatore di un personalissimo reality-show, e quella del ragazzo, ignaro protagonista di un gioco perverso. Ma l’uomo vive di scoperte e di rinascite. E quando il ragazzo si accorgerà dell’esistenza di un “fuori”, di una realtà esterna, sarà pronto a vivere la propria rinascita e presentarsi al mondo con un nome e un cognome: Johnny Nuovo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2747528268625123739?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2747528268625123739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2747528268625123739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/mangialibri-e-johnny-nuovo.html' title='mangialibri e johnny nuovo'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5812393191743534678</id><published>2010-12-02T10:26:00.000-08:00</published><updated>2010-12-02T10:27:12.918-08:00</updated><title type='text'>il mondo in tasca</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;La portabilità della tecnologia ci mantiene vicini a chi è lontano ma - a volte - ci allontana da chi ci è vicino. Ci lega a una massa d'informazioni sul mondo, ma - a volte - ci distacca dal nostro mondo. Fateci caso: in una cena al ristorante vedrete sempre qualcuno ricurvo sul suo cellulare che non conversa con gli altri. Una compagnia telefonica asiatica su questo tema ha realizzato uno spot molto efficace: mostra varie situazioni - un pranzo in famiglia, un viaggio di un gruppo di amici, un padre con i suoi figli, una coppia di fidanzati - in cui il protagonista è concentrato sul suo smartphone e chi è attorno a lui, anche gli affetti più cari, scompare, restano solo i vestiti senza il corpo dentro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dire: usate con moderazione altrimenti perdete il mondo reale. E' un po' come gli spot degli alcolici che, per essere politicamente corretti, ci invitano comunque a bere in modo responsabile. Fra smartphone, tablet, netbook, caccia all'ultima applicazione ma anche semplici cellulari da 150 euro, la nostra tecnologica coperta di Linus ci aiuta a lavorare quando siamo in giro o vincere la noia nei tempi morti ma a volte ci fa alzare degli steccati di cui neppure ci accorgiamo. E se una volta erano solo i quindicenni a fare arrabbiare i genitori perché a tavola continuavano a mandare sms invece di conversare, oggi il fenomeno dell'auto isolamento vale per tutte le età.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5812393191743534678?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5812393191743534678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5812393191743534678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/il-mondo-in-tasca.html' title='il mondo in tasca'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6790084171190092004</id><published>2010-12-02T10:25:00.000-08:00</published><updated>2010-12-02T10:26:13.042-08:00</updated><title type='text'>wiki wiki</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;                        &lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;C'erano una volta i Beatles e i Rolling Stones, oggi ci sono Zuckerberg, Assange e Steve Jobs. Andiamo per ordine. Il film del momento ha come protagonista Mark Zuckerberg, il ventiseienne che ha inventato Facebook. L'uomo del giorno, anche il più ricercato, è Julian Assange, giornalista australiano, anima del sito Wikileaks, che sta facendo tremare le basi su cui si poggia il precario equilibrio del mondo moderno. Larry Page e Sergey Brin con Google hanno creato uno straordinario strumento di rinnovamento ma anche di potere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra quelli della vecchia guardia, Steve Jobs ogni qual volta decide di presentare un nuovo prodotto, che magari è solo la versione più gradevole e ruffiana di cose già esistenti, alimenta come nessun altro aspettative e file davanti ai suoi store. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, con caratteristiche differenti, sono loro le nuove star globali, un tempo erano i Beatles e i Rolling Stones, ora a muovere l'attenzione delle masse sono coloro che svolgono un ruolo da protagonista nel territorio della tecnologia e della rete. E anche la volenterosa Lady Gaga stenta a reggere la concorrenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6790084171190092004?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6790084171190092004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6790084171190092004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/12/wiki-wiki.html' title='wiki wiki'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3113899556555841116</id><published>2010-11-11T05:05:00.001-08:00</published><updated>2010-11-11T05:05:56.284-08:00</updated><title type='text'>il bunga bunga del mulinobianco</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Nei giorni del bunga bunga fa sorridere questo gran parlare di «valori della famiglia»; nell’era delle feste con ragazze e ragazzine sarebbe troppo facile ironizzare su questi richiami alla famiglia - embè - che, per carità, come precisava ieri un importante esponente del Pdl laziale, deve essere «l’unione stabile fra un uomo ed una donna fondata sul matrimonio»; questo annunciare aiuti alle famiglie più bisognose, purché siano composte da coniugi che abbiano figli, stride con i racconti sui fiumi di migliaia di euro che con tanta facilità bagnano queste feste e le ragazze festeggianti. Va bene, è demagogia, fermiamoci qui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che colpisce in questa insistenza sul modello unico di famiglia da aiutare - quella mulinobianco come se la vita non fosse un filo più complicata - è constatare che non si parla mai delle ragazze madri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giustissimo aiutare la famiglia in difficoltà fatta da marito, moglie e tanti figli. Ma non c’è solo questo. E la ragazza che ha avuto la forza di non abortire e stringe i denti per tirare su il figlio nel migliore modo possibile? No, a noi interessa solo il mulinobianco che rispetti - embè - i valori d’ordinanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo ci si dimentica magari della famiglia fatta da una vedova che con una pensione eroicamente si batte per consentire al figlio di terminare l’università, o dall’operaio che abita con i genitori anziani e si sbatte per aiutarli a condurre una vita dignitosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basterebbe tutto questo, anche volendosi dimenticare i diritti delle unioni di fatto, per urlare che siamo un po’ stufi della politica dei bunga bunga, dei miliardari lontani dalla vita reale e degli irreali mulinibianchi. La vita non è un film, è più complicata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3113899556555841116?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3113899556555841116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3113899556555841116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/11/il-bunga-bunga-del-mulinobianco.html' title='il bunga bunga del mulinobianco'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7470367149865642810</id><published>2010-11-04T10:29:00.000-07:00</published><updated>2010-11-04T10:30:03.464-07:00</updated><title type='text'>tu mi ruby l'anima</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Cosa vuoi fare da grande? Voglio andare alle feste del bunga bunga e guadagnare molti soldi. Ci sono giovani che ogni giorno studiano, lavorano, progettano, faticano, fanno i camerieri per pagarsi gli studi, preparano il loro futuro, coltivano un talento, provano a scrivere un romanzo, a diventare cantanti, attori, giornalisti, imparano a riparare un'auto o a fare bene le parrucchiere. Meriterebbero più attenzione di quanto ne sta ottenendo Ruby. L'altro giorno, in un'intervista, il padre (quello vero, non Mubarak) ha spiegato che fa il venditore ambulante, guadagna venti euro al giorno quando non piove. Ruby in un'intervista - sempre che sia sincera - ha detto di avere incassato 7.000 euro dopo una festa. Ora è famosa, si parla di lei anche all'estero; ci sono altri giovani divenuti famosi in tutto il mondo ma con l'arte, lo studio, l'impegno e il talento. Nel rispetto di una ragazza appena maggiorenne, con la speranza che si faccia il meno male possibile in questa storia; e con in mente una delle frasi memorabili di questa brutta commedia; provocatoriamente viene da dire: meglio Tiziano Ferro di Ruby.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7470367149865642810?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7470367149865642810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7470367149865642810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/11/tu-mi-ruby-lanima.html' title='tu mi ruby l&apos;anima'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-841078599371175971</id><published>2010-10-28T10:08:00.001-07:00</published><updated>2010-10-28T10:10:09.793-07:00</updated><title type='text'>banda della magliana, derby lazio-roma e sky</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;A Sky di solito sono geniali nel confezionare idee come quella degli spot di inizio campionato con i giocatori fighi e i loro sosia bruttini. Ma per pubblicizzare il derby Lazio-Roma del 7 novembre hanno rispolverato il presunto fascino vintage di “Romanzo Criminale”. Forti anche del traino della seconda serie. Roma e la Banda della Magliana. E’ un abbinamento scherzoso, sia chiaro, astenersi scandali da benpensanti o interrogazioni parlamentari. Però non si sentiva la mancanza di questo spot che lega Banda della Magliana e pallone romano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Capitale e il suo derby meriterebbero e offrono un olimpo più vasto da cui attingere. Nella storia e nel presente di Roma, della Roma e della Lazio si può ricorrere a un immaginario migliore di quello proposto dalla storia di una banda di criminali che, anche se raccontata dalle pagine di un bellissimo romanzo, ha poco di memorabile. La sua “quasi celebrazione” sta pericolosamente avvicinandosi alla soglia del pedante e rindondante. Così come Roma non è quella della magnata di pajata sotto il Parlamento, non è neppure quella del Freddo e del Dandi. C’è altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-841078599371175971?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/841078599371175971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/841078599371175971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/banda-della-magliana-derby-lazio-roma-e.html' title='banda della magliana, derby lazio-roma e sky'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6323469660656411084</id><published>2010-10-22T07:57:00.000-07:00</published><updated>2010-10-22T07:58:44.543-07:00</updated><title type='text'>anagnina, cori spezzati</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Il ragazzo che ha sferrato un pugno a una donna - un pugno a una donna, già questo un tempo sarebbe stato disonorevole - e l'ha uccisa non è un eroe che lotta contro il sistema, non è Nelson Mandela, neppure uno che si batte con passione per una causa magari sbagliatissima. Eppure, sotto casa sono apparsi gli striscioni di chi invocava la sua libertà; non è stato portato in carcere fra le urla non di chi era infuriato (anche questo non sarebbe stato accettabile, ma di solito è così) contro chi ha commesso un reato. No, le urla erano di chi esaltava il nome del ragazzo (Alessio libero) e criticava le forze dell'ordine. C'è da scommettere che fra i ragazzi che hanno urlato contro l'arresto ce ne sono molti che in altri casi di cronaca con altrettanta facilità invocavano stoltamente la pena di morte o giù di lì. E' ovviamente lecito domandarsi se per la tragedia avvenuta alla periferia di Roma, all'Anagnina, sia giustificato il carcere prima di una sentenza; perfino riflettere su eventuali attenuanti, ma di qui a inneggiare al giovane come un eroe, beh, ce ne passa parecchio. Quanto sono rappresentativi quelle urla, quei ragazzi di una generazione, di una città, di un Paese? Forse poco. Forse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6323469660656411084?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6323469660656411084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6323469660656411084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/anagnina-cori-spezzati.html' title='anagnina, cori spezzati'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4106923318620289053</id><published>2010-10-14T07:06:00.000-07:00</published><updated>2010-10-14T07:07:31.934-07:00</updated><title type='text'>gf cile</title><content type='html'>copia e incolla dal ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro che Grande Fratello: il vero reality arriva dal Cile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        &lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Lunedì comincia l’undicesima edizione del Grande Fratello. Sì, che ci piaccia o non ci piaccia, sono undici anni che ogni tanto uno sguardo su quanto succede nella casa lo buttiamo; abbiamo imparato a rivalutare alcuni dei concorrenti delle prime edizioni - dal bravo e sfortunato Pietro Taricone a uno degli attori più apprezzati del cinema italiano, Luca Argentero -; ci siamo francamente annoiati per le ultime edizioni (del vincitore del Gf10 ricordiamo soprattutto gli eccessi e magari non è neppure colpa sua). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il vero grande fratello reale, non reality, è finito in queste ore, con il ritorno alla superficie dei 33 minatori cileni intrappolati a 600 metri di profondità per oltre due mesi. Grazie a una telecamera hanno rilanciato all’esterno le loro immagini quotidiane di prigionieri in attesa di essere liberati e conquistato l’attenzione di tutto il mondo, tanto che ieri Bbcnews e Skynews ma anche i siti internet più importanti, hanno assicurato la diretta sull’“uscita dalla casa” dei minatori in quel minuscolo e miracoloso ascensore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche lì non poteva mancare un risvolto gossip, perché la realtà imita i reality, come la storia della moglie e dell’amante del ventunesimo minatore risalito, Yonny Barrios. Le due donne, secondo le migliori tradizioni, hanno scoperto la rispettiva esistenza quando si è trattato di chiedere il contributo economico riconosciuto alle famiglie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titolo, fra i milioni di titoli, di un giornale cileno che rende bene l’idea: “Yonny Barrios: el minero atrapado al que se lo pelea la esposa y la amante” (la traduzione non serve). Ecco, di sicuro quel minatore è molto contento di essere uscito, ma nelle prossime ore - travolto dall’affetto di moglie ed amante - rimpiangerà la calma della prigionia sotterranea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4106923318620289053?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4106923318620289053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4106923318620289053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/gf-cile.html' title='gf cile'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4938179982117996305</id><published>2010-10-13T10:08:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T10:11:24.398-07:00</updated><title type='text'>johnny nuovo va sull'ipad, sul kindle, ovunque si possa leggere un ebook</title><content type='html'>www.bookrepublic.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.bookrepublic.it/book/9788896629222-johnny-nuovo/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4938179982117996305?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4938179982117996305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4938179982117996305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/johnny-nuovo-va-sullipad-sul-kindle.html' title='johnny nuovo va sull&apos;ipad, sul kindle, ovunque si possa leggere un ebook'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3749110284453678308</id><published>2010-10-07T06:23:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T06:24:59.423-07:00</updated><title type='text'>"...è peggio di maurizio costanzo"</title><content type='html'>commento di un lettore al titoli di coda sul pranzo bossi-polverini-alemanno uscito su ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...e questa la chiama analisi? Evangelisti, lei (e le dò del lei...) è un maestro di qualunquismo, dinoccola false perle di saggezza senza spiegare nulla, non arriva alle motivazioni reali e analizza i fatti con la stessa tempra di una signora con le borse della spesa su un pullman affollato...mi chiedo chi è che le consente di scrivere siffatti inutili editoriali...è peggio di maurizio costanzo..."&lt;br /&gt;commento inviato il 07-10-2010 alle 14:20 da Rudolph&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3749110284453678308?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3749110284453678308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3749110284453678308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/e-peggio-di-maurizio-costanzo.html' title='&quot;...è peggio di maurizio costanzo&quot;'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7389476919935173003</id><published>2010-10-07T04:24:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T04:25:39.238-07:00</updated><title type='text'>porci con le ali</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Siamo simpatici italiani. Se uno dice che siamo dei maiali, lo invitiamo a pranzo. Mica come in Germania dove se un ministro dicesse che quelli di Berlino sono tutti porci lo caccerebbero a pedate; mica come in Francia dove se uno insultasse Parigi sarebbe radiato dalla politica; mica come negli Usa, dove se un collaboratore di Obama desse dei maiali a quelli di Washington, New York o anche di Tampa Bay farebbe una brutta fine. No, in Italia i romani si prendono l’insulto, ti invitano a pranzo, t’imboccano soavemente, e anzi ti offrono la piazza del centro di Roma per schierare tutti i tuoi amici leghisti con tanto di magliette verdi e simboli stranamente simili a quelli della scuola di Adro. Siamo simpatici italiani, puoi tranquillamente parlare al Senato e insultare gli ebrei, puoi essere il capo del Governo e raccontare barzellette con fugace bestemmia finale. Siamo simpatici, però poi ci scandalizziamo se un comico dice una parolaccia di troppo su Raitre - signora mia, che vergogna - e cacciamo un giovanotto dal Grande fratello, perché pure a lui era scappata la bestemmia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7389476919935173003?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7389476919935173003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7389476919935173003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/porci-con-le-ali.html' title='porci con le ali'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7303632875988558674</id><published>2010-10-03T06:52:00.000-07:00</published><updated>2010-10-03T06:56:43.448-07:00</updated><title type='text'>libriconsigliati.it, intervista su johnny nuovo</title><content type='html'>copia e incolla da www.libriconsigliati.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premio Carver 2010: vince Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver ricevuto in lettura e recensito il romanzo vincitore del premio Carver 2010, Johnny Nuovo – Il ragazzo che non conosceva il mondo, abbiamo intervistato il bravo Mauro Evangelisti, scrittore e giornalista de Il Messaggero. Di seguito, l’intervista in esclusiva per i lettori di Libri Consigliati.&lt;br /&gt;Intervista di Maria Grazia Piemontese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Stile da reportage, storia di cronaca e sviluppo romanzesco: un mix che ti ha reso vincitore del premio Carver 2010. Come ti trovi in questa “nuova veste”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Si tratta del mio primo romanzo. Avevo pubblicato altri libri, ma si trattava di saggi e libri di viaggio. Scrivere un romanzo è, dico la verità, molto più complicato. Ma è anche una bella sfida: devi partire da un punto A e arrivare a un punto B, costruendo una storia che abbia una logica, uno sviluppo, dei colpi di scena; e soprattutto devi convincere il lettore a seguirti. Non è affatto semplice, ma è molto interessante. Soprattutto è stimolante ascoltare i commenti di chi ha letto i libri, interpretazioni a volte molto belle e centrate ma che vanno oltre il significato che tu volevi dare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese È difficile definire nettamente la natura dei protagonisti di Johnny Nuovo: buono-cattivo, giusto-sbagliato non sono categorizzazioni facilmente applicabili. Ritieni questo sia un punto di forza del tuo romanzo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Penso proprio di sì. Qualcuno ha osservato che i personaggi del mio libro sono quasi tutti negativi. Non sono d’accordo. Concordo invece con la tua analisi. Ho lasciato tutti i personaggi in un territorio di confine, senza dare giudizi, e concedendo al lettore il diritto all’interpretazione finale. È molto interessante, fra l’altro, constatare come da lettori diversi spesso arrivino giudizi molto distanti sullo stesso personaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Leggendo il tuo romanzo risulta immediato il richiamo a fatti di cronaca piuttosto recenti (primo fra tutti il caso del padre-padrone austriaco Josef Fritzl). Quanto hai attinto alla realtà e quanto nasce dalla tua fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Capisco che leggendo ”Johnny Nuovo” uno pensa alla storia di Josef Fritzl, ma anche a quella simile di Natasha la ragazza austriaca prigioniera in una casa. Beh, sembra incredibile, ma ”Johnny Nuovo” in realtà è stato scritto prima, 8-9 anni fa anche se sono riuscito a pubblicarlo solo nel 2010. Dunque, possiamo davvero dire che la realtà ha imitato la fantasia, anche se in realtà ”Johnny Nuovo” ha una storia più estrema, in cui il bambino-ragazzo prigioniero non conosce per nulla il mondo esterno, non ne conosce la sua esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Il protagonista ha un nome piuttosto singolare ed evocativo: K. Il riferimento a Kafka non può essere casuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti La spiegazione della scelta del nome K è molto banale, forse un po’ deludente: quando ho cominciato a scrivere non sapevo come chiamare il personaggio. Così l’ho chiamato K per poi decidere in seguito il nome. A romanzo concluso mi sono accorto che funionava così e non l’ho cambiato. Oltre che a Kafka, c’è stato chi ha pensato che fosse un riferimento al bellissimo libro ”Trilogia della città di K” (Agota Kristof, N.d.R.), ma anche in questo caso non era vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese K osserva senza sosta il bambino rapito, gli psicologi studiano ogni sua mossa,  dopo l’avvenuta liberazione Johnny vuole rivedere K davanti alle telecamere e acquista i diritti della sua biografia. Semplice costruzione narrativa o aperta critica ai reality show?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Osservazione giustissima. Teniamo conto che quando ho scritto questo romanzo erano i primi anni in cui in Italia era arrivata la trasmissione ”Grande fratello”. Oggi i reality sono qualcosa di scontato e noioso, ma in quegli anni erano davvero qualcosa di nuovo. In generale, poi, ormai siamo tutti osservati, spiati, intercettati, controllati da telecamere di sorveglianza: quello che succede a Johnny, in fondo, ora succede a tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Leggendo il tuo romanzo, più che dalla crudeltà sono stata colpita dalla ferma volontà che ha K di crescere Johnny come un individuo forte e totalmente autonomo, in modo da permettergli di non dover mai dipendere da nessuno e sfuggire così a dolori e delusioni. Hai lasciato al lettore, in definitiva, il compito di identificare K con un mostro o con un uomo solo che reagisce alla sua solitudine. K è a suo modo un “eroe positivo”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Con amici che hanno letto il libro a lungo abbiamo discusso su una domanda: K è un mostro? Secondo me no. È un personaggio che vive in un territorio di confine, segnato da un’esperienza negativa – anche se in nessuna parte del libro si dice che quella sia all’origine della sua scelta. Dire che è un eroe positivo è eccessivo, certo. Fra l’altro, fra i lettori, ci sono due interpretazioni: c’è chi vede nel suo esperimento il tentativo di proteggere il bambino, di salvarlo dall’esperienza del dolore; ma c’è chi invece rimane più colpito dal suo desiderio di manipolare, plasmare il bambino. Protezione da una parte, manipolazione dall’altro, sono entrambi concetti che nella società contemporanea hanno guadagnato grande importanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Il figlio di Fidel – Un bambino tra revolucion e Disneyworld; Johnny Nuovo. Il ragazzo che non conosceva il mondo. Al centro di questi due tuoi lavori la storia travagliata di due bambini. Si tratta di una semplice casualità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Il parallelo fra i due libri è corretto. La storia di Elian – raccontata ne Il figlio di Fidel – parla di un fatto di cronaca, del bambino cubano portato in Florida, sradicato dal suo ambiente, che si ritrovò all’improvviso sbalestrato, dai vicoli di una cittadina cubana all’opulenza, ai parchi di divertimento, all’attenzione dei media in Florida. Detto in modo banale: quanto l’ambiente in cui un bambino cresce segna la sua vita e la sua personalità? È una domanda che mi ha sempre affascinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Nel romanzo avvengono due tradimenti, entrambi verranno puniti con l’omicidio. L’unico amore “puro” è quello di Beatrice che, pur di non ingannare K, decide di abbandonarlo. Questo ennesimo dolore ha delle ripercussioni violente che scateneranno l’evoluzione psichica di K. L’assenza d’amore e l’infedeltà sono il motore, la scintilla che accende la macchina narrativa: non c’è spazio per un amore sereno, quindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Il dolore, l’amore tradito o negato, sono esperienze forti che spesso segnano il corso della nostra esistenza. Penso che valga, con modalità diverse, per ognuno di noi. Temo che sia più frequente incontrare storie di traumi legati ai sentimenti che storie di amore serene e cristalline. Inoltre, fra le righe del libro ci sono anche sentimenti positivi: l’affetto della figlia di Beatrice per la madre, ad esempio; l’amicizia fedele del giornalista per il padre di K; un’altra storia di amore che matura nella parte finale del libro e che non raccontiamo per non rivelarne troppo la trama. Insomma, anche se in molti dicono che sono stato troppo cupo, nego con forza che sia un romanzo completamento negativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piemontese Una tua breve riflessione sullo stato dell’editoria italiana, in riferimento alla tua esperienza di pubblicazione con CartaCanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evangelisti Non sono un esperto del settore. Posso solo dire che dovremmo avere tutti più attenzione per le case editrici piccole e coraggiose che sanno scegliere bei libri – a parte il mio, ovviamente – come sta facendo Carta Canta. Lo dico senza piaggeria. In generale tante belle storie non finiscono all’attenzione del grande pubblico perché le grandi case editrici seguono alcune logiche, quelle piccole faticano ad emergere. Cambierà qualcosa con l’avvento degli e-book? Vedremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;intervista a cura di Maria Grazia Piemontese per Libri Consigliati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.libriconsigliati.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7303632875988558674?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7303632875988558674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7303632875988558674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/10/libriconsigliatiit-intervista-su-johnny.html' title='libriconsigliati.it, intervista su johnny nuovo'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7371169945182364824</id><published>2010-09-30T14:39:00.000-07:00</published><updated>2010-09-30T14:40:22.938-07:00</updated><title type='text'>la durata di un sogno</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Se siete in grado di sopportare mugugni e lamentele di chi in sala non riesce a districarsi in una sceneggiatura che magistralmente ci chiude ubriachi in un labirinto, c’è un film da vedere che fa riflettere. Al di là delle caratteristiche della megaproduzione hollywoodiana che ovviamente propone molti effetti speciali, combattimenti, inseguimenti e più di un luogo comune. E’ “Inception” in cui il protagonista, interpretato da Leonardo Di Caprio, entra nei sogni altrui per carpirne i segreti o - e questa è la missione più difficile - per innescare idee e desideri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza andare a rivelare trama e colpi di scena, il film recupera un concetto forte, già sviscerato da “Matrix” e, in fondo, anche da “Avatar”: quanto può divenire difficile comprendere quale sia la realtà vera, quale quella virtuale; quando la dimensione del sogno diviene la nostra realtà; quando la realtà ci appare solo come un ripiego. Quanto siano sfuggenti i confini fra vero e virtuale e quanto, a volte, preferiamo convincerci che quei confini non esistano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, il futuro è questo: la realtà fatta di carne e ossa perderà, lentamente, di importanza; quella virtuale, che sia un sogno o che sia un software, diventerà la nostra sostanza. Complicato? Non avete ancora visto “Inception”...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7371169945182364824?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7371169945182364824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7371169945182364824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/la-durata-di-un-sogno.html' title='la durata di un sogno'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2234656950480967138</id><published>2010-09-28T04:26:00.000-07:00</published><updated>2010-09-28T04:31:42.215-07:00</updated><title type='text'>johnny nuovo, ottima recensione da libriconsigliati</title><content type='html'>copia e incolla da libriconsigliati.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Una vecchia sedia impolverata, un muro di cemento ingrigito, chiaroscuro imperante, vuoto. Manca un oggetto, una persona, un elemento che dia motivazione e “concretezza” a quella sedia. Questa l’immagine di copertina del primo romanzo di Mauro Evangelisti, fresco vincitore del premio Carver 2010. Una scelta grafica che fa presagire una storia buia e inquietante. La solitudine e l’abbandono, o meglio la solitudine per l’abbandono, è il tema portante del libro e la causa scatenante degli imprevedibili eventi che si susseguono nell’arco di centoundici pagine. Uno spazio breve e concentratissimo in cui si muovono personaggi solo apparentemente distanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la scomparsa della madre, uccisa dal marito perché sorpresa a letto con un altro, e la fuga della moglie, annoiata da una vita troppo regolare per una ventiduenne, K decide di cambiare radicalmente il corso della sua esistenza. Vagando da una nazione all’altra, il più lontano possibile da casa sua, K comincia a nutrire un terrificante desiderio: plasmare la mente di un essere umano. Come un macabro Grande fratello, per 18 anni K osserva in modo maniacale le reazioni del neonato che ha rapito e che tiene rinchiuso in un bunker di cemento grande quanto un campo di calcio. Un ambiente asettico, lontano dalle influenze esterne, il tutto finalizzato a “garantire” al piccolo protezione dal mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato che la gente normale la pensi diversamente : la pm Francesca Rapisarda, che mentre interroga K riflette sulla sua giovinezza svanita e cerca conferma della sua bellezza attraverso il tradimento; Alberto, l’uomo che ha visto crescere K e gli nasconde la natura uxoricida di suo padre; Beatrice che ha messo fine al suo matrimonio con K ma continua ad amarlo, in solitudine; gli psicologi che danno un’identità al ragazzo rapito, Johnny Nuovo, ma che nei suoi riguardi hanno lo stesso vigile e studioso atteggiamento del rapitore.&lt;br /&gt;K si erge alla figura di supereroe, che salva un essere umano dalle brutture del mondo, e appare emblematica la scelta di una lettera come nome, K, proprio come avviene per certi protagonisti del mondo del fumetto (anche se il pensiero non può, al contempo, non andare al K., protagonista de Il castello di Franz Kafka). Riacquistata la libertà, Johnny non nutrirà rancore nei confronti del suo rapitore, anzi si ritroverà a pensare a lui con nostalgia, riconoscente, perché per diciotto anni proprio K ha fatto sì che Johnny crescesse in un mondo semplice e lineare, immune al triste concetto di morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prigione e libertà, giusto e sbagliato. Tutto si confonde nella mente del lettore che si interroga costantemente sui gesti e i pensieri dei protagonisti. La narrazione è scandita da ritmi serrati, da frasi brevi o spezzate da fitta punteggiatura che tengono alta la tensione nel lettore, continuamente chiamato non solo a seguire le fila delle storie che si intrecciano, ma anche a passare da un piano temporale all’altro. Passato, presente e futuro, nessuno escluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Grazia Piemontese per Libri Consigliati&lt;br /&gt;&lt;a href="http://http://www.libriconsigliati.it/2010/09/johnny-nuovo-di-mauro-evangelisti/"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2234656950480967138?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2234656950480967138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2234656950480967138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/johnny-nuovo-ottima-recensione-da.html' title='johnny nuovo, ottima recensione da libriconsigliati'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-336706787612056364</id><published>2010-09-26T16:35:00.000-07:00</published><updated>2010-09-26T16:36:20.454-07:00</updated><title type='text'>il romanzo "johnny nuovo" ha vinto il premio carver</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Premio Carver a Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;CIVITAVECCHIA (26 settembre) - Il romanzo di Mauro Evangelisti "Johnny Nuovo" ha vinto il premio Carver per la narrativa. Nato nel 2002 su iniziativa della rivista Prospektiva, il Carver si propone nel panorama dei riconoscimenti letterari italiani come un "controconcorso": i nomi dei giurati che scelgono i vincitori restano segreti fino alla fine, per evitare il meccanismo delle telefonate, delle raccomandazioni, delle pressioni da parte degli editori. Il presidente del premio Andrea Giannasi, che sceglie le cinquine dei candidati, sostiene di voler dare importanza solo al libro, «senza guardare chi è l'autore o la casa editrice».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a Evangelisti, nelle altre sezioni sono stati premiati anche per la saggistica Angela Camuso ("Mai ci fu pietà", libro-inchiesta sulla banda della Magliana pubblicato da Editori Riuniti) e per la poesia Marco Saya ("Situazione Temporanea", pubblicato da Puntoacapo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalista e saggista, Mauro Evangelisti lavora da anni come cronista al "Messaggero" (fra l'altro è una delle firme della rubrica "Titoli di Coda" per ilmessaggero.it) e prima di esordire nella narrativa aveva pubblicato tre libri-reportage. Edito da Cartacanta, "Johnny Nuovo" è un viaggio negli abissi del male, un racconto agile e spiazzante, scritto in una lingua diretta, con uno stile che non scade mai nel compiacimento letterario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pie. P.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-336706787612056364?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/336706787612056364'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/336706787612056364'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/il-romanzo-johnny-nuovo-ha-vinto-il.html' title='il romanzo &quot;johnny nuovo&quot; ha vinto il premio carver'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7424957380466300066</id><published>2010-09-25T08:14:00.000-07:00</published><updated>2010-09-25T08:15:55.736-07:00</updated><title type='text'>berlusconi e fini a forum, facciamola finita</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ah, i cari vecchi servizi deviati di una volta. I documenti verissimi, veri, verosimili o tarocchi. I cognati che lavano la Ferrari. Il presidente del Consiglio che gongola grazie alla campagna condotta dal quotidiano del fratello contro colui che, ci ha raccontato per sedici anni, in fondo era quasi come un fratello, tanto bravo che avrebbe dovuto fare il sindaco di Roma al posto di Rutelli. Beh, entrambi ci hanno messo sedici anni per scoprire che l'altro era inaffidabile. Nel pianeta terra, e non in quello digitale terrestre, verrebbe da dire che a questo punto dovrebbe vacillare la fiducia per entrambi. E mentre il Paese si trastulla fra compravendite immobiliari di un appartamento di proprietà privata a Montecarlo (se la vedano quelli di Alleanza nazionale fra di loro, vadano a Forum, che c'entra tutto il resto del Paese?), mentre, piccolo esempio, in Parlamento ha fatto un altro passo avanti la legge che metterà parte del Grande raccordo a Roma a pagamento, mentre meno tasse per tutti è rimasto uno splendido slogan vero quasi come il più pomposo ti amerò per sempre pronunciato alla terza Caipiroska, mentre - si può dire? - i ricchi sono sempre più ricchi, la classe media è sempre più medio-bassa, i poveri sempre più poveri, ecco non puoi nemmeno osservare che si sta ballando sul Titanic perché altrimenti è solo bolsa demagogia. E allora mambo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7424957380466300066?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7424957380466300066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7424957380466300066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/berlusconi-e-fini-forum-facciamola.html' title='berlusconi e fini a forum, facciamola finita'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1197226829256099248</id><published>2010-09-16T10:01:00.000-07:00</published><updated>2010-09-16T10:03:47.893-07:00</updated><title type='text'>leonardo express, bagagli a fiumicino, metro a e b: il calvario</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;A Roma c’è un terribile percorso di sopravvivenza. Parte dal binario 25 del Leonardo Express (il treno che per la non tanto modica cifra di 14 euro vi porta dai confini sadicamente remoti dalla stazione Termini all’aeroporto di Fiumicino) e arriva alle fermate della Metro A e B, sempre di Termini. Provate a farlo, nei due sensi, come un normale turista o come un romano che sta andando all’aeroporto o sta tornando a casa dopo un lungo viaggio. Trascinatevi dietro un trolley regolamentare, neanche tanto gigante, di quelli da dieci chili per i voli low cost. Beh, vi troverete ad affrontare una squallida, sfibrante e snervante sfida da ”Giochi senza frontiere”. O per essere un filo più attuale, almeno tre o quattro livelli di un game della Playstation fatto di cunicoli, scaloni, budelli delimitati da lamiere, cartelli criptici scritti a mano, desolazione dilagante. Welcome to Italy. Si dirà: ma è normale, ci sono i lavori in corso proprio per rifare e rendere più moderni i collegamenti fra la stazione ferroviaria e i treni della metro. Giusto, benissimo, meno male. Ma che ci voleva a organizzare meglio il percorso, a renderlo più accogliente, meno orrido, ad arricchirlo da cartelli di scuse per i disagi, di frecce magari non tracciate a mano, di riproduzioni di progetti su come diventerà quel benedetto collegamento che per ora sembra una pubblicità regresso: ci invita a non usare i mezzi pubblici. E’ solo un esempio di come accogliamo i turisti ma anche di come ci facciamo del male quando da romani e italiani siamo noi a dovere usare metropolitana, treni, collegamenti fino all’aeroporto. Dove, seconda mazzata, non troviamo lo scalo più bello del mondo, anzi. E dove spesso siamo costretti a volte a sfiorare l’ora di attesa per la restituzione della valigia (sempre meglio autoeducarci al solo bagaglio a mano, è ormai l’unica scappatoia). Sono solo due esempi di come accogliamo i turisti (e ieri Tripadvisor piazzava la Capitale come una delle città più pericolose per i borseggi). Ecco, Roma e il resto d’Italia devono avere davvero un fascino irripetibile se nonostante tutto questo i turisti continuano a venire. Ma quanti di loro tornano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1197226829256099248?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1197226829256099248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1197226829256099248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/leonardo-express-valigie-fiumicino.html' title='leonardo express, bagagli a fiumicino, metro a e b: il calvario'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1193264773582462240</id><published>2010-09-10T09:38:00.000-07:00</published><updated>2010-09-10T09:39:09.837-07:00</updated><title type='text'>un paese provvisorio</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ci dissero: vedrete, sarà fenomenale il bipolarismo. O di là o di qua. Addio partitocrazia, frantumazione. Addio partiti dall'1 o 2 virgola poco con ministri e potere. Vedrete, l'Italia conoscerà la stabilità e gli amici stranieri finiranno di prenderci in giro perché da noi i governi sono come gli amori d'estate a Rimini, durano poco. O di là o di qua, evviva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, a due anni dalle elezioni in cui quelli di qua avevano battuto con una gigantesca maggioranza quelli di là, scopriamo che non funziona proprio così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La semplificazione attorno a due partitoni - Pdl e Pd - si è già frantumata, abbiamo dovuto prendere confidenza con sigle nuove. Fli e Api, ad esempio, fondati - ironia del destino - da coloro che più di tre lustri fa, a Roma, furono protagonisti della prova generale dell'"o di là o di qua", Fini e Rutelli. E soprattutto si parla, ci risiamo, di elezioni anticipate. Quando il solito amico straniero telefona per prenderci in giro, premiamo il tasto rosso e rifiutiamo la chiamata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1193264773582462240?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1193264773582462240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1193264773582462240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/un-paese-provvisorio.html' title='un paese provvisorio'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-7811107377287275054</id><published>2010-09-07T15:10:00.001-07:00</published><updated>2010-09-07T15:11:17.498-07:00</updated><title type='text'>il romanzo "johnny nuovo" finalista del premio carver</title><content type='html'>PREMIO CARVER EDIZIONE 2010&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;News&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La giuria del Carver, contropremio dell'editoria italiana, presieduta da Andrea Giannasi rende note le cinquine dei libri finalisti all'edizione 2010.Presente da otto anni il Carver non premia gli editori o i nomi degli autori, ma soltanto i libri. Dopo attenta lettura dei giurati - rigorosamente celati per evitare tirate di maniche - domenica 26 settembre a Civitavecchia presso la sala "Molinari" nella Cittadella della Musica alle ore 17, si conosceranno il libri vincitore di ogni sezione in gara: saggistica, narrativa e poesia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per l'edizione 2010 le cinquine sono così composte&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per la saggistica:&lt;br /&gt;Montelepre, il dopoguerra e i misteri di Giuliano di Salvatore Badalamenti (La Zisa)&lt;br /&gt;Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi di Angela Camuso (Editori Riuniti)&lt;br /&gt;Universi quasi paralleli. Dalla fantascienza alla guerriglia mediatica di Antonio Caronia (Cut-Up)&lt;br /&gt;Teoria e pratica dell’omicidio seriale di Giuseppe Magnarapa e Daniela Pappa (Armando)&lt;br /&gt;Con foglio di via. Storie di internamento in alta Valmarecchia 1940-1944 di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni (Società il Ponte Vecchio)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per la poesia:&lt;br /&gt;Salutami il mare di Carla De Angelis (Fara)&lt;br /&gt;La spugna di Lella de Marchi (Raffaelli)&lt;br /&gt;A che titolo di Brunella Bruschi (Morlacchi)&lt;br /&gt;Situazione temporanea di Marco Saya (Puntoacapo)&lt;br /&gt;Frammenti di un respiro passeggero di Salvatore Scuderi (Kimerik)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per la narrativa:&lt;br /&gt;Gente normale di Valentina Capecci (Marsilio)&lt;br /&gt;Con l’insistenza di un richiamo di Francesco Randazzo (Lupo)&lt;br /&gt;Storie liquide di Gianluca Pirozzi (Croce)&lt;br /&gt;Il borgo d’oltremare di Francesco Amato (Mursia)&lt;br /&gt;Johnny nuovo. Il ragazzo che non conosceva il mondo di Mauro Evangelisti (CartaCanta)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;http://www.prospektiva.it/carver.htm&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-7811107377287275054?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7811107377287275054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/7811107377287275054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/il-romanzo-johnny-nuovo-finalista-del.html' title='il romanzo &quot;johnny nuovo&quot; finalista del premio carver'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-986576030659941687</id><published>2010-09-07T15:07:00.000-07:00</published><updated>2010-10-07T04:23:53.652-07:00</updated><title type='text'>i rabdomanti del wi.fi</title><content type='html'>di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Stiamo diventando dei rabdomanti. Per strada, in un bar, in spiaggia, all'aeroporto, soprattutto quando viaggiamo siamo sempre a caccia di una rete wifi. Ovviamente non lo fa la grande maggioranza delle persone, ma specialmente nelle nuove generazioni è sempre più frequente che due giovani, magari di due continenti diversi, mentre armeggiano con lo smartphone o un notebook in un aeroporto, attacchino discorso con la frase "scusa, ma tu l'hai trovato il wifi?". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po' meno in italia, moltissimo nelle metropoli straniere la fortuna di alcune grandi catene di caffetterie - e non solo Starbucks - è stata anche determinata dalla possibilitá di avere un collegamento alla rete metre ti bevi il frappuccino. Negli hotel la presenza del wifi in camera ormai è un optional comune come l'aria condizionata. Un tempo quando tornavi da un lungo viaggio leggevi avido e sorpreso il quotidiano italiano che davano in aereo e ti sentivi disorientato, un marziano, perché per due settimane eri rimasto escluso dal flusso delle informazioni e in Italia intanto era successo di tutto, caduto qualche governo, ad esempio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi quando torni dal Laos o dall'Honduras di che è successo in Italia - dei fatti importanti ma anche delle disavventure sentimentali della tua vecchia compagna di classe che hai come amica su Facebook - grazie a internet ne sai quasi più di chi è rimasto a casa. Su questa ansia di essere sempre collegati (ovviamente non solo col wifi) si potrebbe filosofeggiare a lungo, con pessimismo perché i cambiamenti, chissà perché, ci sembrano sempre negativi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece bisognerebbe solo prendere atto che l'essere umano, la sua vita, sta mutando: c'è ancora quella fatta di carne e ossa, strette di mano, abbracci, schiaffoni, profumi e cattivi odori; e ce n'è un'altra complementare fatta di informazioni, comunicazioni, amicizie on line, social network. Perché deve essere un male?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-986576030659941687?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/986576030659941687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/986576030659941687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/09/i-randomanti-del-wifi.html' title='i rabdomanti del wi.fi'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5596967991017550540</id><published>2010-08-26T08:00:00.000-07:00</published><updated>2010-08-26T08:01:04.654-07:00</updated><title type='text'>cesena-juventus, 1976</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Tac, ci siamo. Udinese-Genoa e Roma-Cesena, sabato già ricomincia il campionato. Riprese in hd, presto in tre dimensioni, telecamere negli spogliatoi e sotto ogni zolla del campo, anticipo, posticipo, calcio prima e dopo i pasti, ma anche durante i pasti perché c'è la novità del match a pranzo, e poi allo stadio i tornelli, la tessera del tifoso, le proteste degli ultras. Partite sul satellite, sul digitale terreste, in pay tv e in pay per view, qualche volta perfino gratis perfino sul vecchio analogico dove ancora arriva. Tutto bene, benissimo. Però se ogni stagione siamo ancora qui a parlare di calcio è perché il campionato è sempre il riflesso di un ricordo, la memoria di un sentimento che ci hanno scavato dentro. E' il ragazzino di sei anni che il papà porta all'Olimpico e diventa romanista quando vede un gol di Vucinic o laziale per un'acrobazia di Muslera. Comincia tutto di lì, altrimenti non c'è hd, fabiocaressa e ilariadamico o telecamera negli spogliatoi che tengano. Ecco, sabato c'è Roma-Cesena. Per me il ricordo origine di tutto è un Cesena-Juventus a metà degli anni Settanta, dopo il pranzo dalla nonna dove portavi le paste, allo stadio Manuzzi con il babbo, le curve altissime tutte di tubi Innocenti che ballavano e restavano in piedi per miracolo, le prese in giro in dialetto bonarie dei vicini di posto perché sei juventino («nel parcheggio c'è una 131, gli Agnelli l'hanno già regalata all'arbitro»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi in campo Bettega, sì c'era Bettega, proprio lui, non sembrava vero, fino a quel momento lo avevi visto solo in biancoenero (non solo la maglia) sul televisore che ancora non aveva il telecomando. Vinse il Cesena 2-1, la delusione fu nulla rispetto all'emozione della prima partita di serie A al Manuzzi. Ognuno custodisce un ricordo della prima volta allo stadio ed è da lì che comincia tutto. Il calcio in hd è bellissimo ma quel Cesena-Juventus era un'altra cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5596967991017550540?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5596967991017550540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5596967991017550540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/cesena-juventus-1976.html' title='cesena-juventus, 1976'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4503353822296400399</id><published>2010-08-21T04:31:00.000-07:00</published><updated>2010-08-21T04:33:13.235-07:00</updated><title type='text'>shakira,  ti hanno visto ballare a una fontana</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Andate su Youtube e cercate ”Shakira bailando en una fuente de Barcelona”. Vedrete un video girato da un telefonino l’altro giorno in cui una delle donne più famose (oltre che più belle) del mondo balla tranquillamente nella fontana di Pla de Palau, insieme a una giovane turista che si fa fotografare con la star di Barranquilla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pochi secondi, increduli, nella fontana entrano altri turisti (guarda caso i più entusiasti sono i maschi) che si mettono a fare una cosa che non avrebbero mai osato sognare: ballano con Shakira. Ciò che colpisce, dimenticando per un secondo le sue curve e il suo sorriso, è la naturalezza con cui Shakira si mescola ai turisti e balla con loro, senza la glaciale diffidenza o la vera paura della folla che hanno spesso le stelle internazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Shakira era a Barcellona per girare un video musicale e in un’altra immagine si vede a bordo di una moto (senza casco). Ma fare il bagno in una fontana, a Barcellona è vietato. Esattamente come a Roma, dove i vigili sono spesso costretti a intervenire per fermare i turisti che non si rendono conto dei danni che possono provocare ai monumenti. Così, ora la città di Barcellona sta pensando di multare Shakira: sulla moto era senza casco e quel bagno-balletto nella fontana non rappresenta proprio un bell’esempio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è solo un piccolo problema: quella multa non vale neanche un milionesimo di quanto incassato con la sola ”Waka Waka” da Shakira, pagare per lei non sarà proprio traumatico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4503353822296400399?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4503353822296400399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4503353822296400399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/shakira-ti-hanno-visto-ballare-una.html' title='shakira,  ti hanno visto ballare a una fontana'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-3525008011955756671</id><published>2010-08-19T05:17:00.000-07:00</published><updated>2010-08-19T05:20:35.179-07:00</updated><title type='text'>i balconing di ibiza</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MAURO EVANGELISTI&lt;br /&gt;Si chiama balconing ed è una follia d’estate un po’ troppo folle, visto che uccide. Su Youtube ci sono molti video per documentarlo con rischio a rimorchio di una sconsigliatissima emulazione. Il quotidiano spagnolo El Pais ieri aggiornava una macabra contabilità: trenta ragazzi feriti, sei morti. L’ultimo caso: un turista ventitreenne finito in ospedale a Palma di Majorca, dopo un salto dal balcone della sua camera dell’hotel. Succede alle Baleari - Ibiza e Palma di Majorca. E vede protagonisti turisti molto giovani - soprattutto del nord Europa, per una volta gli italiani sono un filo più intelligenti. Spesso alimentati da alcol e droghe sintetiche, si gettano dai balconi degli hotel. Terzo, quarto, quinto piano, in alcuni casi provano a spostarsi in altre stanze, magari occupate da ragazze, di frequente, come si vede su Youtube, a centrare la piscina. I riti di iniziazione esistono da quando esiste il mondo, ma questi sono, come dire, particolarmente stupidi e pericolosi. Spiegava a El Pais un albergatore di Ibiza: «Questi ragazzi si sentono eroi, ma in realtà sono dei kamikaze». Ora alle Baleari stanno pensando di realizzare delle campagne educative, con immagini che mostrano non le prodezze di chi centra la piscina, ma gli effetti tragici e crudi sui corpi di chi sbaglia mira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=px8RRxS4iOk"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-3525008011955756671?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3525008011955756671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/3525008011955756671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/i-balconing-di-ibiza.html' title='i balconing di ibiza'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2276066475092184582</id><published>2010-08-18T08:53:00.003-07:00</published><updated>2010-08-18T08:53:53.253-07:00</updated><title type='text'>alemanno: a roma tassa sui cortei</title><content type='html'>ma si farà pagare anche gli arretrati per la marcia su roma?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2276066475092184582?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2276066475092184582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2276066475092184582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/alemanno-roma-tassa-sui-cortei.html' title='alemanno: a roma tassa sui cortei'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4116603090260429036</id><published>2010-08-12T07:20:00.000-07:00</published><updated>2010-08-13T04:09:38.100-07:00</updated><title type='text'>evangelisti ed elisabetto</title><content type='html'>Visto che ormai si fa a gara per raccontare aneddoti sul povero - si fa per dire - Giancarlo Elisabeth Tulliani, voglio raccontare anch’io un piccolo episodio: i nostri percorsi s’incrociarono. Era il 1999 o giù di lì, lui allora aveva la Porsche oggi ha la Ferrari, io avevo la Scenic oggi la Megane, la sorella amava Gaucci, oggi Fini. Lui era giovane vicepresidente della Viterbese grazie al decisivo cognato Lucianone, io lavoravo alla cronaca di Viterbo del Messaggero e ogni tanto mi occupavo pure di sport. La Viterbese, C1, era al centro dell’attenzione dei media nazionali, non per Tulliani, allora sconosciuto, ma perché nelle prime giornate Gaucci s’inventò il primo allenatore donna, Carolina Morace. Un giorno sulla pagina di Viterbo sport del Messaggero c’inventammo un blob con i frammenti più divertenti degli articoli sulla Viterbese usciti su tutti i giornali nazionali. Citammo anche l’allora inviato del Corriere della Sera, Padovan, che scrisse di quel perfido soprannome che la perfida città di provincia si era inventato per il cognato di Lucianone: Elisabetto, appunto, in quanto fratello della first lady Elisabetta Tulliani, quella per cui, quando veniva a Viterbo con Gaucci, si diceva i gioiellieri del centro facessero la ola per la contentezza (ma forse è solo una leggenda metropolitana). Bene, Tulliani prese malissimo la citazione del nickname Elisabetto e ordinò alla squadra un silenzio stampa ad giornalem, solo per il Messaggero. Quando si giocava in casa, i nostri cronisti, a partire dal grande Graziotti, non potevano andare in sala stampa. Una domenica mi trovai a seguire una trasferta della Viterbese a Castellammare di Stabia. Al termine della partita, tranquillo, me ne andai in sala stampa per le interviste ad allenatore e giocatori della Viterbese. A quel punto ecco comparire Elisabetto Tulliani che sembrava un leone in gabbia: voleva impedire che i suoi parlassero con il giornalista del Messaggero, ma per sua sfortuna non mi aveva mai visto. Andò in tilt, confuso anche dal mio accento nordico. Finì, ovviamente, lui con le pive nel sacco e io con le pur non memorabili interviste. Ecco, allora non avrei mai pensato che dal giovane rampante vicepresidente della Viterbese, Giancarlo Tulliani, sarebbero dipese, un decennio dopo, le elezioni anticipate e le sorti del Paese. Le vie del Signore sono infinite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4116603090260429036?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4116603090260429036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4116603090260429036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/evangelisti-ed-elisabetto.html' title='evangelisti ed elisabetto'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5968124502493176915</id><published>2010-08-12T04:23:00.001-07:00</published><updated>2010-08-12T04:25:09.765-07:00</updated><title type='text'>ferragosto, messenger, facebook, googletalk, sms, chatroulette: c'è nessuno????</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Ecco forse domenica succederà davvero. Ferragosto, tutti in spiaggia, in viaggio, sulla cima della montagna russa estiva. Accenderemo il computer o lo smartphone e per la prima volta non troveremo neanche uno dei nostri innumerevoli e non di rado sconosciuti - amici di Facebook in chat, nemmeno il vecchio compagno di scuola che comincia memorabili conversazioni a base di ”ue, come stai?”; nessuno ci avrà taggato, pokato, invitato a un gruppo per difendere le ballerine scalze della Groenlandia, avrà commentato sagacemente il nostro stato o ironizzato su quella nostra foto scattata dopo tre vodka e redbull; nulla di nulla; Ferragosto, scopriremo che non ci sarà l’ombra di un contatto connesso al nostro indirizzo di Messenger, manco l’amica che avevamo conosciuto in Giappone e ogni tanto si fa viva con un ”hi, how are u?”; Ferragosto, faremo ”invia e ricevi” sulla mail (anzi, sugli indirizzi mail, perché mica ne avrete uno soltanto?) e ci risponderà il più assonnato degli ”zeromessaggi”, anche quelli dello spam saranno in ferie (pensare che a Ferragosto avrei comprato copiosamente Viagra tarocco o fornito con gioia i dati del mio conto in banca). Nessuno sulla chat di Yahoo, su Google talk, nessuno sui variopinti social network a cui siamo iscritti, nessuno perfino nel tempio del nichilismo, Chatroulette. Anche il cellulare: muto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ferragosto. Finalmente collegati, ma per un giorno scollegati da tutto e da tutti. Finalmente soli. Penseremo. Fino a quando un ”beep, beep” ci avviserà che c’è un Sms. Un tizio, che manco ci ricordiamo chi sia, ci manderà uno dei maledetti messaggi preconfezionati per dirci ”felice Ferragosto a te e famiglia”. E la magia - puf - scomparirà. A proposito, anche se in anticipo, felice Ferragosto a tutti. Scarica come file&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5968124502493176915?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5968124502493176915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5968124502493176915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/ferragosto-messenger-facebook.html' title='ferragosto, messenger, facebook, googletalk, sms, chatroulette: c&apos;è nessuno????'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2196669098342619615</id><published>2010-08-10T07:57:00.000-07:00</published><updated>2010-08-10T08:01:23.797-07:00</updated><title type='text'>tormentoni: son soddisfazioni</title><content type='html'>il 17 giugno scrivevo:&lt;br /&gt;"La ricerca del tormentone è essa stessa un tormentone (...) La canzone. Vabbè, favoritissima “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alejandro&lt;/span&gt;” di Lady Gaga. Questo è il vero fenomeno del nuovo decennio, la bionda nasuta ha messo nel cestino tutte le altre icone del desktop, sfornato video che bruciano Youtube e conquistato articoli ed analisi anche sui giornali più paludati. Outsider? Fra gli italiani promette molto bene ”Faccia come il cuore”, mentre Shakira con “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Waka waka&lt;/span&gt;” ha il traino dei mondiali...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi repubblica.it certifica sui tormentoni dell'estate 2010 che si avvia a conclusione:&lt;br /&gt;"&lt;br /&gt;Non solo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Waka Waka&lt;/span&gt;, l'estate 2010 suona di nomi esotici, ritmi afro-nord europei e i soliti motivetti destinati al dimenticatoio. Cinque minuti di musica per abituare l'udito alel melodie che non potrete sfuggire &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Waka Waka&lt;/span&gt; - Shakira&lt;br /&gt;La Colombia incontra il Sud Africa per questa hit (accusata di plagio) colonna sonora dei mondiali 2010. In molti sostenevano che sarebbe diventata un vago ricordo dopo le finali a Johannesburg ma grazie i fianchi sinuosi di Shakira, la coreografia a prova di bimbo che fa molto estate, Waka Waka si è conquistatata indiscutibilmente la vetta dei tormentoni estivi 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alejandro&lt;/span&gt; - Lady Gaga&lt;br /&gt;Se "il tormentone" avesse un volto, una voce e un paio di zeppe, nel 2010 sarebbero quelli di Lady Gaga perché non c'è serata, discoteca o spiaggia dove quasi tutti i suoi singoli non vengano suonati almeno una volta: da Bad Romance a Telephone ma ancora Poker Face e Just Dance. Questa è solo l'ultima in ordine di tempo, aspettando la prossima costruitissima provocazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2196669098342619615?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2196669098342619615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2196669098342619615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/tormentoni-son-soddisfazioni.html' title='tormentoni: son soddisfazioni'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2569334477643236363</id><published>2010-08-10T04:47:00.001-07:00</published><updated>2010-08-10T04:47:54.610-07:00</updated><title type='text'>ma fini non era del centrodestra?</title><content type='html'>non capisco, fini-berlusconi:alleati per 15 anni e solo ora scoprono l'uno dell'altro che uno fa pasticci con case, donne e cognati e l'altro ha un concetto molto strano di giudici e legalità? il csx dovrebbe gridare: "guardate da chi è stato guidato, fini e berlusconi, il cdx per anni!". invece, mo sembra che anche la casa a montecarlo sia colpa di fassino...chiariamo: fini è uno dei leader storici del centrodestra&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2569334477643236363?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2569334477643236363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2569334477643236363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/ma-fini-non-era-del-centrodestra.html' title='ma fini non era del centrodestra?'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4152458893287747395</id><published>2010-08-07T06:26:00.000-07:00</published><updated>2010-08-07T06:27:27.322-07:00</updated><title type='text'>fini, tulliani, berlusconi: ma guarda la coincidenza</title><content type='html'>metodo boffo/ ottime le inchieste de il giornale e libero su fini. che bello se le avessero fatte pure quando fini era un fedele alleato di berlusconi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4152458893287747395?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4152458893287747395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4152458893287747395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/fini-tulliani-berlusconi-ma-guarda-la.html' title='fini, tulliani, berlusconi: ma guarda la coincidenza'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-4347342783558824543</id><published>2010-08-05T10:20:00.000-07:00</published><updated>2010-08-05T10:21:35.430-07:00</updated><title type='text'>elezioni elezioni elezioni</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Cuando Calienda el sol... ecco la canzone dell’ultimo scampolo d’estate, con i voti che la maggioranza ha raccolto in Parlamento che sembrano essere l’offerta di un ipermercato per un telefonino, 299. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuando Calienda el sol, aquì en la playa, corriamo a riposarci, in Sardegna, ad Antigua, ma vanno bene pure Montalto e Pinarella: è l’invito di Silvio Berlusconi, che ieri ai suoi parlamentari ha raccomandato «riposatevi, ricarichiamo le pile e prepariamoci alle elezioni». E per la serie «a Berluscò, ricordate degli amici», nella cena a Villa Miani con i parlamentari del Pdl, il premier ha anche fatto una promessa-premessa molto convincente: «Voi che vi siete comportati bene, sarete ricandidati». Tutti e 299. Ora come non mai Fini giustifica i mezzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-4347342783558824543?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4347342783558824543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/4347342783558824543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/elezioni-elezioni-elezioni.html' title='elezioni elezioni elezioni'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-8004592522336667701</id><published>2010-08-03T04:17:00.000-07:00</published><updated>2010-08-03T04:18:38.570-07:00</updated><title type='text'>berlusconi, fini, metodo boffo: settembre scuro</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Che ne sarà di noi? Ora scopriamo che la legislatura barcolla, che Futuro e Libertà è un altro marchio al quale dovremo abituarci, che i nuovi numeri del Parlamento potrebbero portarci al voto prima di quanto immaginassimo, che forse a Berlusconi nemmeno dispiacerebbe perché è convinto di poter rivincere dando così una bella lezione all’ultimo della sua lunga lista di ex, Fini, intanto un parlamentare del Pdl fa sapere che a Fini bisognerebbe fare assaggiare il trattamento Boffo e non è proprio un bel segnale per la democrazia non tanto che si minacci la terza carica dello Stato ma che esista e sia già catalogato un trattamento Boffo mentre il leader della Lega ha parlato di venti milioni di persone pronte a battersi senza chiarire come, per fortuna, contro un governo tecnico, pensare che dopo la vittoria del 2008 questa maggioranza sembrava larga e infrangibile, non siamo fatti per una vita tranquilla...e intanto, intanto l’opposizione, rinvigorita dal grande bordello della maggioranza dovrebbe invocare con voce squillante elezioni con la convinzione di vincere, ma non è che questa voce si senta tanto bene, non c’è campo, forse la mano sinistra sta coprendo l’antenna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, assistiamo a tutto questo, sempre più inquieti, magari con il pensiero che va a 30 anni fa, a quella bomba a Bologna, al Governo che neppure ci è andato alla commemorazione fosse pure per prendersi i fischi. Godiamoci agosto, un mojito in spiaggia, un bel libro sul balcone o replica di un buon film in tv, perché l’autunno promette pioggia, tempesta e pochi ombrelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-8004592522336667701?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8004592522336667701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/8004592522336667701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/08/berlusconi-fini-metodo-boffo-settembre.html' title='berlusconi, fini, metodo boffo: settembre scuro'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5249793407195784750</id><published>2010-07-31T03:11:00.000-07:00</published><updated>2010-07-31T03:12:33.215-07:00</updated><title type='text'>iphone 4, i misteri della mela</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Misteri della mela. Con un telefonino da 80 euro puoi fare le videochiamate, con l’iPhone 3 no. E con il 4 che è uscito in Italia oggi puoi videochiamare, certo, ma con limitazioni balorde, solo sulla rete wi-fi e verso un altro iPhone. Con un telefonino da 300 euro fai foto bellissime da 8 megapixel. Con l’iPhone 4 di cui parla tutto il pianeta e che costa il doppio ti devi accontentare di 5 megapixel, nella vecchia versione arrivavi a 3. Quando uscì il primo, che cambiò per sempre il mondo dei cellulari imponendo ad esempio i touchscreen e lo schermone, l’iPhone non inviava neppure gli mms (vale a dire i messaggi con le foto), cosa che facevi con il solito telefonino da 80 euro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare della durata della batteria, delle limitazioni al trasferimento dei file con il bluetooth, del caso dell’antenna sollevato per l’ultima versione del melafonino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il piccolo grande giocattolo, con le sue infinite, cervelttoriche o geniali applicazioni che oscurano e fanno dimenticare non solo i difetti, ma la funzione stessa - banale - delle telefonia, anche oggi conquista l’attenzione delle rete, dei media, dei clienti in fila davanti agli store. Il prodigio sta tutto lì, in questa combinazione di design, genialità e marketing. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così Nokia, Samsung e le altre ogni giorno devono sfornare nuovi modelli per inseguire il consumatore; Jobs invece si limita all’iPhone per vedersi inseguito dai consumatori. Misteri della mela.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5249793407195784750?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5249793407195784750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5249793407195784750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/iphone-4-i-misteri-della-mela.html' title='iphone 4, i misteri della mela'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-5256586036597582977</id><published>2010-07-31T03:09:00.000-07:00</published><updated>2010-07-31T03:11:36.541-07:00</updated><title type='text'>giornalisti e sicari</title><content type='html'>Ormai è normale che i giornalisti siano dei sicari. fanno ottime inchieste, ottimi pezzi, dettagliati, corretti, ma solo quando serve al loro editore. la stampa berlusconiana si è scatenata contro fini. ottimi pezzi. ma perché non li facevano anche quando fini era un fedele alleato? davvero il giornalista è un sicario da mettere in campo quando serve a difendere gli interessi dell'editore? sia chiaro: la pratica dei giornalisti sicari non è solo della stampa berlusconiana, tutt'altro. è generalizzata. ma una riflessione andrebbe fatta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-5256586036597582977?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5256586036597582977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/5256586036597582977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/giornalisti-e-sicari.html' title='giornalisti e sicari'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1263096969223031031</id><published>2010-07-29T08:51:00.000-07:00</published><updated>2010-07-29T11:36:09.174-07:00</updated><title type='text'>i-pd</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;D’accordo, nel Pdl fanno le cose in grande, quando c’è una crisi matrimoniale ci sono le scene madri sulle piazze mediatiche e gli sguardi furenti di Silvio e Gianfranco. Ma almeno quello è un grande film di amori e tradimenti. Nel Partito democratico invece siamo alle soap opera incomprensibili, raffazzonate e con produzione a basso costo. In prima serata non finirebbero mai. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, la guerra fra bande neanche tanto giovanili per l’elezione del nuovo segretario del Pd del Lazio è perfino difficile fare una sintesi. Alla fine perdi il filo nello spiegare chi sta con chi, chi è contro chi, dove sono i confini dell’Area democratica e quelli dei Popolari, chi sono i mariniani di Marino, chi sono i fioroniani, cosa programmano i zingarettiani, cosa vogliono davvero i gasbarriani, cosa orchestrano i vertici bersaniani, cosa stanno tramando i dalemiani, perché Vendola può influenzare perfino gli equilibri laizali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensare che il segretario che si è dimesso, dopo neppure un anno senza molta gloria, era il frutto delle tante celebrate primarie, quelle dei gazebo, delle code, della partecipazione, sia pure con il correttivo di un accordo fra correnti. Oggi, 29 luglio, invece di pensare alle ferie, l’assemblea del Pd prova a scegliere il nuovo segretario del Lazio. Senza sapere bene quale sia la formula giusta (maggioranza relativa? assoluta? primarie in autunno?), mentre i vari big sparano dichiarazioni alle agenzie (veniamo, non veniamo, veniamo ma non votiamo). Qualche giorno fa alla Festa dell’Unità di Roma c’erano migliaia di militanti che si sorbivano impassibili dibattiti su dibattiti. C’è ancora voglia di vera politica. Nella base.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1263096969223031031?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1263096969223031031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1263096969223031031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/i-pd.html' title='i-pd'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-9191437786449498180</id><published>2010-07-27T06:56:00.002-07:00</published><updated>2010-07-27T06:57:37.084-07:00</updated><title type='text'>cina, serbia, cambogia, roma, italia</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Notizie dal mondo reale. Unite, se volete, i punti. La Fiat decide di produrre la nuova monovolume in Serbia. A Roma scoperto l’ennesimo laboratorio dove operai cinesi, anche minorenni, lavorano in condizioni di quasi schiavitù, i committenti finali sono importanti griffe italiane. In Italia si parla sempre meno di generazione 1.000 euro, forse perché bisognerebbe ribattezzarla generazione 800 euro. In Cambogia qualche settimana fa sciopero indetto da un sindacato, che al contrario degli altri riteneva insufficiente l’aumento dello stipendio minimo nelle fabbriche da 56 a 61 dollari mensili, «i prezzi nei negozi sono sempre più alti», spiegava davanti alle telecamere una giovane operaia. In Italia uno dei concetti che si respira di sovente nelle grandi aziende è «cari lavoratori a tempo indeterminato non lamentatevi, non capite quanto siete fortunati». In Italia, secondo Confcommercio i consumi restano bassi e molte famiglie rinunciano alle vacanze o le riducono. In Italia, ormai, nessuno dice più «taglieremo le tasse perché così, vedrete, l’economia volerà». E a Roma e nel Lazio si va verso nuovi aumenti di Irpef, Irap e tariffe. Intanto, il dibattito si sofferma sulla presunta P3, le pratiche di divorzio fra Fini e Berlusconi, il complotto interno al Pdl per gettare ombre sui gusti sessuali del presidente della Campania, a quanto pare molto più insidiosi dell’infamia di essere vicino alla Camorra. Unire i punti, ognuno ci veda ciò che vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e i primi - interessanti - commenti, sempre da ilmessaggero.it:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rivoluzione industriale...&lt;br /&gt;Come confermano i post precedenti al mio, tanta gente ha potuto vedere con i propri occhi il regresso ad un secolo fa, o giù di li. Io sono uno di quei "fortunati" che cita il bell'articolo, 22 anni di servizio e 1.200 € al netto di prestiti. Pago un mutuo di 600 euro mensili, la mia "azienda", una ASL, rifiuta da tre anni di pagarci il saldo degli incentivi, progressioni di carriera sconosciute, ma frotte di giovanissimi con contratti a progetto, part time, fatti lavorare ben oltre il normale orario (e chi si ribella!), addirittura dirigenti sanitari (medici) che dirigono da anni interi Servizi con contratto a tempo determinato, sotto botta continua della paura di non vedere i rinnovi. La corda si sta tirando troppo, troppo....&lt;br /&gt;commento inviato il 27-07-2010 alle 14:50 da lupo2&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Unire i punti?&lt;br /&gt;Difficile poterlo fare senza provare ,contemporaneamente, un profondissimo senso di frustrazione! In particolare nelle generazioni, dell'attuale 3° e 4° età! Le quali, si dovrebbero chiedere, " dove abbiamo sbagliato ? " Come è possibile che, oggi il mondo del lavoro sia, peggiorato rispetto alle già gravi , condizioni di quando NOI siamo entrati in quel mondo, fine anni 40?Abbiamo lottato, convintamente ed eravamo riusciti nel miracolo, non quello effimero degli anni 50/60, di redistribuire in modo più equanime la ricchezza prodotta dal paese! Dagli anni 80,è stato un lento quanto inesorabile declino, con un'altrettanto costante emorragica perdita di diritti elementari, che credavamo graniticamente intoccabili! Noi, pur vecchi ed avvizziti, non possiamo sottrarci alle ns. responsabilità, rigettando tutto sul " benaltrismo ". Purtroppo,consapevolmente o meno, risultiamo complici di quanto avvenuto, il chè non è un bilancio positivo per le ns. generazioni! Per nulla! Rimane comunque una certezza! La questione morale, checchè ciancino alcuni cenciaioli, si è di molto deteriorata , rispetto all'idealismo di 40/50 anni or sono, e ciò, ha contribuito in modo determinante a provocare le macerie che abbiamo davanti!&lt;br /&gt;commento inviato il 27-07-2010 alle 12:42 da 32017193&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fiat&lt;br /&gt;Ricordo che tempo fa (in occasione di qualche elezione) fu intervistato un lavoratore della Fiat di Torino dicendo che avrebbe votato per Berlusconi perchè bla bla bla.......&lt;br /&gt;Questi sono i risultati, la Fiat può fare quello che vuole perchè il governo se ne frega dei lavoratori i Cisl e Uil firmano l'accordo di Pomigliano&lt;br /&gt;meditate gente meditate&lt;br /&gt;commento inviato il 27-07-2010 alle 10:32 da Priamo99&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ha ragione Evangelisti, schiavi del lavoro sono anche italiani!&lt;br /&gt;Credetemi quando, ormai quasi quarant’anni fa, ho cominciato a vedere le prime mani di operai sotto le presse (per fortuna o per disgrazia, non so, senza gli operai), quando un anziano manovale della mia fabbrica mi fermò, per mostrare a me giovane Rappresentante Sindacale, la sua busta paga dove si leggeva che guadagnava la metà di me, giovane impiegato agli inizi della carriera. Quando dopo una decina di anni ho potuto vedere queste vergogne, quasi completamente superate, non pensavo si potesse ritornare oggi a situazioni pari o forse peggiori di quelle di oltre un secolo fa, all' epoca del "Sciur padrun da li beli braghi bianchi".&lt;br /&gt;I nuovi schiavi sono spesso coloro che avevano un lavoro a tempo indeterminato che l'hanno perduto, magari padri e madri di famiglia, che non possono andare troppo per il sottile, pur di "tirare avanti la baracca".&lt;br /&gt;Credo di aver già scritto in un post di quell'imprenditore italiano il quale, ormai un paio di anni fa, resosi conto che in Romania il costo del lavoro diventava "eccessivo" per lui, ingaggiò (o dobbiamo dire deportò), lavoratori dal Bangladesh e lavoratrici dalla Cina, li mise a dormire in "confortevoli stanze a norma" (sic!), pagandoli 200 euro mensili. Vi pare poco? Ma sono spesati di tutto!&lt;br /&gt;Anche in Italia arriveremo a questo?&lt;br /&gt;Intanto in Italia abbiamo lavoratori che hanno un contratto part time, lavorando full time, che "firmano" buste paga, con soldi che non ricevono, inquadrati in categorie infime... Non sono schiavi anche loro?&lt;br /&gt;commento inviato il 27-07-2010 alle 10:02 da Matthias&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-9191437786449498180?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/9191437786449498180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/9191437786449498180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/cina-serbia-cambogia-roma-italia.html' title='cina, serbia, cambogia, roma, italia'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2975731001468133892</id><published>2010-07-27T06:56:00.001-07:00</published><updated>2010-07-27T06:56:32.174-07:00</updated><title type='text'>cina, serbia, cambogia, roma</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2975731001468133892?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2975731001468133892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2975731001468133892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/cina-serbia-cambogia-roma.html' title='cina, serbia, cambogia, roma'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-2981754882239548356</id><published>2010-07-24T11:30:00.000-07:00</published><updated>2010-07-24T11:32:06.800-07:00</updated><title type='text'>calippo, bira, doccetta</title><content type='html'>copia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Le telecamere di un canale satellitare all news, la collaborazione di uno smanettatore del computer che si è divertito a montare i sottotitoli, la forza propulsiva di Internet dalla base di partenza di Youtube, i link rilanciati chissà quante volte su Facebook, i video ripetuti in streaming sui computer, sugli ipad, sui netbook, sugli smartphone, magari in spiaggia se c’è pure il wi-fi, i siti dei grandi giornali che l’hanno adottato, le radio che hanno fiutato il caso, i quotidiani stampati sulla vecchia carta che hanno approfondito, chissà presto anche le voci confezionate in mp3 e usate come suonerie. Ecco, per creare il tormentone dell’estate c’è voluto l’uso massiccio di tutte le tecnologie, la connessione e la complicità fra tutti i canali di comunicazione, vecchi e nuovi. Sovvertito e surclassato qualsiasi progetto pensato a tavolino. Ma soprattutto c’è voluta la simpatia, la leggerezza e la spontaneità di Debora e Romina, le due ragazzine diventate famose per l’intervista sulla spiaggia di Ostia. Come dire, il fattore umano conta. Per fortuna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-2981754882239548356?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2981754882239548356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/2981754882239548356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/calippo-bira-doccetta.html' title='calippo, bira, doccetta'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-6184778599898989173</id><published>2010-07-20T06:17:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T06:18:45.446-07:00</updated><title type='text'>cesare e cesaroni</title><content type='html'>coia e incolla da ilmessaggero.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Mauro Evangelisti&lt;br /&gt;Più che Cesare, qui siamo ai Cesaroni. Sì, perché va pure bene avere il gusto della battuta, ma Silvio Berlusconi sta diventando come lo zio vecchietto con il capello tinto, quello che tutti gli anni se ne va in vacanza in Brasile a sfoggiare la bandana malgrado l’età e a spendere la pensione, e poi lo rivedi a Natale quando fa, implacabilmente, sempre le stesse battute grevi. Ormai trasforma tutto ciò che tocca in un vecchio film con Gianfranco D’Angelo, quelli che trovi in qualche canale rilegato in fondo alla numerazione del digitale terrestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così - ma che originale, ma che birbone, ma che belle idee innovative - riecco la battutona su studentesse avvenenti e Rosy Bindi. Wow, ma come gli vengono? Qui non si tratta di avere o non avere senso dell’umorismo, non è più un problema di buon gusto, qui è un problema di noia. A zio Si’ «sta battuta sulla Bindi l’hai già fatta l’anno scorso».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-6184778599898989173?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6184778599898989173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/6184778599898989173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/cesare-e-cesaroni.html' title='cesare e cesaroni'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3102131760874279055.post-1719656961269988902</id><published>2010-07-20T06:16:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T06:17:22.944-07:00</updated><title type='text'>l'estate di johnny nuovo</title><content type='html'>copia e incolla da librisulibri.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 libri e 1 eBook per un’estate da leggere&lt;br /&gt;20 luglio 2010 |  Autore: Elda&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo 5 libri e 1 eBook per un’estate da leggere. Come dire, un altro po’ di consigli libracciosi, che siate o meno sotto l’ombrellone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;_______________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Johnny Nuovo, di Mauro Evangelisti. Se siete appassionati di thriller a tutto tondo, questo è il libro che fa per voi. Strano, intenso e originale, Johnny Nuovo ha lasciato un segno in chi l’ha letto. Lo so perchè  ho fatto una mini indagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. 101 modi per diventare bella, milionaria e stronza, di Eliselle. Poteva mancare il manualetto di autostima per le fanciulle un po’ giù di corda? Certamente no. Leggero come l’aria, questo libro potrebbe rivelare qualche piccolo segreto di autovalorizzazione che,  magari – ma proprio magari-, non ci è ancora frullato per la testolina. Chissà. Se non altro è divertente. Pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L’uomo dei cerchi azzurri, di Fred Vargas. Ebbene sì, grazie all’amica Tina, ho scoperto la Vargas e L’uomo dei cerchi azzurri lo suggerisco caldamente – a dispetto della calura- . Anche perchè lo sto leggendo ora e sono fresca di entusiasmo. Mi piacciono i personaggi, mi intriga la storia -un giallo affatto convenzionale-  e mi convince molto lo stile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Facciamo l’amore. Guida al sesso felice, di Lorena Berdùn. Non potevo non metterlo nella lista…dai. Primo perchè la sessuologa madrilena è simpatica e poi perchè d’estate si parla di sesso a tutte le ore, in ogni luogo e in ogni occasione. E quindi beccatevi questa guida frizzantina e spregiudicata per un’estate molto hot- e scusate l’inglese ma fa tanto modaiola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La donna delle rose, di Charlotte Link. Un bel libro da leggere perchè  pieno di personaggi con storie ben definite. Cioè non vi esaurite cercando di capire chi fa cosa. Anzi, tiene viva l’attenzione per tutto il tempo della lettura , nonostante le 500 pagine. Perfetto per l’ombrellone,insomma, e poi c’è pure uno sconticino che non guasta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Io lavoro in tivu, di Mario Garofalo. L’eBook del dulcis in fundo. Il diario di un trentenne precario -mavà- che racconta la sua esperienza di lavoro per un’emittente televisiva. Il lavoro gli piace, della precarietà non ne fa un dramma ma, a volte, si chiede se il mondo lìffuori non sia più interessante…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco fatto. Ho dimenticato qualcosa…? Ah, sì certo. Buona lettura a tutti!&lt;br /&gt;http://librisulibri.it/2010/07/20/5-libri-e-1-ebook-per-unestate-da-leggere/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3102131760874279055-1719656961269988902?l=mauroe.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1719656961269988902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3102131760874279055/posts/default/1719656961269988902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauroe.blogspot.com/2010/07/lestate-di-johnny-nuovo.html' title='l&apos;estate di johnny nuovo'/><author><name>mauro e</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11509173957769854132</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
